La sanità europea e la sua costellazione

Breve rassegna degli enti che nell’Ue gestiscono, a vario titolo, le questioni legate alla salute dei cittadini. Dal numero 178 del magazine

C’è chi segue l’industria, c’è chi si occupa di scienza delle malattie infettive, chi gestisce i programmi di finanziamento per la ricerca. L’Europa non manca di apparati, agenzie, istituti per tutto ciò che attiene alle scienze della vita in ogni loro aspetto, ma, per l’appunto sono tante. Una possibile agenzia per le emergenze dovrebbe coordinarle tutte, prevedere al suo interno meccanismi decisionali a 360 gradi. AboutPharma and medical Devices ha messo insieme gli istituti che si occupano dei tanti aspetti della salute pubblica europea.

La gestione “politica”

La tutela della salute pubblica nell’Unione europea viene gestita in osservanza dell’articolo 168 del Tfue (Trattato di funzionamento dell’Unione europea), ma non è armonizzata, in quanto manca ancora una base giuridica e vengono indicati solo principi generali. Le politiche fanno capo al Consiglio dell’Unione europea, nella composizione dei singoli ministri della Salute. A sostegno del Consiglio c’è la Commissione europea che funge da organo esecutivo dell’intera unione. Nello specifico, oltre al commissario preposto, attualmente la cipriota Stella Kyriakides, a occuparsi di salute è la Direzione generale Salute e sicurezza alimentare (DG-Sante) con sede a Bruxelles. Questa unità è responsabile della politica dell’Ue per la sicurezza alimentare e la salute e del monitoraggio dell’attuazione della normativa nel settore. L’attuale direttore è Anne Bucher insieme a Martin Seychell nelle vesti di Direttore generale aggiunto. La Direzione generale attribuisce poi una serie di compiti all’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (istituita nel 2006) per attuare il programma per la salute pubblica, il programma per i consumatori (dal 2008 in poi) e l’iniziativa “Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti” (sempre dal 2008).

La ricerca e la prevenzione

Se ne occupa il Consiglio europeo per la ricerca (Erc) che offre supporto alla ricerca scientifica di frontiera incentrata sul ruolo del ricercatore-investigatore. L’Erc è stato formalmente costituito il 2 febbraio 2007 e offre ricche borse di studio e finanziamenti per i progetti di ricerca. Al momento il ruolo di Direttore generale è vacante dopo le tumultuose dimissioni dell’italiano Mauro Ferrari il 7 aprile scorso. In Svezia (Stoccolma) ha base il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Ecdc). È l’ente che deve individuare, valutare e comunicare le minacce attuali ed emergenti poste dalle malattie infettive alla salute umana e di sostenere e aiutare a coordinare, dal punto di vista scientifico, le capacità di preparazione e risposta dei Paesi dell’Unione europea a tali minacce. A dirigere il Centro è Andrea Ammon.

Finanziamenti e farmaceutica

A metà strada tra l’economia e la ricerca sta l’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali. Attraverso i suoi comitati Chmp (per la valutazione dei farmaci umani) e il Chvp (per quelli veterinari), l’ente fornisce pareri positivi o negativi sui prodotti dell’industria dando quindi l’avvio al processo tramite il quale la Commissione dà il via libera all’immissione in commercio. L’Ema produce pareri, linee guida e supporto sia all’industria che alle istituzioni e si assicura del coordinament otra le varie agenzie farmaceutiche nazionali per omologarne l’attività. Svolge, inoltre, un ampio lavoro sotto il profilo della sicurezza dei cittadini europei attraverso la verifica della sicurezza dei farmaci già in commercio, ordinandone il ritiro se necessario. Ha sede ad Amsterdam e a guidarla c’è l’italiano Guido Rasi. Infine c’è l’Imi (Innovative medicine iniziative) che rappresenta una vasta partnership pubblico-privata tra l’Unione Europea (rappresentata dalla Commissione) e l’industria farmaceutica europea (rappresentata da Efpia, la Federazione europea dell’industria e delle associazioni farmaceutiche). Imi supporta lo sviluppo e l’implementazione di azioni di ricerca e innovazione, di buone pratiche e di strumenti necessari per incrementare la salute e il benessere dei cittadini europei. Ha a disposizione un budget di 5,3 miliardi di euro per circa 147 progetti all’attivo e 3144 partecipanti. A inizio anno l’Imi ha lanciato il primo round di investimenti del 2020: cancro, tubercolosi e vaccini tra gli obiettivi prescelti. A marzo è stata annunciata anche una call straordinaria per quarantacinque milioni per battere il coronavirus. La Imi2-Call 20 ha un budget totale di 273 milioni di euro.