Dispositivi medici: l’impatto del virus sul fatturato delle imprese

Un’indagine di Confindustria Dm sul 25% delle associate segnala, a marzo 2020, un calo medio del 14% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Se poche aziende sono cresciute perché attive in aree terapeutiche legate a Covid-19, le altre risentono del blocco delle attività sanitarie

dispositivi medici

La crisi non risparmia le aziende dei dispositivi medici. Il dato può apparire sorprendente nel mezzo di un’emergenza sanitaria in cui i device sono “protagonisti” della cronaca. Ma è quanto rileva un’indagine realizzata da Confindustria dispositivi medici. A marzo 2020 il fatturato delle aziende del campione è calato in media del 14,1% rispetto allo stesso mese del 2019. “Escludendo poche aziende presenti in aree terapeutiche che sono cresciute in quanto strettamente connesse al trattamento diretto o indiretto del Covid-19 – sottolinea Confindustria Dm in un report pubblicato sul suo sito web – la gran parte delle imprese ha risentito e tutt’ora risente del sostanziale blocco delle attività sanitarie”.

L’indagine

La survey è stata condotta dal 27 aprile a al 6 maggio, con un questionario articolato in tre domande:

  1. la differenza di fatturato fra il mese di marzo 2020 e gennaio 2020;
  2. la differenza di fatturato fra marzo 2020 e marzo 2019;
  3. la stima della variazione del fatturato a fine 2020.

Confindustria dispositivi medici rappresenta oltre 370 aziende. Alla survey ha partecipato circa il 25% di queste. “Sebbene questo non si possa definire un campione statistico, l’elevato numero dei rispondenti permette di offrire una rappresentatività molto vicina alla realtà”, sottolinea l’associazione.

I primi tre mesi del 2020

Tra gennaio e marzo 2020 la riduzione media del fatturato è stata di 5,5 punti percentuali. L’impatto più negativo si è verificato sulle microimprese (-21,7%) e sulle grandi imprese (-9,4%). “Probabilmente – sottolinea Confindustria Dm –  le microimprese risentono principalmente del fatto che il fatturato, dipendendo da pochi contratti, ne viene da questi fortemente influenzato. Per le grandi aziende questa riduzione probabilmente è sintomatica delle progressive sospensioni nei diversi sistemi sanitari regionali delle attività non correlate al Covid-19”.

Marzo: 2020 vs 2019

Tra marzo 2019 e 2020 il fatturato delle imprese ha subito una variazione negativa del 14,1%. Gli effetti della crisi si manifestano con maggiore gravità nelle imprese di minori dimensioni mentre via via che la dimensione aziendale cresce, gli impatti sono più contenuti. Per le microimprese, la variazione negativa del fatturato annuo (nei mesi di marzo) è quasi del 50% (-49,7%), per le grandi imprese si ferma al 5,5%. Tra questi due estremi si collocano le piccole aziende (-21,6%) e le medie imprese (-11,7%).

 

Queste differenti variazioni possono essere lette in modi differenti: “Probabilmente contratti di fornitura di grandi dimensioni spalmate sul tempo, consistenza finanziaria, varietà dei portafogli prodotti, etc., consentono alle aziende di maggiori dimensioni (almeno nel breve periodo) di risentire in misura minore della crisi”.

Le previsioni

L’indagine si conclude con un focus sulla stima della variazione di fatturato a fine 2020 rispetto al budget previsto. Il 79,2% delle imprese dichiara che il fatturato registrerà un ribasso rispetto a quanto preventivato. L’11,9% afferma di non vedere variazioni. L’8,9% prevede un fatturato in rialzo.

Più nel dettaglio, è stato chiesto alle imprese il margine di scostamento rispetto al budget. Le imprese che dichiarano una variazione negativa a fine anno, stimano uno scostamento medio del -24,2%. Per quanto riguarda le imprese che stimano, invece, un incremento del fatturato a fine anno, il valore si attesta intorno al +41,4%. Queste sono aziende che operano nell’area del Covid-19.

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