Covid-19 e Cassa integrazione, alcuni chiarimenti dell’Inps per le aziende e lavoratori

Lo studio Lupi & Associati chiarisce alcuni punti riguardo alcune indicazioni ulteriori dell'Istituto di previdenza sociale durante l'emergenza Covid-19

A seguito della pubblicazione del Decreto “Cura Italia”, su cui erano sorte alcune questioni giuridiche e nodi interpretativi, in data 28 marzo 2020 l’Inps ha diramato una nuova circolare contenente alcuni importanti chiarimenti in ordine alle modalità operative da seguire per l’attivazione delle misure disposte a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie. Si precisa che, subito dopo la pubblicazione del “Cura Italia”, l’Inps aveva diffuso alcuni messaggi operativi anche in ordine alle richieste relative al congedo straordinario, bonus baby sitting e altre misure a sostegno dei genitori lavoratori dipendenti ed autonomi. Il documento si propone lo scopo di fornire una panoramica di sintesi degli ammortizzatori sociali di cui è possibile fare richiesta e delle indicazioni operative trasmesse dall’Inps per ottenere la copertura dei fondi stanziati.

Le circolari Inps di riferimento

Circolare Inps del 28 marzo 2020 n 47:
fornisce i primi indirizzi applicativi delle misure straordinarie introdotte dal Decreto “Cura Italia”, unitamente alle istruzioni sulla corretta gestione dell’iter concessorio relativo ai trattamenti di integrazione salariale, dando anche conto di come gli stessi deroghino alle vigenti norme chedisciplinano l’accesso agli ordinari strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro.

Messaggio Inps del 23 marzo 2020 n 1281:
fornisce le indicazioni su richiesta di congedi parentali, permessi legge 104 bonus baby sittingper emergenza Covid-19

Circolare Inps del 20 marzo 2020 n 1287:
contiene le prime informazioni su Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga, nonché su congedo straordinario e bonus baby sitting.

Cassa integrazione guadagni ordinaria

  • Il trattamento di cui all’art 19 Dl 18/2020 è rivolto ai soggetti espressamente individuati dall’art 10 del D.Lgs 148/2015 tra cui rientrano imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini.
  • Le domande possono essere trasmesse con la nuova causale denominata “Covid-19 nazionale”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
  • L’intervento con causale “Covid 19 nazionale” non soggiace all’obbligo di pagamento del contributo addizionale di cui agli articoli 5 29 comma 8 secondo periodo, e 33 comma 2del D.lgs n 148 2015 e, ai fini del computo della durata, non rientra nel limite delle 52 settimane nel biennio mobile.

Sui lavoratori beneficiari in caso di trasferimento d’azienda:

L’art.19 del D.L 18/2020 ha precisato che il trattamento è rivolto a tutti i lavoratori che risultino alle dipendenze del datore di lavoro alla data del 23 febbraio 2020 (a prescindere dall’anzianità lavorativa maturata). Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che ai fini della sussistenza di tale ultimo requisito, nelle ipotesi di trasferimento d’azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e nei casi di lavoratore chepassa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

Sulle deroghe al limite temporale di concessione normalmente stabilito dalla legge:

Conla circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che il trattamento straordinario di Cigo deroga sia al limite dei 24 mesi 30 mesi per le imprese del settore edile e lapideo) nel quinquennio mobile, previsto, per la durata massima complessiva dei trattamenti, dall’articolo 4 del D.lgs n 148/2015 sia al limite di 1/3 delle ore lavorabili di cui all’articolo 12 comma 5 del medesimo D.lgs 148/2015. Pertanto, possono richiedere il trattamento di Cigo e di assegno ordinario con causale “Covid-19 nazionale” anche le aziende che hanno già raggiunto i limiti di cui sopra.

