Decreto “Liquidità”, le misure previste dalla normativa del 8 aprile 2020

Lo studio Lupi & Associati spiega quali sono le nuove misure per sostenere le imprese durante l'emergenza sanitaria a seguito dell'analisi dell'ultimo decreto legge

L’ultima analisi proposta dallo Studio legale Lupi & Associati propone una panoramica delle principali misure economico finanziarie adottate dal Governo a sostegno della liquidità delle imprese italiane attraverso il sistema bancario e per il sistema stesso. In particolare, vengono analizzate le principali disposizioni del Decreto«Liquidità», dell’ 8 aprile 2020 recante “misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.

Misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese

Al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia colpite dall’epidemiaCovid 19 è stata prevista, la concessione, fino al 31 dicembre 2020 da parte di Sace Spa società controllata da Cassa Depositi e Prestiti, di garanzie in favore di banche e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia per finanziamenti, sotto qualsiasi forma, alle imprese.

A quali imprese si rivolge la misura?

La misura si rivolge a tutte le imprese con sede in Italia, diverse dalle banche e dagli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito, che siano state colpite dall’emergenza Covid 19.

Quale percentuale del finanziamento viene garantita da Sace Spa?

Il DL prevede percentuali differenti in base al numero dei dipendenti e al volume di fatturato dell’impresa finanziata (nel caso di impresa facente parte di un gruppo è necessario fare riferimento ai valori del gruppo). In particolare
• le imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% del finanziamento richiesto
• le i mprese con più di 5 000 dipendenti e fatturato compreso tra 1,5 e 5 miliardi di euro ottengono una copertura pari all’ 80% del finanziamento richiesto
•le imprese con più di 5000 dipendenti e fatturato superiore ai 5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 70% del finanziamento richiesto.

Quali sono le condizioni per il rilascio della garanzia?

Le garanzie sono rilasciate alle seguenti condizioni:
• la garanzia è rilasciata entro il 31 dicembre 2020 per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi
•a l 31 dicembre 2019 l’impresa beneficiaria non rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà (come definita dai criteri comunitari) e non risultava presente tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario (come definite dalla normativa europea)
• l ’importo del prestito assistito da garanzia non deve essere superiore al maggiore tra i seguenti elementi: 1) il 25% del fatturato annuo 2019 dell’impresa, 2) il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019 qualora l’impresa abbia iniziato l’attività nel 2019 è necessario fare riferimento ai costi del personale attesi per i
primi due anni di attività
•Il finanziamento coperto dalla garanzia deve essere destinato a sostenere i costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia.

Quali finanziamenti possono essere garantiti?

La garanzia copre finanziamenti, concessi in qualsiasi forma successivamente all’entrata in vigore del decreto n 23 2020 per capitale, interessi ed oneri accessori, fino all’importo massimo garantito.

L’impresa che beneficia della garanzia deve assumere specifici obblighi?

L’impresa che beneficia della garanzia assume l’impegno che essa, nonché ogni altra impresa con sede in Italia che faccia parte del medesimo gruppo cui la prima appartiene, non approvi la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020. La suddetta impresa, inoltre, deve assumere l’impegno di gestire i livelli occupazionali
attraverso accordi sindacali.

Si tratta di garanzia a prima richiesta?

Sì, la garanzia è a prima richiesta, incondizionata, irrevocabile.

Come procedere per il rilascio della garanzia?

Il DL prevede due differenti procedure per il rilascio della garanzia.

  • Procedura semplificata per le imprese con meno di 5 000 dipendenti e fatturato
    inferiore a 1,5 miliardi di euro: 1) l’impresa interessata presenta ad un soggetto finanziatore la domanda di finanziamento garantito dallo Stato: 2) in caso di esito positivo della delibera di erogazione del finanziamento da parte del soggetto finanziatore, la domanda di garanzia viene trasmessa a Sace Spa che, verificando l’esito positivo del processo deliberativo del soggetto finanziatore, processa la richiesta emettendo un codice univoco identificativo del finanziamento e della garanzia: 3) il soggetto finanziatore procede con il rilascio del finanziamento assistito da garanzia.
  • Procedura per le imprese con più di 5 000 dipendenti e fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro: Il rilascio della garanzia e del corrispondente codice univoco è subordinato altresì alla decisione, assunta con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il ministro dello Sviluppo economico, adottato sulla base dell’istruttoria trasmessa da Sace Spa tenendo in considerazione il ruolo che l’impresa svolge rispetto alle seguente aree e
    profili in Italia: 1) Contributo allo sviluppo tecnologico: 2) Appartenenza alla rete logistica e dei rifornimenti: 3) Incidenza su infrastrutture critiche e strategiche: 4) Impatto sui livelli occupazionali: 5) Peso specifico nell’ambito di una filiera produttiva strategica.

