La salute animale ai tempi di Covid-19: sette domande al ministero

Aisa, l'associazione delle imprese che fa parte di Federchimica, intervista Silvio Borrello, dg della Direzione generale sanità animale e farmaci veterinari del ministero della Salute

salute animale e covid-19

La salute animale ai tempi di Covid-19? Tra cure e servizi veterinari, prevenzione da non trascurare, dubbi sulla convivenza in casa con gli animali da compagnia, necessità di garantire il regolare funziomento delle istituzioni del settore per assicurare sciurezza alimentare e anche il minor disagio possibile all’industria del farmaco veterinario, òe domande da porsi sono numerose. Aisa, l’associazione delle imprese della salute animale che fa parte di Federchimica, ne ha rivolte sette a Silvio Borello, a capo della Direzione generale Sanità animale e farmaci veterinari (Dgsaf) del ministero della Salute. Federchimica ne ha anticipato i contenuti, qui invece la versione integrale.

1)Dr. Borrello, l’attività veterinaria è stata considerata servizio essenziale già nel primo Dpcm, servizi che possono proseguire durante il periodo di pandemia. Ci sono particolari precauzioni che i veterinari devono adottare nello svolgere le loro attività?

salute animaleLa Direzione generale ha collaborato con Fnovi ed Anmvi nella definizione delle raccomandazioni destinate ai veterinari affinché, nel tutelare il benessere e la cura degli animali, adottassero delle misure di tutela della loro salute e di coloro che frequentano gli ambulatori e le cliniche veterinarie: utilizzo di Dpi, modalità di visita, preferibilmente per appuntamento, distanziamento nelle sale d’attesa ecc.

Inoltre, la ricetta elettronica veterinaria (Rev), ormai a un anno dalla sua applicazione obbligatoria sul territorio nazionale, rappresenta uno strumento utile per rispettare le disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, nonché di quelle previste dalle ordinanze del Ministro della salute, per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Nei casi in cui non sia necessaria una visita clinica dell’animale, la Rev consente di ridurre al minimo gli spostamenti dei proprietari e i contatti interpersonali, limitandoli alle sole prestazioni urgenti non differibili, tutelando di fatto i medici veterinari operanti sul territorio. È allo studio la possibilità di estendere l’informatizzazione della prescrizione medico-veterinaria anche agli stupefacenti, in ragione dell’urgenza e dell’improcrastinabilità di dette prescrizioni per la terapia di specifiche patologie croniche.

2) Il ministero della Salute fa rientrare nelle deroghe di spostamento “per motivi di salute” anche la salute animale. Cercando di fare chiarezza, potrebbe aiutarci a far capire meglio al proprietario quali sono i suoi obblighi/ diritti su quanto e come può spostarsi per portare il suo animale dal veterinario?

La salute degli animali deve essere garantita, al pari di quella degli uomini e per questo motivo abbiamo specificato, nella circolare congiunta Dgsaf-Dgisan, il 12 marzo, che gli spostamenti per la cura degli animali da affezione sono da considerarsi “spostamenti per motivi di salute” a tutti gli effetti.

Gli ambulatori e le cliniche veterinarie non sono soggetti a provvedimenti di chiusura, ma è preferibile che ricevano su prenotazione, fatta eccezione chiaramente per le emergenze, così da evitare l’assembramento nelle sale d’attesa. A mio modesto avviso, anche lo spostamento fuori comune per portare il proprio pet dal veterinario può essere ampiamente giustificato sia per continuità di cura ma soprattutto perché è un rapporto fiduciario tra proprietario dell’animale d’affezione ed il veterinario. Chiaramente non si può legittimare che il pet venga accompagnato da più persone.

3) La stagione primaverile è arrivata e devono essere iniziate le profilassi per alcune gravi malattie quali la filariosi e la leishmaniosi, oltre alle normali profilassi vaccinali e parassitarie. Quali raccomandazioni generali può dare ai proprietari di animali da compagnia per proteggerli nei tempi idonei?

