Prendersi cura degli animali da compagnia: nel futuro sempre più “pet technology”

Secondo un’indagine di Msd Animal Health su oltre 5 mila “pet owner” in Europa, il 60% si dice disposto a utilizzare dispositivi per il monitoraggio dello stato di salute del proprio cane o gatto, anche se è a farlo oggi è ancora una minoranza

prendersi cura degli animali da compagnia

I proprietari degli animali da compagnia, sempre più attenti alla salute dei loro “amici”, guardano con favore alla “pet technology”,  un ampio ventaglio di strumenti digitali per tenere sotto controllo salute e stili di vita di cani e gatti, da utilizzare in un’ottica di alleanza con il medico veterinario. È quanto emerge da una indagine condotta da Msd Animal Health su oltre 5 mila proprietari di animali domestici in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

La Pet technology

L’indagine, spiega una nota di Msd Animal Health, indica che gli animali di compagnia sono alla ricerca di mezzi tecnologici che li aiutino a prendersi cura della salute e del benessere dei propri animali domestici. Come? Ad esempio attraverso strumenti di monitoraggio, tracciatori di attività, dosatori di cibo o le gattaiole controllati con microchip.

Oltre il 65% dei padroni di cani e oltre la metà dei padroni di gatti intervistati ritiene molto importante essere costantemente informati sullo stato di salute del proprio pet e monitorarlo con regolarità. Il 60% si dice disposto ad utilizzare tali strumenti.

“I dati forniti da questi dispositivi possono davvero essere fondamentali e agevolare la diagnosi e il trattamento di eventuali patologie, più informazioni abbiamo a disposizione, più accurate saranno le decisioni che prendiamo, insieme”, commenta Rachel Dean, Medico Veterinario e Direttore della “Clinical Research and Excellence in Practice” presso VetPartners.

Tuttavia, parliamo al momento di una nicchia: oggi solo circa il 10% dei padroni di cani e gatti dichiara di fare uso di uno strumento tecnologico per il proprio animale, ma due intervistati su tre si dicono disposti ad utilizzare uno di questi dispositivi. Per quanto riguarda l’uso di strumenti di monitoraggio, l’indagine mostra un’ampia differenza tra i Paesi: il 17% dei padroni di gatti in Spagna dice di usare un dispositivo, mentre in Francia solo il 5%.

“Queste tecnologie supportano i pet owner consentendo loro di prendersi cura al meglio dei propri animali domestici e tenendo sotto controllo eventuali cambiamenti nei comportamenti che potrebbero essere, a loro volta, segnali di sofferenza o malessere”, commenta  David Hallas, medico veterinario e Managing Director di Sure Petcare, uno dei brand di Msd Animal Health.

Salute e fiducia nel veterinario

L’indagine offre almeno altre tre conclusioni rilevanti sul rapporto con la salute dei pet e la fiducia nei veterinari:

  • Circa un terzo dei padroni di cani e gatti pensa che il proprio animale sia in sovrappeso, mentre i veterinari indicano che il dato reale di animali in sovrappeso sia maggiore.
  • La maggior parte dei pet owner è a conoscenza del fatto che il proprio animale possa contrarre il diabete, ma si dice in grado di riconoscere i principali segnali e sintomi e si dice disposto, se necessario, ad utilizzare trattamenti con farmaci iniettabili.
  • I veterinari rimangono la principale fonte di informazione per quanto riguarda la salute degli animali, seguiti dall’informazione online.

Una contraddizione…

Sebbene la maggioranza dei pet owner riconosca l’importanza di recarsi dal veterinario con regolarità, il 23% dei padroni di gatti e l’11% dei padroni di cani, fa visita al veterinario meno di una volta all’anno, mentre, dall’indagine emerge che alcuni animali non sono mai stati portati dal veterinario. Questa evidenza è in netto contrasto con l’attenzione che gli intervistati dichiarano di avere verso i propri animali; che si dicono intenzionati a proteggerli dalle malattie, si preoccupano della dieta e di tenere il peso sotto controllo.

… e un’opportunità

Il 28% dei padroni di gatti afferma di non aver portato il proprio pet dal veterinario perché non pensava che l’animale stesse male abbastanza, ma a posteriori crede che avrebbe dovuto farlo. Di qui l’accento posto sulla Pet technology: la tecnologia è in grado di tenere traccia della salute dell’animale, allertando il pet owner, con i dati generati dai device, di potenziali problemi.

 

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