Procedura sindacale semplificata

Le aziende che trasmettono domanda sono dispensate dall’osservanza dell’articolo 14 del D.lgs n148 /2015 in particolare, secondo la circolare 47/2020 all’atto della presentazione della domanda diconcessione dell’integrazione salariale ordinaria, non deve essere data comunicazione all’Inps dell’esecuzione degli adempimenti di cui sopra, e l’Istituto potrà procedere alla adozione del provvedimento autorizzatorio, ove rispettati tutti gli altri requisiti. L’art.19 del Dl. 9/2020 prosegue però affermando: “fermo restando l’informazione, la consultazione e l’esamecongiunto che devono essere svolti anche in via telematica, entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva”.

Sulle verifiche della domanda presentata

Conla circolare 47/2020 l’Inps ha sottolineato che, tenuto conto del carattere eccezionale della nuova causale e delle esigenze di immediato ristoro sottese alle richieste di prestazioni, l’istruttoria delle domande è improntata alla massima celerità e, per tali ragioni, la valutazione di merito delle stesse risulta notevolmente semplificata rispetto a quella ordinaria. Pertanto, le aziende non dovranno fornire alcuna prova in ordine alla transitorietà dell’evento e alla ripresa dell’attività lavorativa né, tantomeno, dimostrare la sussistenza del requisito di non imputabilità dell’evento stesso all’imprenditore o ai lavoratori.

Sull’ipotesi di erronea presentazione della domanda

Le domande di cassa integrazione ordinaria presentate erroneamente con causale “Emergenza Covid-19 Dl. 9/2020 da aziende non rientranti nel campo di applicazione del decreto legge n. 9/2020 sonoconvertite d’ufficio, in domande con causale “Covid-19 nazionale”, purché il periodo richiesto decorra dal 23 febbraio 2020 o da data successiva al 23 febbraio 2020 e per una durata complessiva comunque non superiore a 9 settimane.

Sul pagamento del trattamento di integrazione salariale da parte dell’impresa

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha chiarito che rimane inalterata la possibilità perl’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamentecosì come, in via di eccezione, la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps. Laddove le aziende chiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps, in conseguenza della particolare situazione di emergenza, non avranno l’obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Sull’estensione del trattamento di Cigo per alcune imprese

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che:

  • le aziende che hanno unità produttive situate nei territori di cui all’iniziale “zona rossa” Bertonico, Casalpusterlengo, Castiglion d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vò
  • nonché le imprese collocate al di fuori dei predetti Comuni, ma con lavoratori residenti o domiciliati nei Comuni medesimi, potranno richiedere sia l’integrazione salariale ordinaria per 13 settimane, con causale “Emergenza Covid-19 Dl. 9/2020 sia l’ulteriore integrazione salariale per ulteriori 9 settimane, con causale “Covid-19 nazionale”.

Sei periodi delle due domande con distinte causali sono coincidenti, è necessario che i lavoratori interessati dagli interventi siano differenti, mentre se i periodi richiesti non si sovrappongono i lavoratori possono essere gli stessi.

Sullo smaltimento delle ferie

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che l’eventuale presenza di ferie pregresse non è ostativa all’eventuale accoglimento dell’istanza di Cigo. Pertanto, si ribadisce che non occorre chiedere all’azienda i dati sulle ferie ancora da fruire dai lavoratori interessati dalla richiesta di integrazione salariale e che, per tale ragione, nella domanda di Cigo non è più presente il campo nel quale veniva fornito tale elemento informativo.

Sulla malattia

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che il disposto dell’articolo 3 comma 7 del D.lgs n.148/2015 ai sensi del quale il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l’indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente prevista.

