Car-T, la rete oncologica invita l’industria farmaceutica a collaborare

Pubblicata da Alleanza Contro il Cancro una manifestazione di interesse che ha lo scopo, attraverso l’armonizzazione e l’automazione dei processi, di abbattere i costi relativi alla manifattura di cellule Car-T e d’implementare le capacità produttive

car-t industria farmaceutica

C’è bisogno anche della collaborazione dell’industria farmaceutica per far sì che le terapie Car-T, in Italia, arrivino a chi ne ha bisogno. È la manifestazione di interesse lanciata da Alleanza Contro il Cancro (Acc) con lo scopo di abbattere i costi relativi alla manifattura di cellule Car-T e d’implementare le capacità produttive. Creando un network nazionale aperto alla partecipazione di ulteriori imprese farmaceutiche e industriali, che potrebbe armonizzazione e automatizzare i processi.

Il modello win-win statunitense

“Il notevole interesse che può essere suscitato da un approccio di questa rilevanza clinico-assistenziale – si legge nel documento – potrebbe condurre a una virtuosa collaborazione con realtà industriali operanti in ambito farmacologico. Arricchendo ulteriormente il panorama delle potenziali opportunità legate allo sviluppo su base nazionale della terapia con cellule Car-T. Si creerebbe, infatti – è precisato ancora nella manifestazione di interesse – un potenziale sinergismo virtuoso fra istituzioni accademiche e industria farmaceutica con l’interesse a riprodurre anche in Italia il modello di collaborazione win-win che ha avuto certamente un ruolo importante nello sviluppo delle Car-T cells negli Stati Uniti”.

Cellule Car-T e malattie oncoematologiche

Le cellule Car-T hanno consentito di ottenere risultati mai raggiunti prima in pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule progenitrici B ricaduta o resistente e in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin (refrattari o recidivati dopo trattamenti convenzionali). Una proporzione significativa di quanti hanno risposto al trattamento ottenendo una remissione completa, inoltre, si è mantenuto libero da malattia, potendosi ipotizzare, quindi, una guarigione definitiva dalla patologia neoplastica.

Le difficoltà produttive delle Car-T

Ma un impiego su larga scala delle terapie Car-T, è attualmente condizionato, anche,  dal superamento di alcuni fattori tra cui le capacità produttive, inferiori rispetto alla richiesta. Così  come dall’assenza di una rete che consenta il coordinamento e la gestione della distribuzione delle cellule geneticamente modificate sul territorio nazionale. A ciò si aggiunge la mancanza di una standardizzazione dei processi produttivi che renda le esperienze disponibili in Italia più omogenee e, quindi, confrontabili. Aggrava indubbiamente il contesto anche il capitolo costi, significativi e potenzialmente limitanti l’utilizzo delle CAR T in rapporto alle effettive necessità.

La rete oncologica

Alleanza Contro il Cancro, la Rete oncologica nazionale fondata dal ministero della Salute attualmente presieduta dal professor Ruggero De Maria, è stata finanziata con dieci milioni di euro in favore degli IRCCS e di altre selezionate istituzioni con comprovata qualificazione nel campo, che ad essa afferiscono e che sono direttamente coinvolti nella progettualità. Con lo scopo di sviluppare, sui presupposti scientifici del progetto coordinato da Franco Locatelli, direttore del dipartimento di onco-ematologia e terapia cellulare e genica, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (e nel quale sono coinvolti 15 IRCCS della Rete, MolMed, Ospedale san Gerardo di Monza e CNR), nuovi approcci per ottimizzare l’uso di cellule del sistema immunitario geneticamente modificate per essere reindirizzate sul bersaglio tumorale.

I centri partecipanti

Alla realizzazione del progetto partecipano, sotto il coordinamento di Alleanza contro il Cancro:

  • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS – Roma
  • Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Roma
  • Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. – Milano
  • Fondazione Piemonte per l’Oncologia – Candiolo
  • Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, IRST IRCCS – Meldola
  • IRCCS Ospedale San Raffaele – Milano
  • Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori – Milano
  • Istituti Fisioterapici Ospitalieri – IRCCS – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – Roma
  • Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” – Napoli
  • IRCCS Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata – Rionero in Vulture
  • Istituto Tumori Giovanni Paolo II IRCCS – Bari
  • Istituto Clinico Humanitas – Humanitas Mirasole S.p.A. – Rozzano
  • Istituto Oncologico Veneto IRCCS – Padova
  • Centro di Riferimento Oncologico di Aviano IRCCS – Aviano
  • Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – San Giovanni Rotondo
  • MolMed S.p.A.
  • Ospedale San Gerardo di Monza
  • CNR Istituto di Biostrutture e Bioimmagini di Napoli