Covid-19, è efficace solo il tampone basato sull’identificazione dell’Rna virale

Ad affermarlo è il comitato tecnico-scientifico (Cts), secondo cui molti dei “test rapidi” hanno dimostrato risultati erronei. “I test basati sull'identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che di tipo IgG) diretti verso il virus Sars-cov-2 non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida”

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“I test basati sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che di tipo IgG) diretti verso il virus Sars-cov-2 non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano Covid-19”. Ad affermarlo è il comitato tecnico-scientifico (Cts) della Protezione civile, in un comunicato stampa del 18 marzo. Cts che aggiunge anche come tali risultati “non possono sostituire il test classico basato sull’identificazione dell’Rna virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo”.

Come funziona il tampone per Covid-19

Come ha spiegato ad Aboutpharma Stefano Vella virologo di fama internazionale, docente all’Università Cattolica, e già presidente dell’Aifa, “i test diagnostici attualmente utilizzati in Italia per evidenziare la positività alla Covid-19, si basano sul prelievo di un po’ di muco (sicuramene infetto se il Sars-cov-2 è presente), dal naso e dalla faringe con il cosiddetto tampone. In seguito si esegue la reazione a catena della polimerasi (Pcr), messa a punto in base alla sequenza genetica del virus Sars-cov-2, isolata dai ricercatori cinesi, per identificarne la presenza nell’orofaringe” .

L’utilità dei test anticorpali

I test anticorpali, invece, sono al momento in via di sviluppo, come ha spiegato ancora il virologo, che ha anche sottolineato come serviranno solo in un secondo momento, per valutare il quadro epidemiologico, cioè quanto si è diffuso il virus, non tanto per la diagnosi. “Perché per sviluppare gli anticorpi ci vuole un po’ di tempo”, precisa Vella, troppo per essere utili come test per la diagnosi veloce di infezione da Covid-19.

Il tampone resta l’approccio standard

L’Organizzazione mondiale della sanità sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci, che sono stati portati all’attenzione dell’Agenzia, come riporta il Cts. i risultati relativi a quest’attività di screening saranno disponibili nelle prossime settimane. “In attesa di questi risultati – ribadisce il Cts – l’approccio diagnostico standard e internazionalmente accettato rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna virale nel tampone rino-faringeo”.

Il Cts inoltre ritiene indispensabile la conduzione di valutazioni comparative tra i risultati ottenibili attraverso l’impiego dei tamponi e i test rapidi nell’ambito di studi rigorosamente condotti e condivide con le Regioni la disponibilità a fornire suggerimenti nel merito.