Fase 3, se il rischio arriva anche da un calo di attenzione

Continua il monitoraggio della Fondazione Gimbe, che avverte: “L’alleggerimento di ospedali e terapie intensive è consistente, ma bisogna ridurre al minimo il rischio di una seconda ondata”. Una comunicazione istituzionale più fiacca può generare un senso di falsa sicurezza

fase 3

Sì, è vero, i dati sono “incoraggianti”, come ha detto anche il premier Giuseppe Conte. Ma la Fase 3 della lotta a Covid-19 è piena di insidie.  I rischi derivano da una strategia delle 3T (teasting, tracing, treating) eterogenea a livello regionale, ma anche da un calo d’attenzione che riguarda la comunicazione istituzionale. È l’avvertenza che arriva dalla Fondazione Gimbe, con il consueto aggiornamento sul monitoraggio dei dati relativi all’emergenza.

Una lettura dei dati

“Dai dati disponibili – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – emergono tre ragionevoli certezze: innanzitutto, il via libera del 3 giugno è stato deciso sulla base del monitoraggio relativo a 2-3 settimane prima; in secondo luogo l’attitudine alla strategia delle 3T è molto variabile tra le Regioni e non esistono dati sistematici sugli screening sierologici; infine, rispetto al battage mediatico della fase 1, la comunicazione istituzionale si è notevolmente indebolita, alimentando un senso di falsa sicurezza che può influenzare negativamente i comportamenti delle persone”.

Non abbassare la guardia

Ecco perché Gimbe chiede di non abbassare la guardia. “Il Paese – continua Cartabellotta – non può permettersi nuovi lockdown: il rischio di una seconda ondata dipende, oltre che da imprevedibili fattori legati al virus, dalle strategie di tracciamento e isolamento dei casi attuate dalle Regioni e dai comportamenti individuali. Se tuttavia l’improrogabile scelta di riaprire per rilanciare l’economia si è basata solo sull’andamento dei ricoveri e delle terapie intensive, è giusto dichiararlo apertamente ai cittadini con un gesto di grande onestà e responsabilità politica”.

Ospedali e terapie intensive

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe – spiega Cartabellotta – conferma nella settimana 28 maggio-3 giugno sia la costante riduzione del carico su ospedali e terapie intensive, sia l’ulteriore rallentamento di contagi e decessi”. Questi i dati in sintesi

  • Casi totali: +2.697 (+1,2%)
  • Decessi: +529 (+1,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.987 (-25,7%)
  • Terapia intensiva: -152 (-30,1%)

«In occasione dell’avvio della fase 3 – continua il Presidente – abbiamo effettuato un’analisi complessiva su dati ufficiali, strumenti di monitoraggio e livello di rischio per valutare se le azioni messe in campo da Governo e Regioni sono adeguati a fronteggiare i rischi di un’eventuale risalita del contagio».

Dati, monitoraggio e livelli di rischio

Gimbe ha anche fatto un’analisi complessiva su dati ufficiali, strumenti di monitoraggio e livello di rischio per valutare se le azioni messe in campo da Governo e Regioni sono adeguati a fronteggiare i rischi di un’eventuale risalita del contagio.

  • Dati ufficiali. Sono disponibili quelli relativi al monitoraggio delle singole Regioni e i valori di Rt contenuti nell’ultimo bollettino epidemiologico dell’Iss. Non sono invece pubblici i dati relativi ai 21 indicatori previsti dal Decreto 30 aprile 2020 del ministero della Salute, né l’aggiornamento del “Quadro sintetico complessivo” sul monitoraggio regionale.
  • Finestra temporale. Nel report del 26 maggio l’Iss riporta che il valore di Rt è calcolato al 10 maggio, ribadendo che il consolidamento dei dati richiede 2 settimane e che gli altri indicatori sono relativi al periodo 11-24 maggio. In altre parole, l’impatto delle riaperture del 18 maggio sulla curva dei contagi non può ancora essere verificato e quello delle riaperture del 3 giugno sarà valutabile non prima di due settimane.

Strategie di monitoraggio

  •  3T: testing, tracing, treating. Nel report Iss si legge che “nel Paese continuano ad essere rafforzate a livello regionale politiche di testing e screening in modo da identificare il maggior numero di casi”. Le analisi Gimbe dimostrano tuttavia che, nelle ultime due settimane, la percentuale dei tamponi diagnostici non solo non è stata potenziata, ma si è ridotta mediamente del 6%, seppur in misura variabile tra le Regioni. Questo dato è influenzato dall’avvio in alcune Regioni dello screening con test sierologici, di cui tuttavia non esiste alcun monitoraggio nazionale, né una policy univoca tra le Regioni.
  • App Immuni. Utile solo se impiegata da almeno il 60-70% della popolazione e, soprattutto, se sostenuta da un potenziamento dell’attività di testing in tutte le Regioni. Altrimenti rimarrà una “scatola vuota”.
  • Indagine sieroepidemiologica. Considerato il notevole ritardo nell’avvio, non sono ancora disponibili i risultati che avrebbero potuto offrire un ulteriore elemento di valutazione sulla circolazione del virus.

Livelli di rischio

  • Nuovi casi. I dati relativi al periodo 18 maggio-3 giugno dimostrano che la percentuale dei tamponi diagnostici positivi, seppur in riduzione, rispetto alla media nazionale (1,48%) è ancora elevata in Liguria (4,3%), Lombardia (3,83%) e Piemonte (2,69%). 3 Regioni riportano un’incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti nettamente superiore alla media nazionale (13): Lombardia (44), Liguria (36), Piemonte (26), ma la propensione all’esecuzione di tamponi diagnostici è sopra della media nazionale (891) in Lombardia (1.149) e Piemonte (952), mentre in Liguria (840) rimane poco al di sotto.
  • Riapertura dei confini internazionali. A fronte del dibattito sulla mobilità interregionale, non è nota alcuna valutazione del rischio da persone provenienti dai Paesi dell’area Schengen e del Regno Unito, da ieri non più sottoposte all’obbligo di quarantena nel nostro Paese.
  • Comunicazione istituzionale. Con l’interruzione della conferenza stampa della Protezione Civile, l’unico appuntamento istituzionale, più per addetti ai lavori, rimane quella settimanale dell’Iss. Peraltro i dati completi del monitoraggio non sono pubblicamente disponibili a cittadini e ricercatori.