Farmaci per il diabete, appello degli specialisti per prorogare i piani terapeutici

Diabetologi ed endocrinologici (Sid, Amd e Sie) scrivono a ministero, Aifa e Regioni e raccomandano anche di garantire la distribuzione di farmaci e presidi per almeno tre mesi di trattamento. Obiettivo: evitare gli accessi a strutture sanitarie e punti di ritiro durante l'emergenza Covid-19

farmaci per il diabete

Prorogare la validità dei piani terapeutici dei farmaci per il diabete. Lo chiedono diabetologi ed endocrinologi in una lettera inviata al ministero della Salute, Agenzia del farmaco (Aifa) e assessorati regionali alla sanità. E chiedono anche di garantire la distribuzione di farmaci e presidi per almeno tre mesi di trattamento. Con l’obiettivo di limitare l’accesso ai servizi di Diabetologia e ai punti di distribuzione in una fase così delicata dell’emergenza Coronavirus.

In campo Amd, Sid e Sie

L’appello è firmato dai presidenti di tre società scientifiche: Paolo Di Bartolo (Associazione medici diabetologi, Amd), Francesco Purrello (Società italiana di diabetologia, Sid) e Francesco Giorgino (Società italiana di endocrinologia, Sie)

“Chiediamo – si legge nella lettera – di prorogare la validità dei Piani terapeutici per i farmaci destinati alla terapia del diabete fino alla risoluzione della attuale situazione di emergenza. La nostra richiesta è ovviamente finalizzata alla miglior tutela non solo delle persone con diabete, ma della salute pubblica in generale. Le sale di attesa dei servizi di Diabetologia sono abitualmente sovraffollate, molte delle persone che popolano questi ambienti sono ultra-sessantacinquenni – oltreil 65 % – e spesso questi pazienti sono costretti a rivolgersi alle Diabetologie per il solo rinnovo dei Piani terapeutici”. Gli specialisti chiedono quindi che “i Piani terapeutici scaduti vengano considerati in validità finché le Autorità sanitarie non dichiarino risolta l’attuale emergenza epidemiologica”.

Queste misure, così come quelle per limitare l’accesso ai punti di distribuzione dei farmaci, “possono contribuire sensibilmente alla riduzione del rischio di possibili contagi, a beneficio di una popolazione particolarmente esposta, quale appunto le persone con diabete, ma anche – concludono gli esperti –  a vantaggio della popolazione generale”.

LA LETTERA