Sul termine di presentazione della domanda

Il termine di presentazione delle domande con causale “Covid-19 nazionale” è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che:

  • per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa iniziati nel periodo ricompreso tra la data del 23 febbraio 2020 e la data del 23 marzo 2020 il termine di decorrenza del termine per la presentazione è, in ogni caso, il 23 marzo 2020. Il periodo intercorrente tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del messaggio sopra richiamato è neutralizzato ai predetti fini.
  • Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal 24 marzo 2020 la decorrenza del termine di presentazione della domanda è invece individuato nella data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Le scadenze (qualche esempio)

  • Periodo Cigo richiesto dal 24/2/ 2020 al 10/4/2020  – termine dipresentazione dell’istanza 31/7/2020.
  • Periodo Cigo richiesto dal 27/3/2020 al 30/4/2020 – termine di presentazione dell’istanza 31/7/2020.
  • Periodo Cigo richiesto dal 27/4/2020 al 29/5/2020 – termine di presentazione dell’istanza 31/8/2020.
  • Periodo Cigo richiesto dal 4/5/2020 al 27/6/2020 – termine di presentazione dell’istanza 30/9/2020.

I chiarimenti sul trattamento Cigo per aziende già in Cassa integrazione guadagni straordinaria

  • L’art. 20 del D.L. 18/2020 prevede che le imprese che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di Cigs (ad esempio, per contratto di solidarietà o per riorganizzazione), hanno lapossibilità di accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario di cui all’articolo 19.
  • Dette imprese devono rientrare anche tra quelle per cui, ai sensi dell’art. 10 D.Lgs 148/2015 possono richiedere il trattamento di integrazione ordinario.
  • Potranno beneficiare le categorie di lavoratori che normalmente avrebbero diritto alla Cigo anchei medesimi lavoratori beneficiari della Cigs a totale copertura dell’orario di lavoro.
  • La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata per la causale Covid-19 nazionale sospensione Cigs.
  • La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è subordinata alla sospensione deglieffetti della concessione della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata.

Presentazione della domanda

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha chiarito che:

  • l’azienda deve presentare la richiesta di sospensione della Cigs al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e depositare l’istanza nella relativa piattaforma online del ministero
  • saranno considerate validamente presentate anche le richieste inoltrate ai seguenti indirizzi dgammortizzatorisocialidiv4@lavoro.gov.it/dgammortizzatorisocialidiv4@pec.lavoro.gov.it della Divisione IV della Direzione generale degli ammortizzatori sociali e formazione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
  • La Direzione adotta un unico decreto che, senza soluzione di continuità, dispone sia la sospensione del trattamento Cigs, indicando la data di decorrenza della stessa, corrispondente al numero disettimane di Cigo che l’azienda ha chiesto con causale “Covid-19 nazionale sospensione Cigs”, che la riassunzione del provvedimento sospeso con la nuova data finale del trattamento Cigs.

La concessione dell’assegno ordinario

  • La misura di cui all’art. 19 Dl. 18/2020 è rivolta ai datori di lavoro con più di cinque dipendenti chenon possono beneficiare di Cigo e Cigs e che operano in settori in cui non sono stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali.
  • Le domande possono essere trasmesse con la nuova causale denominata “Covid-19 nazionale”, per periodi dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
  • Il trattamento si rivolge a tutti i dipendenti assunti al 23 febbraio 2020 a prescindere dall’anzianità diservizio maturata.
  • L’intervento con causale “Covid-19 nazionale” non soggiace all’obbligo di pagamento del contributo addizionale e, ai fini del computo della durata, non rientra nel limite delle 26 settimane nel biennio mobile per l’assegno ordinario garantito dal Fis possono richiedere il trattamento di Cigo e di assegno ordinario con causale “Covid-19 nazionale” anche le aziende che hanno già raggiunto i limiti di cui sopra.

Sui lavoratori beneficiari in caso di trasferimento d’azienda

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che ai fini della sussistenza di tale ultimo requisito, nelle ipotesi di trasferimento d’azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e nei casi di lavoratore che passa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

Erronea presentazione della domanda

Le domande di assegno ordinario presentate erroneamente con causale “Emergenza Covid-19 Dl. 9/2020 da aziende non rientranti nel campo di applicazione del decreto legge n. 9/2020 sono convertite d’ufficio, con elaborazione centrale, in domande con causale “Covid 19 nazionale”, purché il periodo richiesto decorra dal 23 febbraio 2020 o da data successiva al 23 febbraio 2020 e per una durata complessiva comunque non superiore a 9 settimane.

