Virus, l’Ue crea una riserva di materiale sanitario da inviare ai Paesi membri

l’Unione fornirà i dispositivi ai diversi Paesi, sulla base dei bisogni e delle forniture disponibili, e sarà complementare agli sforzi dei 27 Stati. Lo stanziamento iniziale è di 50 milioni di euro

materiale sanitario

Una riserva strategica di materiale sanitario di protezione per combattere la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha deciso la Commissione europea, la quale ha annunciato l’invio di mascherine, ventilatori, e vaccini quando saranno disponibili, ai 27 Paesi membri, con l’obiettivo di arrestare la pandemia.

L’iniziativa della Commissione

Nello specifico, l’Unione invierà il materiale sanitario verso i diversi Paesi, sulla base dei bisogni e delle forniture disponibili, e sarà complementare agli sforzi dei 27 Stati. La riserva sarà costituita sulla base di un appalto realizzato in modo volontario da uno o più Stati membri, che saranno responsabili dell’acquisto e dello stoccaggio del materiale. La Commissione finanzierà la riserva al 90%.

Stanziamento iniziale di 50 milioni

Nel frattempo, il centro di coordinamento della reazione d’emergenza — che è l’organismo al cuore del Meccanismo Ue di protezione civile — gestirà la distribuzione dei materiali tra gli Stati membri sulla base di dove sono più necessari. Lo stanziamento iniziale dell’Ue è di 50 milioni di euro.

Lotta alla pubblicità ingannevole

Oltre a queste misure, l’Ue sta valutando anche l’ipotesi di realizzare delle linee guida comuni per combattere le pubblicità ingannevoli di farmaci.

La Commissione Ue e la rete di autorità nazionali per la protezione dei consumatori Ue (CPC) stanno lavorando a un provvedimento, a seguito delle azioni intraprese dalle autorità italiane, per coordinare autorità, commercianti e piattaforme online contro le frodi in rete e rimuovere rapidamente prodotti e pubblicità false in aumento da quando è iniziata l’epidemia.

“Non accetteremo che i commercianti giochino sulle paure dei consumatori causate dall’epidemia di covid-19 nell’Ue.- commenta Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori – “Alcune piattaforme, come Amazon e Facebook, hanno volontariamente preso provvedimenti contro le pubblicità. L’organizzazione dei consumatori sta intensificando il proprio lavoro”. L’Ue invita le autorità ad adottare rapidamente le necessarie misure a livello nazionale