Piattaforme, telemedicina e congressi virtuali: il valore aggiunto è un ecosistema di contatti e opportunità

Paolo Bellocco, Ceo di GDS Communication, società che opera da oltre quarant'anni nel campo del marketing e della comunicazione nel settore life science, racconta le opportunità delle tecnologie digital per migliorare la comunicazione tra gli stakeholder. *IN COLLABORAZIONE CON GDS COMMUNICATION

GDS Communication opera nel campo della comunicazione life science dal 1974. Ha visto evolversi il marketing, le strategie per fidelizzare i clienti e tutti gli stakeholder del settore sanitario e farmaceutico. Una mission dichiarata fin dalle origini per proporre chiavi di lettura a 360 gradi di una realtà in costante evoluzione. Con l’arrivo del digitale e le sue repentine evoluzioni, l’azienda ha saputo fare dell’innovazione e della comunicazione integrata il suo cavallo di battaglia. “Collaboriamo con  aziende farmaceutiche, medtech e con un gran numero di società scientifiche”, ha detto il Ceo di GDS Communication Paolo Bellocco (in foto).

Oggi fare comunicazione e campagne di marketing efficaci richiede una grande consapevolezza degli strumenti digitali. Data anche l’emergenza sanitaria, è cambiato qualcosa in questo approccio?

La situazione pandemica ha accelerato un flusso già in atto. Quello che si sta creando è una maggiore consapevolezza delle aziende verso una nuova idea di comunicazione agli stakeholder. Abbiamo assistito ed aiutato i nostri clienti a realizzare nuovi format di campagne di marketing farmaceutico per poter superare questa grave emergenza sanitaria. La portata di quanto è accaduto è sotto gli occhi di tutti,  basti pensare alla rivoluzione del mondo congressuale.

Che cosa intende?

Che la logica dei congressi va rivista e che sempre più aziende stanno capendo l’importanza della gestione digitale di questi incontri. E il tutto non si risolverà nel breve. Ciò che sta succedendo ora potrà anche essere riproposto più avanti, a emergenza finita. Certo, i grandi eventi accademici continueranno a svolgersi fisicamente, ma è altrettanto vero che il digitale allunga i tempi di fruizione dei contenuti.

Anche perché numerosi convegni o eventi sono saltati, quindi va ripensato il canale digitale?

Esatto, rimane comunque la necessità per una società life science di rimanere vicino al medico. Per farlo si possono creare numerosi eventi online, ma il punto non è tanto fare la trasposizione di ciò che si è pianificato dal fisico al virtuale, ma di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questo canale di comunicazione.

Un nuovo approccio, sostanzialmente

Un nuovo approccio, un nuovo paradigma. Se non cambi il paradigma non porti beneficio. Bisogna focalizzarsi sulla realizzazione di un ecosistema digitale in cui i vari protagonisti della filiera possano confrontarsi e farlo nel totale rispetto delle nuove normative della privacy/Gdpr. Per esempio, la nostra Piattaforma Congressi Virtuali non è una soluzione stand alone ma è un vero e proprio canale in cui il medico trova tutte le informazioni e soluzioni che l’azienda mette a disposizione.

In questo periodo è ancora più necessario, quindi, fare sistema…

Si. Le aziende hanno bisogno, come dicevo, di stare sempre vicine al medico, ma il medico stesso ha necessità di seguire il paziente e per farlo deve utilizzare strumenti innovativi. Il digitale aiuta le relazioni e va sfruttato al meglio. In questi due mesi di emergenza sanitaria è stato fatto ciò che non si è riusciti a fare negli ultimi anni dal punto di vista sistemico.

Come crede che sarà il futuro?

Parlando del futuro, ci tengo a ricordare che il protagonista rimane sempre il paziente e per questo non si può parlare di futuro senza parlare di telemedicina attraverso nuovi modelli di partnership Pubblico/Privato. Il fatto che oggi un paziente non possa avere un accesso all’ospedale in modo totalmente sicuro crea barriere di continuità assistenziale e il fatto di mettere in campo la tecnologia digitale a supporto della telemedicina farà sì che si persegua il principio di una migliore aderenza alle terapie. Per anni abbiamo vissuto il digitale come futuro, ma questo periodo ci sta facendo capire che è un compagno presente e fidato.

 

In collaborazione con Gds Communication