Termine di presentazione della domanda

Il termine di presentazione delle domande con causale “Covid-19 nazionale” è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che:

  • Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa iniziati nel periodo ricompreso tra la data del 23 febbraio 2020 e la data del 23 marzo 2020 il termine di decorrenza del termine per la presentazione è, in ogni caso, il 23 marzo 2020. Il periodo intercorrente tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del messaggio sopra richiamato è neutralizzato ai predetti fini.
  • Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal 24 marzo 2020 la decorrenza del termine di presentazione della domanda è invece individuato nella data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Alcuni esempi

  • Periodo assegno ordinario richiesto dal 24/2/2020 al 10/4/2020 termine di presentazione dell’istanza 31/7/2020.
  • Periodo assegno ordinario richiesto dal 27/3/2020 al 30/4/2020 termine di presentazione dell’istanza 31/7/2020.
  • Periodo assegno ordinario richiesto dal 27/4/2020 al 29/5/2020 termine di presentazione dell’istanza 31/8/2020.
  • Periodo assegno ordinario richiesto dal 4/5/2020 al 27/6/2020 termine di presentazione dell’istanza 30/9/2020.

Smaltimento ferie

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che l’eventuale presenza di ferie pregresse non è ostativa all’eventuale accoglimento dell’istanza di assegno ordinario. Pertanto, si ribadisce che non occorre chiedere all’azienda i dati sulle ferie ancora da fruire dai lavoratori interessati dalla richiesta di integrazione salariale.

Malattia

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che il disposto dell’articolo 3 comma 7 del D.lgs. n. 148/2015 ai sensi del quale il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l’indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente prevista.

Estensione assegno ordinario per alcune imprese

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha precisato che

  • le aziende che hanno unità produttive situate nei territori di cui all’iniziale “zona rossa” Bertonico, Casalpusterlengo, Castiglion d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vò, Regione Lombardia, Veneto, Emilia Romagna Province di Pesaro e Urbino, Savona, Bergamo, Lodi, Piacenza, Cremona
  • nonché le imprese collocate al di fuori dei predetti Comuni, ma con lavoratori residenti o domiciliatinei Comuni medesimi (cfr. la circolare n. 38 del 12 marzo 2020) potranno richiedere sia l’integrazione salariale ordinaria per 13 settimane, con causale “Emergenza Covid-19 dl. 9/2020 sia l’ulteriore integrazione salariale per ulteriori 9 settimane, con causale “Covid-19 nazionale”.

Sei periodi delle due domande con distinte causali sono coincidenti, è necessario che i lavoratori interessati dagli interventi siano differenti, mentre se i periodi richiesti non si sovrappongono i lavoratori possono essere gli stessi.

La presentazione della domanda

Con il messaggio n.1287 del 20 marzo 2020 l’Inps ha chiarito che

  • La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro esclusivamente on line sul sito ww. inps.it avvalendosi dei “servizi per aziende, consulenti e professionisti” alla voce “Servizi per aziende e consulenti” opzione “Cig e Fondi di solidarietà” selezionando la causale “Emergenza Covid-19 nazionale”.
  • Alla domanda non dovrà essere allegata la scheda causale, né ogni altra documentazione probatoria
  • Ai fini dell’accoglimento dell’istanza, qualora sia richiesto il preventivo espletamento delle procedure sindacali con obbligo di accordo aziendale, sarà ritenuto valido anche un accordo stipulato successivamente alla presentazione della domanda
  • Per i fondi di solidarietà alternativi (artigianato e somministrazione), la domanda deve essere presentata direttamente al fondo di appartenenza, e non all’Inps.

