Tetti di spesa per acquisti diretti di farmaci, si stimano 2,8 miliardi di superamento nel 2019

Il tetto di spesa era stato fissato a 7,6 miliardi di euro, ma la spesa per l’acquisto diretto di farmaci è arrivata a 10,4 miliardi di euro. Lo sfondamento impatterà sui bilanci delle aziende farmaceutiche perché saranno chiamate a ripianare metà di tale disavanzo

spesa sanitaria

In base ai consumi rilevati da Iqvia, la spesa farmaceutica per acquisti diretti nel 2019 ha oltrepassato nuovamente il tetto programmato per legge. Infatti, secondo i calcoli, il disavanzo della spesa per farmaci è di circa 2,8 miliardi di euro, rispetto allo sfondamento per 2,1 miliardi di euro del 2018.

Lo sforamento

“La spesa farmaceutica nel 2019 è fortemente cresciuta, superando il tetto imposto per legge di oltre 2,8 miliardi euro. Pertanto – dichiara Sergio Liberatore, Amministratore delegato di Iqvia Italia – anche quest’anno lo sfondamento impatterà sui bilanci delle aziende farmaceutiche, infatti saranno chiamate a ripianare, con il payback, la metà di tale disavanzo deciso unilateralmente. La restante parte verrà invece ripianata dalle Regioni in base al loro superamento del budget assegnato. Aggiungo che, guardando i dati che abbiamo raccolto finora, le cose andranno sempre peggio nel 2020: infatti secondo una nostra iniziale stima, il superamento del tetto potrebbe andare ben oltre i tre miliardi di euro”.

Il fabbisogno totale del 2019

Per il 2019, il finanziamento totale del fabbisogno sanitario era stato fissato a 114,4 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto all’anno precedente (+0,9%). Per quanto riguarda la spesa per  acquisti diretti di farmaci (compresi quelli acquistati in distribuzione diretta e per conto), per il 2019, a seguito dello scorporo della spesa per i gas medicinali, il tetto di spesa era stato ridotto dal 6,89% al 6,69% del totale fabbisogno, pari a 7,6 miliardi di euro. In realtà, questa spesa è arrivata a 10,4 miliardi di euro (+6,5% rispetto al 2018). Sono esclusi da questo computo i farmaci innovativi e innovativi oncologici che rientrano in due fondi da 500 milioni di euro ciascuno.

Continua la corsa dei farmaci ospedalieri

La spesa diretta per acquisti di farmaci di classe H (farmaci somministrati soltanto in ospedale), al netto dei farmaci innovativi, continua la sua corsa anche nel 2019 (+7,9%). Su questo aumento ha inciso il fatto che durante l’anno alcuni farmaci oncologici hanno perso lo status e i benefici dell’innovatività, che dura tre anni.

Oncologici e convenzionata e classe A

Relativamente agli acquisti diretti di farmaci di classe A, si prevede un trend in forte aumento (+6,1%), soprattutto a causa della crescita del canale Dpc.  Nel 2019 non si è verificato alcuno sfondamento dei due fondi da 500 milioni per i farmaci innovativi oncologici e non-oncologici. Riguardo alla spesa convenzionata (ricetta rossa), nel 2019, esaurito l’effetto delle genericazioni più importanti, si è mantenuta stabile (-0,4%), portando un risparmio rispetto al tetto di spesa di 921 milioni di euro.

Serve un cambio di rotta

“È sempre più evidente che la spesa farmaceutica è sottofinanziata e che è importante che torni a essere una priorità della politica”, prosegue Liberatore. “Questo sarà vero, a maggior ragione, dopo questa crisi sanitaria quando ci sarà un bisogno ulteriore di farmaci innovativi. È improprio fissare un tetto di spesa farmaceutico così basso quando si sa che verrà sfondato per oltre due miliardi di euro. Inoltre, bisogna urgentemente varare un piano per la trasformazione digitale della sanità per non farci trovare impreparati in futuro”.