Italiassistenza propone: “Serve un bollino blu per i Psp provider”

La società leader nella fornitura di Patient support program auspica la definizione di standard di qualità e competenze per l’erogazione dei servizi specialistici, con la possibilità di certificarli nell’interesse degli stakeholder. Dal numero 177 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON ITALIASSISTENZA

I Patient support program (Psp) in Ita­lia sono presenti oramai da oltre un decennio, fornendo servizi integrati a supporto dell’aderenza terapeutica in ambito patologie croniche. Oggi stanno attraversando una fase di matu­razione cruciale, in cui la definizione di specifici criteri di qualità è diventata un passaggio imprescindibile da intrapren­dere, con conseguenti impatti non solo sul settore specifico. In un momento storico che sta mettendo alla prova le politiche di governance e di manage­ment sanitario a livello internazionale, è necessario riflettere sulle priorità e identificare gli approcci e gli strumenti realmente in grado di fare la differenza e impattare in modo positivo sulla salu­te delle persone.

Persone e non pazienti

I Psp sono un set di servizi multidisci­plinari coordinati da esperti del settore. Crediamo che debbano essere basati su un approccio di service design che metta al centro la persona, con i suoi bisogni quotidiani. Parliamo di perso­ne, non di pazienti: non possiamo mai ignorare le componenti psicologiche, sociali e culturali che influiscono sulla quotidianità di chi vive la malattia e il proprio “percorso di salute”. Per progettare un Psp consideriamo sempre il contesto generale in cui que­sti servizi vanno ad integrarsi. L’espe­rienza della nostra azienda ci permette di avere un confronto storico signifi­cativo. Come Italiassistenza abbiamo iniziato a progettare i primi Patient support program prima del 2006, ma è in questa data, tuttavia, che anche in Italia è diventato necessario dare un nome a tali programmi per differen­ziarli chiaramente da altri servizi diver­samente organizzati. Nel 2006 la spesa sanitaria nei 30 Paesi più sviluppati del mondo cominciava a frenare, dopo i trend positivi dei primi anni del nuo­vo millennio. Siamo nell’anno in cui si registra il tasso più debole della crescita media rispetto al decennio preceden­te, secondo i dati Ocse. Un fenomeno causato in particolare dalle variazioni della spesa farmaceutica, come sotto­lineava l’Organizzazione nel rapporto “Health Data 2008”, e quindi dalle differenze nei prezzi e nei consumi di medicinali che riflettevano la rapidità di produzione e diffusione di farmaci innovativi. L’innovazione offriva alla sanità pubblica e privata nuove soluzio­ni, ma anche nuove sfide. E le aziende hanno risposto anche offrendo servizi inediti che potessero supportare i pa­zienti in percorsi terapeutici in evolu­zione continua.

Progettare nel presente, pensando al futuro

Italiassistenza ha investito sforzi e risor­se negli anni sulla crescita e la cultura in ambito Psp in Italia, con la consapevo­lezza che la cronicità si sarebbe sempre più imposta tra i temi di governance e di management sanitario. E vuole continuare a pensare al futuro. Le tec­nologie digitali ci consentono ormai il monitoraggio e il supporto a distanza semplificando l’esperienza del paziente e migliorando il lavoro dei medici dei centri di cura, ma hanno reso nel con­tempo più complessa la progettazione. Le tecnologie utilizzate devono essere infatti sempre più avanzate e persona­lizzate, perché devono perfettamente integrarsi nell’ecosistema di un set di servizi multidisciplinari e pertanto de­vono essere predisposte e coordinate necessariamente da esperti del settore.

Certificare i Psp provider

Siamo in un momento di maturazione forte dei Psp. Lo dimostrano i numeri: in Italia siamo leader di settore con 33 progetti, 12 mila pazienti gestiti nell’ul­timo anno, 20 mila visite a domicilio da parte di professionisti sanitari quali medici, infermieri, fisioterapisti e psico­logi, circa 190 mila counseling call tra outbound e inbound. Lo confermano i nostri stakeholder che non sono inte­ressati solo all’ampiezza dell’offerta di servizi, ma ai valori guida, a indicatori e parametri chiari di performance. Le tecnologie cambiano, ma i nostri va­lori restano: etica, qualità, affidabilità, esperienza e trasparenza. E sulla base di questi valori, vogliamo lanciare una proposta: la creazione di un “bollino blu” che contraddistingua i Psp provi­der e che quindi definisca uno standard di qualità e competenze per l’erogazio­ne di questi servizi specialistici.

