Medici di famiglia: al via il progetto “Safe Zone” per sanificare gli studi

L’iniziativa della Società italiana di medicina generale (Simg), con il supporto di Gsk, riguarderà 100 ambulatori nelle aree più critiche

Sanificare cento studi di medici di famiglia in cento giorni. È la missione del progetto “Safe Zone” promosso dalla Società italiana di medicina generale (Simg) con il supporto di GlaxoSmithKline. L’iniziativa, partita oggi, riguarda diverse aree geografiche: si va dalla Lombardia (nelle province di Bergamo e Lodi), poi Emilia-Romagna (Piacenza e Parma), Veneto (Padova, Venezia, Verona), Piemonte (Asti), Liguria con la provincia di Savona, il Lazio con Roma, Puglia con l’area di Foggia e la Calabria con Rende, nel cosentino.

L’operazione “Safe Zone”

Il supporto fornito ai medici di famiglia nell’ambito del progetto Safe Zone consiste in:

– due processi di sanificazione che riguarderanno sia i locali dell’ambulatorio che la sala di attesa tramite generatori di ozono per la sanificazione professionale certificati EuOTA (European Ozone Trade Association);

– un kit informativo sulle norme igieniche e di sicurezza da utilizzare per evitare la diffusione di virus e sulla prevenzione di infezioni;

– l’erogazione di un corso di formazione a distanza per tutte le Professioni Sanitarie su pazienti con patologie respiratorie croniche e sintomi da COVID-19.

Medici di famiglia in prima linea

“Abbiamo pensato questa iniziativa – commenta Claudio Cricelli, presidente della Simg – perché tra gli aspetti critici che interessavano i medici di medicina generale emergeva non solo la necessità di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, tute, guanti, ma anche un intervento che rendesse frequentabili gli stessi studi.  Senza un’adeguata sanificazione degli ambienti, non è possibile esercitare la nostra funzione e siamo costretti a limitare l’accesso solo ai casi più gravi, senza peraltro che vengano azzerati i rischi di contagio in un contesto così delicato”. Per Cricelli l’ideale sarebbe riuscire a sanificare tutti i 60 mila studi dei medici di famiglia presenti nel Paese.

Il sostegno dell’industria

“Credo che tra i compiti di una grande azienda come la nostra non ci sia solo quello di studiare e mettere a disposizione della classe medica e dei pazienti farmaci sempre più innovativi. I medici di famiglia sono i nostri compagni di viaggio, gli amici che frequentiamo nel quotidiano, con i quali e grazie ai quali curiamo le persone. Con questo progetto facciamo la nostra parte di prenderci cura delle persone”, commenta Cristiano Costanzo, VP Primary Care di Gsk.

La donazione dei dipendenti Gsk e Viiv

Gsk è già scesa in campo nei giorni scorsi con una donazione di un milione di euro alla Protezione Civile e la campagna #AiutiamoGliEroi. In uattro giorni di maratona interna – spiega oggi una nota dell’azienda – i dipendenti di Gsk e ViiV Italia hanno donato 130mila euro, che l’azienda raddoppierà a 260mila euro e trasferirà ancora alla Protezione Civile, per acquisire macchinari, fornire dispositivi di protezione individuale e ogni altro aiuto necessario sul fronte dell’epidemia.

In ambito oncologico, invece, l’azienda ha organizzato un webinar su come supportare i pazienti in questa fase delicata, iniziativa a cui hanno partecipato oltre 130 persone tra oncologi, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e giornalisti.