La logistica 4.0 nella filiera healthcare

La logistica 4.0 mira a incrementare l’efficienza e la produttività dei processi, grazie all’introduzione di tecnologie digitali. È fondamentale dotarsi di un’organizzazione flessibile ed efficiente. *IN COLLABORAZIONE CON CONSORZIO DAFNE

la logistica 4.0

Gli elementi fondanti del paradigma Industria 4.0 stanno permeando sempre più anche altri ambiti aziendali, tra cui la logistica. Logistica 4.0, per estendere facilmente un concetto noto, mira a incrementare l’efficienza e la produttività dei processi logistici, grazie all’introduzione di tecnologie digitali a supporto della movimentazione dei materiali e dei prodotti all’interno dello stabilimento produttivo e dei processi logistici per la ricezione e la distribuzione delle merci.

Organizzazione flessibile

Per ottimizzare i processi logistici, garantendo logiche just-in-time e riducendo al minimo le scorte, è fondamentale dotarsi di un’organizzazione quanto più possibile flessibile ed efficiente, che sfrutti a pieno l’automazione di processo e l’adozione pervasiva di nuove soluzioni digitali intelligenti. È questo è ancora più vero all’interno di una filiera come quella dell’healthcare, caratterizzata da elevati livelli di servizio negli archi e nei processi logistico-distributivi e dalla necessità di integrare sistemi legacy e attori diversi.

Velocità, efficienza, trasparenza

Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata, Big Data Analytics, Digital Twin, Additive Manufactoring e Robot collaborativi consentono di avere comunicazioni sempre più veloci e tempestive, una maggiore quantità di dati condivisi tra tutti gli stakeholder, un maggior livello di automazione delle attività ripetitive a basso valore aggiunto e, da ultimo, una maggiore efficienza e trasparenza lungo tutta la filiera.

Integrazione digitale

I processi logistici possono sfruttare a pieno l’integrazione tra il mondo fisico e quello digitale offerto dagli oggetti intelligenti che dialogano tanto tra loro quanto con sistemi centralizzati, facilitando le sinergie tra persone, processi, dati e oggetti fisici/merci da trasportare. In questo modo è possibile ottimizzare lo scambio di informazioni e il flusso fisico delle merci, abilitando contestualmente una vera collaborazione lungo tutta la filiera.

Dalla fabbrica al trasporto

Le prime soluzioni sono state introdotte nei sistemi di logistica di fabbrica, per poi estendersi alla logistica distributiva così da migliorare attività di magazzino e trasporto. Ne sono un esempio le soluzioni attivate da Silvano Chiapparoli Logistica e CEF – Cooperativa Esercenti Farmacia che hanno introdotto etichette RFId intelligenti che segnalano la presenza di colli contenenti prodotti urgenti, in modo da prioritizzare opportunamente le attività di inbound al distributore, favorendo l’ottimizzazione di tutta la supply chain.

Quali benefici con la logistica 4.0?

La ricerca 2019 dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano rivela come il principale effetto positivo delle tecnologie 4.0 sia la possibilità di integrare diversi sistemi, non solo all’interno del magazzino, ma lungo l’intera filiera. Quasi un operatore del settore su due (48%) si aspetta un aumento della produttività, oltre un terzo (37%) prevede una maggiore visibilità sui processi, il 27% immagina un miglioramento della tracciabilità dei prodotti e il 23% della sicurezza.  Le principali criticità evidenziate dal campione, invece, sono legate ai tempi di ritorno dell’investimento in tecnologie 4.0 (35%), alla complessità di comunicazione tra sistemi informativi (23%) ed alla mancanza di competenze adeguate (21%).

Opportunità e competenze

“La Logistica 4.0 può spostare i confini nella relazione dell’outsourcing – afferma Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano-. Al fornitore di servizi logistici è richiesto non solo un coinvolgimento esecutivo ma una sempre maggiore capacità di gestione e integrazione di sistemi complessi. Per coglierne appieno le opportunità, nei prossimi anni sarà necessario investire, da un lato, in strumenti che consentano di integrare soluzioni tecnologiche basate su sistemi informativi diversi e, dall’altro, nello sviluppo di competenze specifiche per la gestione di queste nuove soluzioni, lavorando in termini di formazione e attrazione di talenti da altre funzioni aziendali e settori”.

Digital Twin

Nel futuro ci si aspetta che un ruolo importante sia giocato dai Digital Twin, vere e proprie rappresentazioni della realtà, impiegati per gestire efficientemente, ad esempio, le flotte di container, monitorare le spedizioni e progettare sistemi logistici, integrando tutti i dati raccolti dai sensori “fisici” sul territorio tramite le tecnologie IoT.

L’utilizzo dei Digital Twins per comprendere e gestire meglio gli asset fisici ha il potenziale per cambiare in modo significativo le operazioni logistiche, perché possono rivelare insight dal passato, ottimizzare il presente e persino prevedere le prestazioni future grazie all’integrazione di Artificial Intelligence e Machine Learning.

“Il mercato dei Digital Twins – spiega Matthias Heutger, senior vice president, Global Head of Innovation & Commercial Development di DHL – dovrebbe crescere di oltre il 38% ogni anno, superando la soglia dei 26 miliardi di dollari entro il 2025. I digital twins offrono capacità senza pari per tracciare, monitorare e diagnosticare gli asset. Cambieranno le tradizionali supply chain, con una gamma di opzioni per facilitare il processo decisionale e la collaborazione basata sui dati, processi di business semplificati e nuovi modelli di business. Siamo ansiosi di lavorare con i nostri clienti e partner per esplorare insieme le possibili applicazioni nel nostro settore”.

A cura di Consorzio Dafne

 

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