Covid-19, Grifols sigla un accordo con la Fda per testare una terapia plasma-derivata

La società spagnola ha siglato un accordo di collaborazione con Fda, Barda e altre organizzazioni federali statunitensi per raccogliere il plasma dei pazienti Covid-19 guariti, con alto titolo di anticorpi contro Sars-Cov2 e produrre immunoglobuline iperimmuni

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Tra la promessa del vaccino e i farmaci riposizionati più o meno già in uso si sta facendo strada in Italia e nel mondo la terapia anti Covid-19 che ricorre al plasma di pazienti guariti (anche Aifa ha autorizzato gli studi) per curare i malati. Grifols, multinazionale spagnola, uno dei maggiori player mondiali nella produzione di emoderivati, ha da poco siglato un accordo di collaborazione con la Food and Drug Administration statunitense, la Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) e altre organizzazioni federali statunitensi per raccogliere il plasma dei pazienti Covid-19 guariti, con alto titolo di anticorpi contro Sars-Cov2, allo scopo di produrre immunoglobuline iperimmuni che potrebbero essere impiegate anche nella profilassi della malattia.

Un’altra via

Un’altra strada rispetto al vaccino, non necessariamente alternativa. Spiega Francesco Carugi,  Amministratore delegato di Grifols Italia: “Negli Usa e Germania contiamo su 300 centri di raccolta. Lì abbiamo la possibilità di ottenere il plasma per poi frazionarlo ed estrarre un’immunoglobulina specifica. Ci candidiamo anche per fornire tecniche di inattivazione virale: il plasma è un materiale molto delicato al quale applichiamo un sistema molto specifico che ricorre al blu di metilene. Una volta approvata, l’immunoglobulina potrà essere prodotta e distribuita. I tempi restano incerti ma non saranno lunghissimi”.

Risorse e know-how

Grifols ha sviluppato un proprio know-how in altre situazioni d’emergenza, come l’epidemia di Ebola. In collaborazione con le agenzie sanitarie americane inoltre, testerà e qualificherà i donatori, trasformerà il plasma in globulina iperimmune e supporterà gli studi preclinici e clinici. La società, in un comunicato stampa, ha dichiarato di essere pronta a iniziare immediatamente la raccolta del plasma da convalescenti e la produzione nei suoi impianti di Clayton in North Carolina.

Sperimentazioni sul plasma

Al momento una sperimentazione clinica sul plasma inattivato da pazienti Covid-19 è già partita in Spagna, dove Grifols sta collaborando con centri di donazione selezionati e ospedali pubblici. Una collaborazione simile è attiva anche in Germania. Inoltre, la società sta collaborando con vari ospedali nella progettazione di studi clinici per testare l’uso di prodotti derivati dal plasma, come l’immunoglobulina endovenosa e l’alfa1 antitripsina con l’obiettivo di dimostrare la loro efficacia nel trattamento del Covid-19.

Il test Tma

In parallelo la società sta anche lavorando alla tecnologia diagnostica Tma (amplificazione mediata da trascrizione), con l’ambizione di rilevare il coronavirus con una sensibilità equivalente o addirittura superiore a quella della Pcr (reazione a catena della polimerasi), su cui si basano gli attuali tamponi per la diagnosi di Covid-19. La tecnologia è infatti comunemente usata nei centri trasfusionali, nelle banche del sangue e nei centri al plasma di tutto il mondo perché, oltre alla sua elevata sensibilità analitica, funziona automaticamente su grandi volumi di campioni.