Misure per il sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese

Il Decreto Liquidità si propone anche di potenziare il sostegno pubblico all’esportazione, attraverso l’introduzione di un sistema di regole e procedure che assicurino l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento normativo, ispirato alle misure adottate nei principali Stati europei, prevede un sistema di coassicurazione per i rischi definiti non di mercato ai sensi della normativa dell’Ue, in base alla quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace Spa sono assunti al 90% dallo Stato e al 10% da Sace Spa.

L’articolo 2 attribuisce a Sace la funzione di concedere garanzie, assistite dalla controgaranzia dello Stato, sui finanziamenti alle imprese italiane al fine di contenere i danni al tessuto produttivo del Paese:
•Nella concessione della predetta garanzia devono privilegiarsi gli impegni nei settori strategici per l’economia italiana in termini di livelli occupazionali e ricadute sul sistema economico del Paese
•La finalità della misura è quella di favorire l’internazionalizzazione del settore produttivo italiano
• Presso il ministero dell’Economia e delle finanze è istituito il Comitato per il sostegno finanziario pubblico all’esportazione
•Il Comitato delibera il piano annuale di assunzione degli impegni di Sace Spa così definendo l’ammontare delle operazioni da assicurare (suddivise per aree geografiche e macro settori)
• Il meccanismo delineato dall’art 2 entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2020.

Fondo centrale di garanzia per le Pmi

È stato potenziato il Fondo di garanzia per le Pmi con l’obiettivo di garantire alle Pmi italiane la liquidità necessaria alla ripartenza delle loro attività una volta superata l’emergenza sanitaria.

A quali imprese si rivolge la misura?

La misura si rivolge a tutte le imprese italiane con un numero di dipendenti non superiore a 499.

La garanzia è concessa a titolo gratuito?

Qual è l’importo massimo garantito dal Fondo di garanzia per ogni singola impresa?

L’importo massimo garantito per singola impresa è elevato a 5 milioni di euro.

Quale percentuale del finanziamento viene garantita dal Fondo di garanzia?

È opportuno distinguere tra:

  • Operazioni finanziarie aventi durata inferiore a 72 mesi e il cui importo non superi alternativamente 1) il doppio della spesa salariale annua del beneficiario per il 2019 nel caso di imprese costituite nel 2019 l’importo massimo non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività: 2) il 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019: 3) il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi (nel caso di Pmi) o nei successivi 12 mesi (nel caso di imprese con numero di dipendenti inferiore
    a 499). Il DL prevede che la percentuale di copertura della garanzia diretta è incrementata al 90% dell’ammontare di ciascuna operazione. La percentuale di copertura della riassicurazione è incrementata al 100 dell’importo garantito dai Confidi o da altro fondo di garanzia (a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino il 90% e che non prevedano il pagamento di un premio che tenga conto della remunerazione per il rischio di credito).
  • Operazioni finanziarie non aventi le predette caratteristiche di durate e importo. Per tali operazioni le percentuali di copertura sono incrementate rispettivamente all’ 80% per la garanzia diretta e al 90 per la riassicurazione.
  • Nuovi finanziamenti concessi da banche e intermediari finanziari in favore di piccole e medie imprese e persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, la cui attività d’impresa sia stata danneggiata da Covid 19. Per tali operazioni il Fondo di garanzia copre il 100% sia in garanzia diretta che in riassicurazione, purché tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dall’erogazione e le stesse abbiano una durata fino a 72 mesi e un importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario e, comunque, non superiori a 25000 euro.

Sono ammissibili alla garanzia del Fondo di garanzia anche i finanziamenti erogati a fronte di rinegoziazioni del debito?

