Ue e Covid-19, per superare le divisioni tra Stati serve un’agenzia biomedica avanzata unica

L'emergenza pandemica sta mettendo in risalto ancora una volta le divisioni all'interno dell'Unione europea. Forse ora più che mai c'è bisogno di un organismo unico preposto alla ricerca sovranazionale. In anteprima l'articolo in uscita sul numero 177 del magazine

Politica sanitaria

Le modalità con le quali gli Stati membri dell’Unione europea hanno finora affrontato e stanno affrontando l’emergenza pandemica rendono evidente la mancanza, o quanto meno l’inadeguatezza, di una condivisione a livello sovranazionale delle misure straordinarie adottate dai singoli Stati che da un lato agevoli e incentivi la ricerca di soluzioni diagnostiche e terapeutiche idonee a fronteggiare il coronavirus e, dall’altro, assicuri la tempestiva disponibilità e il corretto approvvigionamento di farmaci e di dispositivi medici e di protezione individuale su tutto il territorio del mercato interno.

Prospettive future

Si impone allora una riflessione, anche in prospettiva futura, su come meglio prepararsi ad affrontare, nonché a gestire a livello europeo situazioni sanitarie emergenziali, anche per quanto riguarda il coordinamento delle iniziative assunte dai singoli Stati membri, e altresì un ripensamento dei criteri che sovrintendono alla ripartizione di competenze fra Unione europea e Stati membri in materia di tutela della salute pubblica, nonché a quella fra le stesse istituzioni ed organismi dell’Unione europea.

Horizon 2020 e il fast track

In particolare, attraverso il programma Horizon 2020, la Commissione europea ha da ultimo deciso di finanziare il bando fast track pubblicato dall’Iniziativa per i medicinali innovativi (“Imi”), partnership pubblico-privata costituita in forma di impresa comune dalla Commissione europea, e dalla Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (“Efpia”).

Occorre tuttavia rilevare che sempre in ambito europeo, nel campo della tutela della salute pubblica, le principali competenze risultano oggi distribuite fra una miriade di enti e organismi. Basti ricordare come fra i numerosi enti e organismi che operano oggi nel settore della tutela della salute nell’ambito dell’Unione europea figurano, tra gli altri, oltre all’Agenzia europea per il medicinali (Ema) e all’Iniziativa per le medicine innovative (Imi), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (Chafea) e, sia pur in un ambito non esclusivamente dedicato alla salute, il Consiglio europeo della ricerca (Ercea). Per contro, si avverte la mancanza di un ente o organismo pubblico europeo preposto a promuovere la ricerca sovranazionale in ambito farmacologico e biomedico analogo alla Biomedical advanced research and development authority (Barda) statunitense.

La “Barda” europea. Quanto è necessaria?

La creazione di tale ente consentirebbe non solo di catalizzare risorse pubbliche e private e di promuovere attraverso finanziamenti adeguati la realizzazione rapida di un vaccino per il Covid-19 ma altresì, al di fuori di contesti emergenziali quale quello che stiamo attraversando, di favorire la ricerca e la produzione di principi attivi che oggi vengono importati dalla Cina nella misura del 60-80%, garantendone la disponibilità anche in situazioni di crisi.

La costituzione di un’Agenzia europea per la ricerca biomedica avanzata (European biomedical advanced research agency) consentirebbe non solo di superare a livello europeo la frantumazione delle competenze attualmente disseminate tra i vari enti ed organismi europei sopra ricordati ma assolverebbe il ruolo di coordinare le ricerche di soluzioni diagnostiche e terapeutiche con l’obiettivo di arrivare preparati alla gestione di emergenze epidemiche e pandemiche, destinate purtroppo a ripresentarsi nel tempo.

Agenzia unica: continuità, stabilità, coordinamento

La nuova Agenzia rappresenterebbe inoltre una soluzione istituzionale per assicurare con carattere di continuità e stabilità il coordinamento delle iniziative assunte dai singoli Stati membri assicurando nel contempo la funzione, attraverso un adeguato stoccaggio, di monitorare la richiesta e rendere tempestivamente disponibili farmaci e dispositivi medici su tutto il territorio del mercato interno.

…e catalizzatore di finanziamenti

Non da ultimo, l’Agenzia potrebbe fungere da catalizzatore di finanziamenti pubblici e privati, favorendo la costituzione di network sovrannazionali, agevolando la condivisione e l’elaborazione di dati epidemiologici e sovvenzionando progetti di ricerca transnazionali. Un nuovo hub europeo per la ricerca scientifica in campo biomedico che, incidentalmente, potrebbe vedere l’Italia e Milano in una posizione di assoluto rilievo per rivendicarne la rapida istituzione e candidarsi ad ospitarne la sede.