Idrossiclorochina, aumentano gli stop precauzionali ai test

Uno studio di Lancet mette in guardia sui rischi cardiovascolari del farmaco antimalaria. L'Oms ha interrotto momentaneamente la sperimentazione del mega trial Solidarity e anche in Italia e in Francia si sta pensando di andare nella stessa direzione

Coronavirus

E pensare che fino a qualche mese fa sembrava un farmaco che sapeva di miracoloso contro Covid-19, adesso, invece, si è passati a un processo inverso, in cui l’idrossiclorochina vede abbandonare sempre più test di laboratorio.

L’Oms ha detto basta (per il momento)

A mettere un freno all’entusiasmo sull’idrossiclorochina e clorochina è stato The Lancet. Troppi alti i rischi cardiovascolari per i pazienti per poter continuare i trattamenti. Tedros Adhanom Ghebreyesus, diretto generale dell’Oms ha spiegato che il gruppo esecutivo dell’agenzia Onu, a seguito di un incontro di sabato 22 maggio ha deciso di “interrompere momentaneamente” la sperimentazione nello studio Solidarity dopo i risultati di uno studio pubblicato su Lancet il giorno prima. I farmaci, considerati sicuri per malattie autoimmuni e malaria stanno quindi subendo un processo di revisione degli standard di sicurezza per quanto riguarda Covid-19. I dati dello studio pubblicato sulla rivista scientifica si riferiscono a 671 ospedali nel mondo su 15 mila persone trattate con gli antimalarici e con uno dei due antibiotici che a volte sono stati abbinati. La terapia in qualsiasi combinazione dei farmaci è risultata associata a maggior rischio di morte rispetto a quello osservato in 81 mila pazienti a cui questi farmaci non sono stati somministrati.

Anche in Italia e Francia si pensa allo stop precauzionale

Anche da noi e in Francia si sta ragionando sull’interruzione in via precauzionale delle somministrazioni e delle sperimentazioni. Per l’Italia, a esporre le perplessità circa la sicurezza dei farmaci è stato il Direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, durante la presentazione di un rapporto sulle cure in campo anti-Covid alla conferenza stampa settimanale dell’Iss. Lo studio di Lancet, comunque, ha fatto seguito a delle segnalazioni che erano già arrivate dall’Ema a fine aprile proprio in merito ai rischi che i pazienti avrebbero potuto incontrare.