Sì. I finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito sono ammissibili alla garanzia diretta, nella misura dell’ 80 e per la riassicurazione, nella misura del 90 dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario, di un credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell’importo del debito del finanziamento oggetto di rinegoziazione.

Nel caso in cui la banca o gli intermediari finanziari abbiano accordato al debitore la sospensione del pagamento della rata di ammortamento o l’allungamento della scadenza dei finanziamenti, in connessione alla diffusione del Covid 19 su operazioni ammesse alla garanzia del Fondo, la durata della garanzia del Fondo è estesa?

Sì, la durata della garanzia del Fondo è automaticamente estesa.

La garanzia del Fondo può essere richiesta anche su operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate dal soggetto finanziatore?

Sì, la garanzia può essere richiesta anche su operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate dal soggetto finanziatore da non oltre 3 mesi dalla data di presentazione della richiesta e, comunque, in data successiva al 31 gennaio 2020.
In tale caso, il soggetto finanziatore deve trasmettere al gestore del Fondo una dichiarazione attestante la riduzione del tasso di interesse applicato al finanziamento garantito.

Come è stata semplificata la procedura di accesso alla garanzia da parte del Fondo?

La garanzia ora viene concessa senza applicazione del modello di valutazione di cui alla parte IX, lettera A delle condizioni di ammissibilità e disposizioni di carattere generale per l’amministrazione del Fondo. Ai fini della definizione delle misure di accantonamento a titolo di coefficiente di rischio, in sede di ammissione della singola operazione finanziaria, la probabilità di inadempimento delle imprese è calcolata esclusivamente sulla base dei dati contenuti nel modulo economico finanziario del suddetto modello di valutazione.

Sottoscrizione di contratti e comunicazioni in modo semplificato

I contratti bancari per i quali, ai sensi del Testo Unico Bancario, è richiesta la forma scritta ai fini della loro validità, possono essere validamente stipulati mediante consenso del cliente espresso attraverso una comunicazione inviata a mezzo email semplice, purché:

  • sia allegata una copia del documento di identità del firmatario in corso di validità
  • nella comunicazione si faccia riferimento a un contratto identificabile in modo certo
  • l’email e il documento siano conservati unitamente al contratto in modo da garantirne la sicurezza, integrità e immodificabilità.

Questa modalità di sottoscrizione semplificata sarà applicabile ai contratti stipulati a decorrere dall’entrata in vigore del Decreto e sino al termine del periodo di emergenza. La stessa modalità è applicabile all’esercizio del diritto di recesso da parte del cliente. Alla prima occasione utile, dopo l’emergenza, dovrà essere consegnata al cliente la copia cartacea del contratto.

I rapporti di lavoro: la sospensione dei versamenti tributari e contributivi

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale/operativa in Italia, che hanno avuto nel 2019 ricavi o compensi inferiori a 50 milioni di euro e che nel mese di marzo e aprile 2020 hanno avuto una riduzione del 33% del fatturato rispetto a quello di marzo e aprile 2019 sono sospesi per i mesi di aprile e maggio.

  • I termini di versamento in autoliquidazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto Irpef dovuta dai soggetti percipienti redditi da lavoro dipendente o assimilati
  • I termini di versamento in autoliquidazione dell’Iva
  • I termini dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale/operativa in Italia, che hanno avuto nel 2019 ricavi o compensi pari o superiori a 50 milioni di euro e che nel mese di marzo e aprile 2020 hanno avuto una riduzione del 50 del fatturato rispetto a quello di marzo e aprile 2019 sono sospesi per i mesi di aprile e maggio

  • I termini di versamento in autoliquidazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto Irpef dovuta dai soggetti percipienti redditi da lavoro dipendente o assimilati
  • I termini di versamento in autoliquidazione dell’Iva
  • I termini dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria

La sospensione dei termini dei versamenti prevista dalla norma si applica interamente anche ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni che hanno intrapresol’attività successivamente al 31 marzo 2019. La sospensione dei termini di versamento in autoliquidazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto Irpef dovuta dai soggetti percipienti redditi da lavoro dipendente o assimilati nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria, si applica anche per gli Enti non commerciali compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che svolgono attività istituzionale di interesse generale.

