J&J fiduciosa di avere vaccino anti SARS-COV2 efficace e sicuro per l’inizio del 2021

A dirlo è stato Paul Stoffels, Chief Scientific Officer della società in occasione della Eyeforpharma Barcelona Virtual Conference

Un vaccino sicuro ed efficace contro Covid-19 entro i primi mesi del 2021. Dopo che il 30 marzo Johnson & Johnson ha annunciato di aver selezionato il vaccino ideale anti Sars-Cov2 tra circa una dozzina di candidati, Paul Stoffels, Chief Scientific Officer di Johnson & Johnson (in foto) ha rilasciato un’entusiastica intervista ad Axel Threlfall di Reuters in occasione della Eyeforpharma Barcelona Virtual Conference che si è svolta il 30 marzo.

Partenza del progetto: 15 gennaio 2020

Stoffels ha illustrato la – brevissima – storia del vaccino e quali saranno i prossimi step: il piano di ricerca è partito il 15 gennaio e prevede il termine della fase preclinica prima dell’estate per poter partire in settembre con le fasi 1 e 2 e essere poi in grado di iniziare la distribuzione del vaccino per “emergency use” (questa sarà la tipologia di utilizzo che consentirà una rapida approvazione del vaccino) nei soggetti più a rischio entro il primo trimestre 2021.

Tre le priorità: dimostrare il potere immunogenico del vaccino, documentarne la safety e al contempo iniziare un programma di upscaling della produzione per poter arrivare alla distribuzione di milioni di dosi durante il 2021.

Fiducia nella “catena di montaggio”

Stoffels è estremamente ottimista sul successo del programma, e ha basato questo giudizio sull’esperienza accumulata in quattro casi consecutivi di successo (Hiv, Zika, Ebola, Arsv) in cui è stata usata la stessa tecnologia: stesso vettore, inserimento del segmento di Dna appropriato e ottimi risultati sia da un punto di vista immunogenico che di sicurezza. Ha parlato di una vera e propria catena di montaggio che usa gli stessi strumenti, ormai ampiamente collaudati, anche se il numero di pazienti immunizzati con i quattro vaccini citati, circa 50 mila in totale, è di gran lunga inferiore alla stima di milioni di potenziali candidati per il vaccino contro Sars-Cov2. Quello che è stato sviluppato è un vettore non replicante, non un virus vivo, e questo dà notevoli garanzie sulla sua sicurezza. Infine, la possibilità che il virus possa mutare, e che la mutazione possa determinare una riduzione dell’efficacia, non può essere esclusa a priori ma viene ritenuta dal capo della ricerca di J&J relativamente remota, in quanto non si è evidenziata fino a ora una preoccupante tendenza alla mutazione.

Il team di ricerca

Johnson and Johnson ha messo in campo più di cento ricercatori del proprio team dedicati al progetto e sta sfruttando una collaborazione ormai consolidata con il team guidato da Dan H. Barouch del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.

Potranno i paletti regolatori rallentare l’approvazione del vaccino? Johnson & Johnson ha già informato sia Ema che Fda del proprio approccio allo sviluppo del vaccino. Ovviamente non ci saranno scorciatoie nel percorso di approvazione, ma ancora una volta c’è molto ottimismo nelle sue parole sul successo del programma

Spazio e limiti di una collaborazione interaziendale

Alla domanda se ci possa eventualmente essere collaborazione tra varie aziende per soddisfare la domanda nei tempi più rapidi possibili, Stoffel ha sottolineato come le tecnologie che utilizzano le diverse società siano molto differenti tra loro, e quindi è molto difficile che la tecnologia sviluppata da una casa farmaceutica possa essere replicata da un’altra esattamente allo stesso modo.

Non c’è dubbio invece che sia in corso uno scambio di idee molto proficuo con le altre aziende su problemi che l’accentramento dell’interesse e delle risorse sulla pandemia Covid rende assai attuali. Un esempio concreto è quello dei tanti pazienti oncologici che attualmente sono arruolati o devono esserlo nei trial clinici. Non ci si può permettere che il reclutamento sia rallentato o il follow-up non adeguato e vanno trovate soluzioni condivise tra le varie aziende.

We can do it

Il vaccino SARS-COV2 diventa quindi un po’ la prova del fuoco per J&J, quella in cui essa deve dimostrare di essere “fast, enterpreneurial and transformational”.

We can do it, ha concluso Stoffels. La risposta entro un anno. Il conto alla rovescia è partito