Un vaccino-cerotto contro la Covid-19, promettenti i primi risultati in peer-review

Gli scienziati della University of Pittsburgh school of medicine stanno lavorando a un dispositivo per iniettare tramite micro-aghi un possibile vaccino contro l'infezione da nuovo coronavirus. Nei prossimi mesi al via gli studi clinici sull'uomo

Gli scienziati della University of Pittsburgh school of medicine hanno annunciato un potenziale vaccino contro il Sars-CoV-2. I primi test nel modello murino hanno mostrato che il vaccino, somministrato attraverso un cerotto delle dimensioni di un polpastrello, produce anticorpi specifici per il nuovo coronavirus in quantità ritenute sufficienti a neutralizzare il virus.

La somministrazione tramite un cerotto

I ricercatori hanno inoltre usato un approccio innovativo per somministrare il vaccino basato sull’impiego di un vettore a micro-aghi, che ne aumenta la potenza. Si tratta di un cerotto delle dimensioni di un polpastrello con 400 minuscoli aghi che somministrano frammenti della proteina spike attraverso la cute, dove la reazione immunitaria è più forte. Il dispositivo si utilizza come un normale cerotto e i micro-aghi, fatti interamente di glucosio e frammenti di proteina, si dissolvono nell’epidermide.

“Ci siamo basati sul metodo di scarificazione cutanea usato originariamente per somministrare il vaccino antivaiolo, ma impiegando una versione ad alta tecnologia più efficiente e riproducibile da paziente a paziente,” ha affermato Louis Falo, M.D., Ph.D., coautore senior e professore e direttore del Dipartimento di dermatologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh e UPMC. “Ed è inoltre abbastanza indolore, più o meno come la sensazione del velcro sulla pelle.”

Il lavoro sul vaccino

L’articolo, apparso su EBioMedicine, rivista pubblicata da Lancet, è il primo studio ad essere pubblicato in seguito a revisione da parte di scienziati di altri istituti e descrive un potenziale vaccino contro il Covid-19. I ricercatori hanno potuto agire rapidamente poiché erano già state gettate le basi grazie a precedenti lavori durante le precedenti epidemie di coronavirus. “Abbiamo lavorato in passato con l’epidemia di Sars-Cov nel 2003 e Mers‐Co nel 2014. Questi due virus, strettamente connessi alla Sars-Cov-2, ci insegnano che una particolare proteina, chiamata spike, è importante per indurre l’immunità contro il virus. Sapevamo esattamente dove combattere questo nuovo virus,” ha affermato Andrea Gambotto, M.D., coautore senior già in forza al Dipartimento di genetica molecolare e biochimica presso l’Università di Pittsburgh. “Ecco perché è importante finanziare la ricerca sui vaccini. Non si sa mai da dove arriverà la prossima pandemia.”

Sistema scalabile

Il sistema è anche altamente scalabile. I frammenti di proteina sono realizzati da una cell factory con strati su strati di cellule coltivate progettate per esprimere la proteina spike Sars-Cov-2 e che possono essere ulteriormente accatastati per moltiplicarne la resa. La purificazione della proteina può anche essere effettuata su scala industriale. La produzione in serie dei micro-aghi implica la miscela di proteine e zuccheri in stampi usando una centrifuga. Una volta prodotto, il vaccino può rimanere a temperatura ambiente fino al suo utilizzo, eliminando la necessità di refrigerazione durante il trasporto o lo stoccaggio. “Per la maggior parte dei vaccini non è inizialmente necessario affrontare la questione della scalabilità – ha spiegato Gambotto – ma quando si tenta di sviluppare rapidamente un vaccino contro una pandemia, questa è la prima condizione necessaria.”

Lo studio sui modelli animali

Dopo essere stato testato sui modelli murini, si è potuto notare che il PittCoVacc (questo è il nome del prodotto su cui sta lavorando l’università) ha generato una grande quantità di anticorpi contro il Sars-Cov-2, e il tutto è avvenuto entro due settimane dall’applicazione del cerotto. I modelli animali non sono stati ancora valutati sul lungo termine, ma i ricercatori sottolineano come i topi ai quali è stato somministrato il vaccino contro la Mers hanno prodotto un livello sufficiente di anticorpi per neutralizzare il virus per almeno un anno, e finora i livelli di anticorpi nei modelli vaccinati contro il Sars-Cov-2 sembrano seguire lo stesso andamento.

Presentazione di domanda alla Fda e tempistiche

Gli autori hanno presentato la richiesta di approvazione di nuovo farmaco sperimentale (Ind) alla Food and drug administration in previsione di iniziare uno studio clinico di fase I sull’uomo nei prossimi mesi.

“I test clinici sui pazienti richiedono tipicamente almeno un anno e probabilmente di più,” ha detto Falo, “la situazione particolare che stiamo vivendo è nuova e senza precedenti, non sappiamo quindi quanto tempo richiederà il processo di sviluppo clinico. Le recenti revisioni ai normali processi ci suggeriscono la possibilità di un avanzamento rapido.”