Come ho già detto, le visite o le operazioni finalizzate alla garanzia della salute degli animali, compresi quelli da compagnia, devono proseguire, pertanto devono essere garantiti tutti gli interventi vaccinali che il veterinario, in scienza e coscienza ritenga di dover effettuare. Ricordiamoci inoltre che la Leishmaniosi è una zoonosi ed il mancato trattamento, nei tempi dovuti, potrebbe indurre un aumento dei casi nel cane con un conseguente aumento del rischio per noi tutti. I cambiamenti climatici hanno inciso sia sulla riduzione delle “stagioni libere da insetti vettori” che nell’aumento delle aree geografiche in cui la malattia è presente. Quindi la vaccinazione contro le zoonosi non solo è una garanzia per l’animale ma anche una forma di tutela della salute delle persone. Come detto, è bene contattare prima il veterinario di fiducia per stabilire tempi e modalità degli interventi vaccinali.

4) Un argomento di cui si parla tanto, e spesso a sproposito, è la convivenza tra un soggetto positivo al COVID-19 e il proprio animale da compagnia. Ci potrebbe dare indicazioni su quali sono le misure che il proprietario deve mettere in atto per salvaguardare la salute del suo animale?

Nel sito del ministero della Salute, alla pagina “Nuovo coronavirus” è stato inserito un focus dal titolo “animali d’affezione e coronavirus” in cui sono riportate tutte le informazioni e i suggerimenti per i cittadini, in linea con le conoscenze scientifiche al momento disponibili e con quanto riportato dal’Iss e da altri organismi scientifici internazionali. Sono state anche predisposte e pubblicate le Faq relative all’argomento.

Il documento è stato redatto proprio nel tentativo di arginare una serie di pericolose false notizie relative alla possibilità che cani e gatti possano trasmettere o fungere da serbatoio di infezione, con il rischio di fenomeni di abbandono. L’unico rischio preso in considerazione, nel rispetto del principio di massima precauzione, è invece che i nostri animali possano risultare positivi al virus a seguito di contatto con una persona infetta. Ricordiamoci che non sono state fatte, in tutto il mondo, segnalazione di trasmissione del SARS-CoV2 da animale familiare ad uomo.

Sino ad oggi, sono stati riscontrati un numero limitatissimo di possibile contagio da uomo ad animali, in particolari cani e gatti. Sulla base delle conoscenze e dei dati scientifici disponibili, possiamo consigliare alle persone Covid positive e che possiedono degli animali da compagnia, di adottare semplici misure precauzionali di igiene per tutelarli, quali lavarsi le mani prima e dopo essere stati a contatto o aver toccato gli animali, il loro cibo o le provviste, evitare di baciarli, farsi leccare o condividere il cibo. Al ritorno dalla passeggiata, pulire sempre le zampe evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi. La presenza di un animale in casa può considerarsi una grande opportunità per tutta la famiglia, sia da un punto di vista educativo che sociale.

Nelle abitazioni in cui ci sono soggetti affetti o sottoposti a cure mediche per Covid-19 si devono evitare, per quanto possibile, i contatti ravvicinati con i propri animali così come si fa per gli altri conviventi e fare in modo che se ne occupi un altro familiare. Comunque, ritengo che in questi casi i servizi veterinari della Asl competente sapranno senz’altro consigliare o adottare le misure necessarie.

5) Come si è organizzato il ministero della Salute durante questo periodo di lockdown per continuare il proprio lavoro di controllo per garantire la sicurezza degli alimenti e i servizi per i propri stakeholder?

Devo premettere che, allorché si andava delineando la drammaticità di questa emergenza anche se i contorni erano ancora indefiniti e le incertezze erano tante, soprattutto relativamente all’impatto che il Covid-19 avrebbe avuto sulla salute della popolazione, sulle attività pubbliche e private, il ministro Speranza ha invitato i direttori generali del ministero di attivarsi preventivamente per organizzare il lavoro a distanza, per ridurre al minimo i disagi ma nel contempo mantenere alto il livello di tutela della salute pubblica e garantire il prosieguo ,con il minor danno possibile, almeno per quello che ci riguarda, delle attività produttive. I vari Dpcm che si sono succeduti nel tempo hanno messo la filiera alimentare al centro delle attività ritenute essenziali in considerazione delle ovvie necessità di approvvigionamento di beni primari e per rassicurare la popolazione onde evitare comportamenti a rischio di contagio causati dal sovraffollamento.

In questo contesto le due direzioni generali del ministero della salute, Dg sanità animale e dei farmaci veterinari e Dg igiene, sicurezza alimentare e nutrizione, congiuntamente hanno ritenuto di prendere l’iniziativa del coordinamento delle attività veterinarie e di controllo lungo l’intera filiera alimentare per garantire la “security”, la “safety” ed il mantenimento del nostro export.

