Covid-19, per i pazienti cronici servono cure domiciliari e gestione integrata

L’emergenza da coronavirus ha certificato come l’assistenza territoriale sia stata trascurata a favore di un approccio ospedale-centrico. Per cambiare rotta, serve un'organizzazione delle cure trasversale basata sulla presa in carico dei pazienti a domicilio. *IN COLLABORAZIONE CON VIVISOL

covid-19 assistenza domiciliare

L’emergenza sanitaria in cui ci troviamo, che pur ha interessato a livelli molto diversi le singole Regioni, con un epicentro drammatico in quelle del centro-nord e ricadute più limitate al sud, ha evidenziato da un lato che l’ambito principale per la gestione dei pazienti Covid-19 deve essere la rete territoriale, dall’altro ha certificato quello che da anni risulta evidente, ossia che l’assistenza territoriale e domiciliare è stata troppo spesso trascurata a favore invece di un approccio più ospedale-centrico.

In molte regioni il sistema delle cure primarie e gli strumenti della rete territoriale risultano ancora troppo frammentati e senza un coordinamento necessario a garantire quella effettiva continuità assistenziale ospedale-territorio imprescindibile per la gestione dei pazienti domiciliari.

Modelli di gestione domiciliare del paziente Covid

Proprio la situazione emergenziale in atto ha evidenziato la necessità di un sistema di cure domiciliari non più a silos verticali con le diverse componenti gestite come singole forniture di beni (la tecnologia) e servizi (ore di infermiere, gestione dei device), ma con una organizzazione integrata e trasversale basata sulla presa in carico dei pazienti, come da tempo chiedono a gran voce molte associazioni di pazienti.

Se infatti in alcune Regioni sono attivate delle misure straordinarie per la gestione domiciliare dei pazienti Covid, con strumenti innovativi che finora facevano fatica a diventare sistemici (pensiamo per esempio alla telemedicina e al telemonitoraggio), questi strumenti devono essere inseriti in nuovi modelli organizzativi rivolti alla gestione domiciliare dei pazienti cronici, multicronici e fragili.

Homecare provider attori fondamentali della rete territoriale

Per rendere possibile e realizzabile la presa in carico domiciliare, con l’integrazione dei diversi setting assistenziali, risulta imprescindibile il ruolo degli Homecare provider, soggetti che già erogano numerose prestazioni sanitarie e tecnologiche a domicilio dei pazienti (assistenza domiciliare, ventilazione meccanica, ossigenoterapia, nutrizione artificiale, ecc…), e che tramite soluzioni di telemedicina e telemonitoraggio, spesso già in uso sui pazienti in carico, sono in grado di offrire al Servizio sanitario un apporto fondamentale per una rete territoriale davvero efficiente.

L’esperienza e il know how degli Homecare provider è diventata di fondamentale importanza per la gestione domiciliare dei pazienti Covid: dagli accessi domiciliari di medici e infermieri alla sorveglianza attiva, dal telemonitoraggio con device interconnessi alla centrale operativa, dalla formazione all’utilizzo dei Dpi, fino all’effettuazione di tamponi, prelievi e follow up per i pazienti dimessi dagli ospedali. Tali attività richiedono una forte presenza sul territorio e una capacità organizzativa pregressa, che rendono gli Homecare provider un attore necessario sia per i Mmg sia per le strutture ospedaliere dimettenti.

Il modello Vivisol

La Regione Lombardia ha promosso una misura specifica per la gestione dei pazienti a domicilio (Adi Covid) che prevede sia accessi domiciliari di operatori infermieristici sia una sorveglianza attiva da remoto.

Vivisol, uno dei principali erogatori di Adi (Assistenza domiciliare integrata) in Lombardia, ha costituito nei territori delle province di Milano, Monza e Brescia equipe territoriali di 21 infermieri dedicati esclusivamente all’Adi Covid, ai quali ha liberamente scelto di affiancare una centrale medica di telemonitoraggio interamente composta da professionisti medici, che giornalmente ricevono e monitorano (in stretta collaborazione con i medici di medicina generale ai quali afferiscono i pazienti sul territorio) i parametri dei pazienti Covid in quarantena fiduciaria o recentemente dimessi dagli ospedali. Un sistema che a pieno regime è in grado di gestire fino a 1.500 pazienti Covid a domicilio e che permette al Ssn di monitorare costantemente l’andamento dell’epidemia.

Una centrale medica

La centrale medica, avvalendosi della piattaforma Zcare – sviluppata appositamente da Zucchetti – e dei device  a disposizione del  paziente, effettua un monitoraggio clinico da remoto delle condizioni del paziente tramite chiamate inbound e outbound oppure, laddove possibile, tramite un questionario di autorilevazione sottoposto al paziente due volte al giorno.

Il personale medico della centrale, che opera secondo protocolli condivisi con la direzione sanitaria Vivisol e interfacciandosi con il personale sanitario e tecnico attivo sul territorio, è così in grado di gestire l’eventuale aggravamento del quadro clinico del paziente fino al ricovero se necessario.

L’assistenza a domicilio

L’indubbio valore aggiunto che la centrale medica rappresenta per il Sistema è sintetizzabile nella gestione ottimale del percorso assistenziale del paziente a domicilio grazie al quale gli Mmg e le strutture ospedaliere dimettenti possono trovare una adeguata continuità clinica e supporto nella gestione terapeutica del paziente a domicilio.

I numerosi riscontri positivi raccolti tra i medici di medicina generale, come anche direttamente dai pazienti o dai loro caregiver che si sentono rassicurati in tutti i loro bisogni, rafforzano la convinzione che questo modello sia il più adeguato affinché il Sistema possa offrire risposte cliniche pertinenti ed efficienti per una vera presa in carico e continuità assistenziale sul territorio.

Homepage rubrica “Homecare service provider: la presa in carico del paziente a domicilio”

  A cura di Vivisol