Carenze, possibili altri 9,4 miliardi dall’Ue per una riserva permanente di farmaci essenziali

L'Esecutivo propone un budget aggiuntivo per far fronte alle continue emergenze che l'Ue si trova costantemente ad affrontare. Parte del fondo potrebbe anche essere utilizzato per l'acquisto di vaccini. Il documento (al momento in bozza) dovrà passare al vaglio dei singoli Stati

Le carenze croniche in Europa devono finire. In soldoni è questo il messaggio che la Commissione europea ha voluto trasmettere all’industria e alle parti in causa tanto da aver preparato la bozza di un documento per creare una riserva permanente di farmaci essenziali. Costo dell’operazione quasi nove miliardi e mezzo di euro.

L’idea

Sarà previsto un budget aggiuntivo di 9,4 miliardi per far fronte alle continue emergenze che l’Ue si trova costantemente ad affrontare e che a causa dell’infezione di coronavirus si sono accentuate. Lo stanziamento andrà ad aggiungersi ai già presenti 380 milioni di euro previsti per lo stoccaggio mascherine, ventilatori, test, farmaci essenziali, previsti per far fronte all’emergenza Covid-19 nei 27 Stati dell’unione. Si vuole quindi aumentare la quantità di merce a disposizione con disinfettanti, test diagnostici, reagenti per tamponi e altri medicinali ritenuti essenziali per il primo intervento.

L’approvazione dei governi

Il passaggio tra i governi è necessario. La proposta andrà valutata dai 27 anche in virtù del fatto che una parte del fondo potrebbe essere utilizzata per comprare i vaccini. La Commissione ha inoltre indicato che potrebbe offrire incentivi alle aziende produttrici di vaccini in Europa e rilocare la capacità produttiva sul territorio. Una mossa che nasconde (ma forse neanche troppo) il desiderio di rendere l’unione sempre più indipendente dall’importazione di principi attivi e materie prima da Cina e India. Su quest’ultimo punto, stando alla Reuters, il Commissario alla Salute europeo Stella Kyriakides ha preferito non commentare.

Il timore dell’ondata autunnale

Se da una parte la crisi di inizio anno ha preso la via di un declino lento, ma abbastanza costante, dall’altra c’è sempre il timore che con l’arrivo dell’autunno le cose possano peggiorare. Si teme, infatti, che con l’arrivo della stagione influenzale sarà più difficile diagnosticare casi Covid-19, almeno nelle prime fasi sintomatiche.

Produzione no profit europea?

E poi il guizzo finale. Come già proposto negli Usa e in Gran Bretagna all’inizio dell’anno, la bozza di documento proporrebbe la creazione di uno o più soggetti no profit europei per la produzione di farmaci essenziali. Anche qui in un’ottica di maggior indipendenza dall’Asia e di un minor vincolo nei confronti dei privati.