Per questo motivo sono state emanate una serie di circolari, man mano aggiornate secondo le progressive misure di chiusura previste nei diversi Dpcm e condivise con le regioni, affinché le disposizioni fossero pienamente attuabili dai servizi veterinari territoriali, anche in virtù della loro peculiarità e del diverso coinvolgimento nell’epidemia. In queste circolari sono state individuate le attività ritenute “indifferibili”, per il mantenimento degli standard di sanità animale e di sicurezza alimentare che dovevano essere garantiti a tutte le strutture produttive e quelle che potevano essere “differite”, tenuto conto dell’impatto che la pandemia Covid 19 poteva avere sul personale veterinario operante nelle zone più colpite o perché ritenute posticipabili sempre al fine di preservare detto personale e rispettare le disposizioni di limitazione degli spostamenti delle persone contenute nei Dpcm. Il documento italiano è stato richiesto ed utilizzato da alcuni Capi dei servizi veterinari (Cvo) dell’Unione europea per disciplinare le attività dei servizi veterinari e di sicurezza alimentare.

6) Quali sono le nuove attività in materia di semplificazione che la sua Direzione ha messo in atto e metterà in atto per consentire al settore industriale del farmaco veterinario di continuare l’attività con il minor disagio possibile?

L’attivazione del lavoro agile (smart working) per tutto il personale del ministero della Salute ha reso necessario l’adattamento di alcune prassi e di alcuni criteri utilizzati, sino a quel momento, nell’espletamento di alcune procedure e del rilascio dei provvedimenti dovuti. Sono state infatti adottate procedure straordinarie e semplificate per la presentazione dei dossier, attivando – dal 15 aprile 2020 – il Cesp (Common european submission portal) anche per la sottomissione di istanze relative a medicinali veterinari presentate mediante Procedure Nazionali. Si sono resi completamente elettronici, ad esempio, la correzione e l’approvazione dei c.d. bugiardini e la presentazione del formato della confezione dei medicinali veterinari. Un passo importante è, poi, stato realizzato consentendo l’autocertificazione delle marche da bollo, su specifica richiesta degli stakeholder.

Per quanto attiene la produzione di farmaci veterinari e sostanze attive una delle principali cause di rallentamento o arresto dell’attività produttiva e dell’attività di esportazione è quella legata al rinnovo della certificazione Gmp che, in condizioni ordinarie, impone l’adozione di un iter procedurale abbastanza complesso che prevede una ispezione dello stabilimento. Per la risoluzione di questa problematica la Dgsaf coordinandosi con Ema e le altre autorità regolatorie degli Stati Membri Ue ha ottenuto l’estensione automatica di validità dei certificati Gmp in scadenza al 2020, fino a tutto il 2021.

Mentre per quanto riguarda l’emissione dei Certificati Gmp in corso, ovvero di quelli per i quali la procedura ordinaria si stava completando il corrispondente documento sarà approvato in formato elettronico dal direttore generale e i dati saranno inseriti in Eudragmdp, la banca dati a livello europeo consultabile da chiunque ne abbia necessità.

Per quanto riguarda il rilascio dei Certificati di prodotto farmaceutico (Cpp), si stanno percorrendo varie vie a seconda di quanto i Paesi Terzi interessati potranno o vorranno concedere, quindi la possibilità di poter emettere una lettera di proroga dei Cpp già esistenti, piuttosto che una convalida di documenti elettronici da parte delle nostre Ambasciate.

7) In molti paesi Europei i dipartimenti veterinari del Ministero hanno messo a disposizione il proprio know-how e le proprie risorse per supportare le indagini di laboratorio (Pcr) nella lotta al Covid-19, con una vera ottica di One-Health. Ci può illustrare la situazione nazionale su questo punto?

Anche in questo campo la risposta è stata immediata, con l’introduzione dei nostri 10 Istituti zooprofilattici nell’ambito delle liste dei laboratori regionali autorizzati a effettuare la ricerca diretta del SARS-CoV2 nei tamponi dei pazienti sospetti. I primi laboratori degli Izs autorizzati e comunicati già con la nostra circolare del 2 marzo, sono stati quelli della Lombardia ed Emilia Romagna, delle Venezie e dell’Abruzzo e Molise. Nei giorni successivi, sono stati autorizzati gli altri 7 Istituti, come è stato riportato nell’allegato alla circolare del ministero della Salute, Direzione della Prevenzione, del 20 marzo.

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