Covid-19, la riorganizzazione interna di Big Pharma

Smart working, divieto di fare riunioni e annullamento di ogni viaggio di lavoro se non strettamente necessario (ad eccezione dei Paesi più colpiti in cui è proibito)

Con la pandemia (anche se l’Oms non l’ha dichiarata ufficialmente) causata dal nuovo coronavirus, tutte le grandi compagnie mondiali si stanno riorganizzando. Anche Big Pharma, da parte sua, sta valutando telelavoro, ferie, limitazioni ai viaggi.

Cosa fanno

FiercePharma ha fatto una piccola verifica sulle grandi multinazionali del farmaco. Glaxo Smith Kline, ad esempio, ha diramato un comunicato interno per avvisare che ogni dipendente dovrà posticipare ogni viaggio di lavoro o attività internazionale se non strettamente necessaria. Anche l’Italia è ovviamente nella lista dei Paesi in cui non andare. Anche Bristol Myers Squibb ha preso la stessa decisione limitando le riunioni per quanto possibile. L’avviso, a quanto sembra, si applica soprattutto ai partner e ai venditori, non ai propri diretti dipendenti. In Germania Boehringer Ingelheim ha ridotto i viaggi in Europa e ha dichiarato off-limits la Cina, Hong Kong, Macao, Taiwan, il sud est asiatico, la Sud Corea, il Giappone e l’Iran.

In Svizzera Roche ha detto che tutti i viaggi in Cina andranno spostati, così come a Hong Kong e Macao. Limitati i viaggi in Giappone, Sud Corea, Singapore, Iran e Italia per attività improrogabili. Ogni dipendente che è stato in questi luoghi negli ultimi 14 giorni dovrà essere messo in quarantena. Amgen è stata più drastica e ha sospeso ogni viaggio di lavoro fino al 21 marzo.

Sanofi, dal canto suo, ha limitato sì i voli per i Paesi colpiti dall’epidemia, tuttavia ha concesso alcune eccezioni per i dipendenti che devono tornare verso casa. La società ha creato una commissione interna sulla crisi. Infine Mylan ha semplicemente vietato i voli in Asia e in Italia.

I contagi

Anche le multinazionali devono fare i conti con i propri contagi interni. Oltre ad Amazon e Microsoft, anche Biogen ha riscontrato tre dipendenti positivi alla Covid-19. Due sono in Europa e uno in Massachusetts. In risposta l’azienda ha dichiarato che i dipendenti dovranno evitare riunioni o meeting fino alla fine di marzo e che non saranno consentiti viaggi nelle aree a rischio.