Per sostenere i medici contro Covid-19 Sifi invia materiali sterili per l’idratazione oculare

Alla base dell'iniziativa ci sono alcune indicazioni contenute nelle linee guida dell'American academy of ophthalmology (Aao) secondo cui il virus potrebbe causare anche congiuntiviti e trasmesso dal contatto dell'aerosol con la congiutiva

maculopatia ereditaria terapia genica

La società farmaceutica oftalmica italiana Sifi ha predisposto un approvvigionamento ai reparti di oftalmologia dei principali ospedali italiani di prodotti sterili per l’idratazione della superficie oculare e per la prevenzione dei potenziali rischi infettivi. Alla base dell’iniziativa ci sono alcune indicazioni contenute nelle linee guida dell’American academy of ophthalmology (Aao) secondo cui il virus potrebbe causare anche congiuntiviti e trasmesso dal contatto dell’aerosol con la congiutiva.

Ridurre i rischi al minimo

“Siamo nel mezzo di un’emergenza epocale che richiede risposte ed iniziative concrete a supporto di chi oggi è impegnato in prima linea e spesso in condizioni estreme per curare i pazienti affetti da Covid-19 che afferiscono alle strutture ospedaliere. Per dare un contributo significativo abbiamo predisposto un approvvigionamento di prodotti sterili per l’idratazione della superficie oculare del personale sanitario impegnato senza sosta. Inoltre è prevista la distribuzione di prodotti per la prevenzione di potenzali rischi infettivi, che in una situazione così grave devono assolutamente essere ridotti al minimo”, ha dichiarato Maurizio Capecce, Corporate development officer di Sifi.

Li Wenlian, l’oculista che scoprì per primo Covid-19

Ed è stato proprio un oculista il primo a scoprire l’infezione di questo nuovo coronavirus. Morto agli inizi di febbraio 2020 dopo aver contratto la malattia, Li Wenlian era stato arrestato dalle autorità cinesi insieme ad altri sette colleghi che avevano messo in allarme la magistratura cinese e l’Oms il 30 dicembre 2019. L’accusa al 34enne e ai suoi colleghi era di aver diffuso notizie false. A fine dell’anno scorso, infatti, il team aveva notato sette casi di virus molto simili alle infezioni da Sars all’ospedale di Wuhan e da lì erano partite alcune segnalazioni alle autorità preposte. Un mese dopo a seguito della sua morte in un letto di ospedale e con l’epidemia diventata una tragica realtà, la sua figura è stata riabilitata.