Covid-19, con più engagement aumenta il senso di “comunità”

Comunicazione, responsabilizzazione e collaborazione. Sono questi i tre elementi cardine dell'engagement del paziente e che diventano ancora più importanti in periodi di crisi come quello che stiamo tutti affrontando

Stiamo imparando a prendere familiarità con le ricadute e la gestione di una malattia che è più corretto descrivere come “della comunità” più che del singolo individuo. Perché solo come comunità, e con il senso più ampio che si riuscirà a dare a questa parola, possiamo fare fronte all’emergenza. Siamo quindi, tutti insieme, il paziente. Non solo perché potremmo diventarlo in seguito al contagio, ma, di fatto, lo siamo già come popolazione. Perché solo impegnandoci attivamente nella gestione del problema, possiamo sperare di conquistare una nuova condizione di equilibrio. In altre parole, diventando “engaged”.

I principi cardine dell’engagement

Per questo la situazione attuale ci offre l’opportunità di mettere in evidenza quali sono i principi cardine del Patient engagement, quei pilastri su cui si costruisce un percorso che punti al miglior esito possibile di una cura o di un intervento preventivo, attraverso un utilizzo efficiente delle risorse dei singoli (psicologiche e intellettuali oltre che economiche) e dell’intero sistema socio-economico. Questi sono quelli che mi vengono in mente per primi.

La comunicazione

Oggi ci troviamo tutti, chi più chi meno, di fronte alla forte esigenza di disporre di quelle che nel linguaggio del Patient engagement vengono spesso definite come “actionable information”. Cioè informazioni corrette, accessibili a tutti e in grado di indirizzare in modo chiaro le decisioni riguardanti la salute.

La responsabilizzazione

Qualsiasi percorso efficace di gestione della salute – che si tratti di prevenzione o di terapia – passa necessariamente da una profonda presa di consapevolezza da parte del paziente che diventa pro-tagonista attivo del processo di cura. Nella lotta per contenere la diffusione di un’epidemia, ciò risulta probabilmente più evidente perché l’adozione di comportamenti preventivi è lo strumento più efficace a nostra disposizione, ma nella maggior parte delle patologie la sinergia tra gli strumenti “classici” della medicina e la gestione della malattia nella vita reale è fondamentale. E la vita reale è, necessariamente, in capo al paziente.

La collaborazione

Mettendo in pratica questi principi si realizza quella partnership per la cura che per chiunque si occupi di progettare politiche sanitarie adeguate alle sfide presenti, rappresenta la base di un si-stema salute realmente centrato sul paziente. Quest’ultimo punto ha una rilevanza fondamentale nella situazione attuale perché il patient engagement, nella sua accezione più alta, si realizza quando il singolo individuo, che agisce a tutela della propria salute, fa uno scatto rispetto al problema che lo riguarda per entrare in una dimensione collettiva in cui tutti giocano un ruolo chiave e portano un contributo prezioso.

 

*Foto in evidenza di Rawpixels.com

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