Cassa integrazione guadagni in deroga

  • Nella formulazione di cui all’art. 22 D.L. 18/2020 il trattamento in questione è rivolto ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro.
  • Al pari degli altri ammortizzatori sociali, prevede una copertura di 9 settimane.
  • Essendo di competenza regionale, l’art. 22 prevede espressamente che la concessione del trattamento è sottoposto a un accordo tra Regioni o Province autonome con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro.
  • Beneficiari sono i lavoratori assunti alla data del 23 febbraio 2020 a prescindere dall’anzianità di servizio maturata.

I lavoratori interessati

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha definitivamente chiarito che potranno accedere alla Cigd anche le aziende che, avendo diritto solo alla Cigs, non possono accedere ad un ammortizzatore ordinario con causale “Covid-19 nazionale”(a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, l’Inps sottolinea che rientrano in questa fattispecie le aziende del commercio e le agenzie di viaggio e turismo sopra i 50 dipendenti).

Il trattamento per le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna

Con la medesima circolare 47/2020 l’Inps ha confermato che il trattamento Cigd di cui al Decreto “Cura Italia” è aggiuntivo rispetto ai trattamenti specifici previsti per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, di cui al D.L. 9/2020.

Accordi sindacali

Con la circolare 47/2020 l’Inps ha ribadito l’accordo sindacale non è richiesto per i datori dilavoro con dimensioni aziendali fino ai 5 dipendenti. Per imprese con dimensioni maggiori, la cassa integrazione in deroga sarà autorizzata dalle Regioni e Province autonome previo accordo, raggiunto anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. Si considera, altresì, esperito l’accordo di cui all’art. 22 comma 1 con la finalizzazione della procedura di informazione, consultazione ed esame congiunto di cui all’articolo 19 comma 1.

I lavoratori interessati

L’Inps ha inoltre chiarito che tra tali lavoratori beneficiari rientrano anche i lavoratori intermittenti di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 occupati alla data del 23 febbraio 2020 nei limiti delle giornate di lavoro effettuate in base alla media dei 12 mesi precedenti.

Smaltimento ferie

In linea con quanto previsto per Cigo e assegno ordinario, l’Inps ribadisce che, consideratala ratio della norma di garantire tutele omogenee tra i diversi settori, seppur sottoposte a procedimenti concessori distinti, anche per la Cigd richiesta con la causale “Covid-19 nazionale”, come per la Cigo e l’assegno ordinario, l’eventuale presenza di ferie pregresse non è ostativa all’accoglimento dell’istanza.

Pagamento del trattamento di Cigd

L’Inps ricorda che il trattamento di Cigd può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps. Ne consegue che il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale (modello “SR 41) entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o alla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte di Inps, se successivo. Trascorso inutilmente tale termine il pagamento della prestazione e degli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Modalità per le imprese plurilocalizzate

  • Con Decreto interministeriale del 24/3/2020 è già stato esplicitato che laddove ci siano datori di lavoro con più unità produttive, site in cinque più Regioni o Province autonome, cosiddetta “Plurilocalizzate”, la prestazione sarà concessa con decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
  • In particolare, l’Inps precisa che il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, entro 30 giorni dall’invio della domanda da parte dell’azienda, effettua l’istruttoria e, nel caso in cui accerti la sussistenza dei presupposti, quantifica l’onere previsto, lo trasmette all’Inps, ed emette il provvedimento di concessione.
  • L’azienda invia la richiesta di pagamento di Cig in deroga all’Inps sulla piattaforma “Cigweb” indicando il numero del decreto di concessione. L’Inps, effettuata l’istruttoria, emette l’autorizzazione inviandola all’azienda a mezzo Pec.
  • Contestualmente, i datori di lavoro dovranno inoltrare all’Istituto.

L’istanza verrà presentata al ministero del Lavoro con modalità operative che saranno chiarite con apposita circolare in corso di emanazione.

 

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