Caos mascherine, se Arcuri “dimentica” un pezzo di filiera

Il disappunto di Assoram, l’associazione della distribuzione primaria: “Noi e molti altri esclusi dalla discussione, il Commissario non ci ha mai risposto”

caos mascherine

Il “caos mascherine di Stato” preoccupa Assoram, l’associazione nazionale degli operatori commerciali e logistici della distribuzione primaria. E a destare preoccupazione sono soprattutto due fatti: il “rimpallo di responsabilità” e l’esclusione di diverse sigle della filiera dal confronto con il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “Assoram – si legge in una nota – esprime preoccupazione per l’evolversi della vicenda mascherine e il rimpallo di responsabilità tra parte pubblica e sigle che hanno sottoscritto il Protocollo del 1 maggio scorso e ora (il 7 maggio, ndr) un nuovo accordo per la distribuzione”.

Le aziende escluse dal confronto

Questo il commento del presidente di Assoram, Pierluigi Petrone: “Ci siamo ritrovati tagliati fuori da una contrattazione tra parte pubblica e alcune sigle di rappresentanza della distribuzione intermedia e finale su aspetti che riguardano direttamente anche i distributori/concessionari di vendita nostri associati. Una esclusione – sottolinea Petrone – di cui non comprendiamo la motivazione tanto più che ci siamo affrettati a comunicare al Commissario Arcuri che dovesse essere garantita la par condicio a tutte le imprese aventi titolo. Ad oggi non abbiamo avuto risposte, mentre il Governo persevera con l’accordo con due sole sigle di rappresentanza dei grossisti per la distribuzione alle farmacie delle mascherine di Stato a prezzo calmierato, senza considerare – conclude il presidente di Assoram – che la filiera distributiva è più articolata e complessa”.

Il silenzio delle istituzioni

A esprimere il disappunto di Assoram è anche Mila De Iure, direttore generale dell’associazione: “Riteniamo sia fondamentale garantire il diritto alla salute dei cittadini, rendendo accessibili i prezzi delle mascherine e bloccando qualsiasi forma di speculazione, ma ci aspettavamo che fossero prese in considerazione tutte le aziende su cui tali accordi impattano dal punto di vista economico e operativo”. Dalle istituzioni (finora) nessuna risposta. Un silenzio che Assoram giudica “inaccettabile”.