Le misure speciali

Sono previste, inoltre, misure speciali per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o operativa nelle provincie di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Infatti la sospensione si applica indipendentemente dal volume di affari del 2019 se hanno avuto una diminuzione del 33% del fatturato nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019. Infine resta ferma la sospensione fino al 30 aprile 2020 dei predetti versamenti, già disciplinata per le imprese turistico ricettive, agenzie di viaggio e tour operator dal DL 9 2020. Rimane inoltre confermata la sospensione fino al 30 aprile 2020 dei predetti versamenti, già disciplinata per le tutte le ulteriori imprese elencate dall’art 61 del Decreto “Cura Italia”. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazioni di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere da giugno 2020 Non si fa in ogni caso rimborso di quanto già versato.

Il credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale

All’articolo 30 c’è l’estensione del credito d’imposta già previsto dall’art 64 del “Decreto Cura Italia” limitatamente
all’acquisto di spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.
• Pertanto, il medesimo credito d’imposta vale anche per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e degli altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentali ad agenti biologici e a garantire il rispetto della misura di sicurezza interpersonale
• La misura è del 50 delle spese sostenute fino ad un massimo di 20000 per ciascun beneficiario
• Con separato decreto saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, nel rispetto del limite di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020

Gli ammortizzatori sociali

Con il Decreto Liquidità, il Governo ha deciso di ampliare la platea dei lavoratori beneficiari delle misure di integrazione salariale introdotte dal decreto Cura Italia. In particolare, potranno accedere al trattamento di Cigo e di Cigd tutti i lavoratori assunti anche nel periodo compreso tra il 24 febbraio 2020 ed il 17 marzo 2020.

La Cigo

La circolare conferma che la procedura semplificata vale sia per i datori di lavoro che operano nella originaria “zona rossa” Bertonico, Casalpusterlengo, Castiglion d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova
dei Passerini, Vò o che hanno alle proprie dipendenze lavoratori provenienti da questi territori (art 13
DL 9 2020) sia per i datori di lavoro operanti sul resto del territorio italiano (Art 19 D L 18 2020).

  • Non hanno l’obbligo di informazione e consultazione sindacale di cui all’art. 14 del d lgs n. 148 2015 ma devono comunque comunicare alle Ooss la durata prevedibile della sospensione/riduzione ed il numero dei lavoratori interessati.
  • Non hanno l’obbligo di rispettare il termine dei 15 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione oraria per la presentazione della domanda relativa alla Cigo.
  • Il periodo massimo richiedibile è di 13 settimane e l’arco temporale di riferimento è dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020.
  • Il periodo di integrazione salariale ordinario concesso con la causale “Emergenza Covid-19” e con la causale “Covid-19 nazionale”, non concorre al computo della durata massima complessiva del trattamento di integrazione salariale autorizzabile nel biennio mobile, né al limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile previsto per il computo della durata massima dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria (art. 4 del d lgs n. 148 2015) considerandosi tale periodo neutro ai fini del computo della durata massima del trattamento.
  • Detti datori di lavoro potranno usufruire di un ulteriore periodo per la causale specifica “Emergenza Covid-19”.
  • Non opera nemmeno il limite previsto di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili.
  • Stante la particolare finalità dell’intervento, lo stesso può essere erogato a richiesta del datore di lavoro con la formula del pagamento diretto.