Una definizione chiara

Una definizione chiara dei Psp viene richiesta da diversi stakeholder già da qualche anno. Uno studio pubblicato sulla rivista “Patient preference and adherence” e condotto in collabora­zione con un’importante multinazio­nale farmaceutica, confermava, già nel 2016, che i Psp sono in grado di avere un impatto positivo su aderenza e risul­tati clinici, oltre che sui costi a carico del sistema sanitario nazionale. Allo stesso tempo, metteva in evidenza la necessi­tà di ulteriori ricerche per capire quali programmi di supporto, quali metodi e componenti siano davvero in grado di offrire un valore aggiunto in determi­nate condizioni mediche. Farmindustria, con il proprio codice deontologico, ha definito il Psp come “un programma di assistenza sanita­ria realizzato a beneficio del paziente”. Pertanto, un Psp provider deve essere in grado di integrare con visione olistica, coordinare ed erogare tutti i servizi pro­ponibili in questo ambito, avendo nel contempo comprovata esperienza nella gestione di tutte le criticità e situazio­ni limite, che potrebbero emergere in campo sanitario, come la pandemia di Covid-19 che stiamo vivendo, ma anche in quello educazionale, tecnico-orga­nizzativo, legale, logistico, tecnologico.

I sette requisiti minimi richiesti

Abbiamo individuato sette requisiti, pilastri indispensabili per poter pro­gettare ed erogare servizi di supporto al paziente di qualità:

  1. Comprovata expertise nel Patient journey design con approccio inte­grato e la disponibilità di un team multidisciplinare dedicato (medical, legal, operational, technology) che si estende all’occorrenza a KOL di patologia e specialisti di settore (es. psicologi, fisioterapisti, etc.).
  2. Organizzazione aziendale Patient care centric con strutture dedicate esclusivamente ai Psp (Program Ma­nager, professionisti esperti nello svi­luppo di Piattaforme tecnologiche, e una centrale operativa esperta con soft e hard skill, in ascolto attivo e supporto ai pazienti cronici).
  3. Una rete di professionisti quali­ficati: operatori sanitari e non, con comprovata esperienza di supporto al paziente.
  4. Professionisti con esperienza e comprovata competenza in ambito legale sul Psp e sulla normativa ine­rente il trattamento dei dati in ambi­to sanitario e non.
  5. Expertise in ambito di gestione di tecnologie avanzate, informatiche e non, e capacità nell’interpretare e guidare la “digital transformation” in azienda.
  6. Expertise nella comunicazione con stakeholder sanitari e non (pa­zienti, caregiver).
  7. Expertise e capacità gestionali/ operative e di comunicazione con gli stakeholder su temi ricorrenti nei Psp quali Farmacovigilanza, Pro­duct Compliant.

Expertise legale specializzato in house: non è un optional

L’expertise sul trattamento dei dati non può essere considerata una com­petenza accessoria anche in relazione a temi delicati come i rapporti con l’azienda farmaceutica, i medici dei centri o come la farmacovigilanza e l’importanza di consentire la cor­retta segnalazione di eventi avversi. Abbiamo deciso di affrontare il pro­blema in modo strutturale, proget­tando a monte tutti gli strumenti e le soluzioni necessarie per gestire cor­rettamente le problematiche relative al trattamento dei dati grazie al sup­porto di un legale e responsabile del­la protezione dei dati (Dpo) interno.

Come riconoscere un interlocutore competente

Lanciamo quindi la proposta di adot­tare un bollino blu a vantaggio delle aziende farmaceutiche (e produttori di medical device), per indentificare chiaramente e in trasparenza i Psp pro­vider di qualità. Sicuri che questa iniziativa di Italiassistenza sarà accolta con favore e con­divisa dagli stakeholder del settore, ci sembra importante da subito sotto­scrivere una prima indicazione conte­nuta nel codice deontologico di Far­mindustria: “La funzione aziendale che ha la responsabilità decisionale del Psp non deve essere commercia­le e opererà con la supervisione della funzione compliance dell’azienda”. La mancanza di direzione e coordi­namento da parte del management medico delle aziende spesso è un sintomo di un potenziale rischio di inadeguatezza nella fase di identifi­cazione dei requisiti di base del Psp che potrebbe persino portare a iden­tificare un fornitore inadeguato per la progettazione ed implementazione di un Psp. La Direzione medica è la reale protagonista del Psp, decisore strategico, identifica i Patient needs, è in grado di convogliare in fase di Patient journey design la cultura e l’esperienza necessaria nell’ambito della patologia per fare la differenza, in affiancamento con un Psp Provi­der qualificato ed esperto.

In collaborazione con Italiassistenza