Idrossiclorochina contro Covid-19, l’Oms riabilita la sperimentazione del farmaco

Il direttore generale Ghebreyesus: "Sulla base dei dati relativi al tasso di mortalità il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati del trial Solidarity ha affermato che non c'è motivo di modificare il protocollo"

Sembrava finita e invece no. Con una comunicazione data tramite il proprio profilo Twitter, l’Organizzazione mondiale della sanità riabilita la sperimentazione dell’idrossiclorochina come rimedio contro l’infezione da Sars-Cov-2.

Non c’è ragione di rivedere il protocollo

“Come sappiamo il gruppo che segue lo studio Solidarity aveva deciso di fermare lo studio sull’idrossiclorochina a causa di alcune perplessità sulla sicurezza del medicinale. Una decisione presa in via precauzionale fino a nuova revisione dei dati. Ora – spiega il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – sulla base dei dati relativi al tasso di mortalità il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati del trial Solidarity ha affermato che non c’è motivo di modificare il protocollo”.

Lo studio di Lancet

Alla base degli stop in Italia, in Francia e del test dell’Oms Solidarity c’era stata una pubblicazione di Lancet secondo cui il rischio legato all’uso dell’idrossiclorochina era troppo alto nei pazienti. Non si potevano correre rischi. Come aveva affermato Ema e ribadito da Aifa, erano necessari dei controlli maggiori e il primo passo era quello di interrompere i trial per consentire una revisione dei dati. Tra l’altro alcuni scienziati avevano messo in discussione l’articolo pubblicato su Lancet e 180 ricercatori, clinici, statistici e accademici avevano scritto una lettera indirizzata al direttore della rivista esprimendo numerosi dubbi. Su tutti l’incompatibilità dei dati. La stessa Lancet ha ammesso di aver compreso i problemi e che presto saranno fatti i dovuti accertamenti sull’affidabilità dei dati stessi.