Sulla Cigo per le aziende che si trovano già in Cigs

  • Le aziende che hanno unità produttive e/o operative site nei comuni individuati nella cd “zona rossa” Bertonico, Casalpusterlengo, Castiglion d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei
    Passerini, Vò che abbiano in corso un programma di Cigs, possono presentare domanda di Cigo
    con causale “Emergenza Covid-19 sospensione Cigs” per un periodo non superiore a tre mesi
  • Le aziende che hanno unità produttive e/o operative nel restante territorio nazionale che hanno in corso un programma di Cigs possono presentare domanda di Cigo per la causale “Emergenza Covid-19 sospensione Cigs” per un periodo non superiore a nove settimane. La richiesta può essere presentata anche dalle aziende che hanno in corso una Cigs per aree di crisi industriale complessa ai sensi dell’articolo 44 comma 11 bis, del d lgs 148 2015
  • La Cigo sospende e sostituisce la Cigs in corso e può essere riferito anche ai medesimi lavoratori beneficiari dell’integrazione salariale straordinaria anche a totale copertura dell’orario di lavoro
  • La Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e della Formazione adotta un unico decreto direttoriale che dispone sia la sospensione del trattamento Cigs, sia la riassunzione del provvedimento sospeso con la nuova data finale dell’originario trattamento Cigs
  • Saranno presi in considerazione i trattamenti Cigs già autorizzati e i trattamenti in corso di istruttoria le cui sospensioni dall’orario di lavoro o riduzioni di orario siano attivati dalla data del 23 febbraio 2020 e fino alla data del 28 marzo 2020 (data di emanazione della circolare Inps n.47 2020)
  • In considerazione delle situazione emergenziale, in via transitoria, per l’accesso ai trattamenti di Cigs non si applicano i termini procedimentali di cui gli articoli 24 e 25 del d lgs n. 148 2015 relativi all’espletamento dell’ esame congiunto e alla presentazione delle nuove istanze
  • In via analogica, anche per i trattamenti richiesti, ai sensi dell’articolo 14 del DL n. 9 del 2 marzo 2020 non si applicano i termini procedimentali sopra citati
  • Stante la particolare finalità dell’intervento, l’assegno di Cigo potrà essere erogato a richiesta dell’azienda con la formula del pagamento diretto
  • La concessione della Cigo è subordinata alla formale sospensione della Cigs
  • Con riferimento alla Cigs per aree di crisi industriale complessa in corso, la richiesta di sospensione deve essere inviata all’indirizzo Pec della Div III dgammortizzatorisociali.div3@pec.lavoro.gov.it avendo cura di indicare la data da cui decorre lasospensione della Cigs e la data di ripresa
  • Con riferimento agli altri titoli di Cigs in corso, la richiesta di sospensione deve essere trasmessa attraverso il canale di comunicazione già attivato nella piattaforma di Cigs on line. Sono ritenute valide anche le richieste inoltrate via Pec a dgammortizzatorisociali.div4@lavoro.govit o dgammortizzatorisociali.div4@pec.lavoro.gov.it con le quali si richiede l’interruzione del trattamento di Cigs in corso, avendo cura di indicare sia la data da cui decorre la sospensione della Cigs, sia la data di ripresa

La Cassa integrazione in deroga

  • Il trattamento di Cigd è riconosciuto dal ministero del Lavoro e delle politiche sociale nel caso di datori di lavoro con unità produttive e/o operative (rientrando nel concetto di unità produttive anche i punti vendita di una stessa azienda), site in cinque o più regioni o province autonome sul territorio nazionale
  • Le domande dovranno essere corredate dall’accordo sindacale e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati utilizzando il modello messo a disposizione dal ministero, che dovrà contenere: 1) la quantificazione totale delle ore di sospensione (con suddivisione a seconda della tipologia di orario prescelto ad es full time, part time) con il relativo importo. 2) i dati relativi all’azienda ( natura giuridica, indirizzo della sede legale, codice fiscale, numero matricola Inps, i dati anagrafici del rappresentante legale): 3) i dati relativi alle unità aziendali che fruiscono del trattamento: 4) la causale di intervento per l’accesso al trattamento: 5) nominativo del referente della domanda con l’indicazione di un recapito telefonico e di un indirizzo e mail.
  • L’istanza, unitamente alla documentazione, deve essere inoltrata in modalità telematica tramite la piattaforma Cigs online con la causale “Covid-19 Deroga”
  • La modalità telematica Cigs online prevede due tipi di invio, cartaceo o digitale
  • Nel caso di invio cartaceo deve essere allegata la scansione della prima pagina del modulo dell’istanza contenente marca da bollo e firma autografa unitamente ad un documento di riconoscimento in corso di validità
  • Eventuali istanze già inviate in modalità diversa, dovranno essere comunque trasmesse in modalità telematica
  • Il trattamento potrà essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps
  • In considerazione della eccezionale sospensione delle attività industriali e commerciali disposta allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del contagio, l’integrazione salariale in deroga di cui all’articolo 22 può essere riconosciuta anche in favore di lavoratori che siano tuttora alle dipendenze di imprese fallite, benché sospesi.

 

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