Se Astrazeneca e Gilead pensano a una fusione

Non c'è niente di ufficiale, ma alcune fonti anonime hanno spiegato a Bloomberg che le due società hanno avuto contatti informali già a maggio 2020

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Una fusione dal potenziale di 200 miliardi di dollari. Emerge questo dalle pagine di Bloomberg che ha scritto che le società hanno iniziato ad avere contatti informali già nel mese di maggio 2020. La valutazione di mercato dell’azienda anglo-svedese è di circa 124 miliardi a cui si aggiungerebbero gli 85 miliardi di Gilead. Sarebbe la più grande fusione nella storia della farmaceutica.

Nessun piano ufficiale

Non c’è ancora niente di ufficiale, ma pare che le due amministrazioni stiano valutando la fattibilità dell’operazione. Gilead, stando alle fonti anonime di Bloomberg, sarebbe meno propensa a vendere parte delle sue attività o ad attivarsi per una fusione tanto impegnativa e preferirebbe operazioni più piccole e meno dispendiose. Anche in Astrazeneca ci si muove coi piedi di piombo e ai media americani è stato riferito che questa vicenda è stata gonfiata solo da “speculazioni e voci di corridoio”.

L’importanza di Covid-19

Un’operazione di questo tipo diventerebbe importante non solo per i due pesi massimi coinvolti, ma soprattutto perché entrambe le aziende stanno portando avanti programmi ambiziosi nella lotta a Sars-Cov-2. Astrazeneca ha da poco ricevuto un finanziamento da un miliardo di dollari da parte del governo Usa per lo sviluppo di un vaccino (che potrebbe anche arrivare in autunno), mentre Gilead è alle prese con remdesivir, il farmaco pensato per l’Ebola e che potrebbe essere efficace anche contro il nuovo coronavirus. Gli scenari sono interessanti, ma allo stato dell’arte non si può pensare che l’operazione si concluda in breve tempo e probabilmente i prodotti di punta di entrambi i soggetti potrebbero essere già in commercio.