Vaccino Ue, Commissario Kyriakides: “Presto un piano”

Il Commissario alla salute Stella Kyriakides ha dichiarato che entro qualche giorno sarà presentato un piano per la produzione di un vaccino europeo. Forte il timore di rimanere indietro rispetto a Stati Uniti e Cina

programma europeo salute

Evitare di restare indietro. Questo è l’obiettivo primario dell’Unione europea che nei confronti degli Stati Uniti per quanto riguarda la ricerca di un vaccino. I soldi che l’agenzia statale Barda ha fornito ad Astrazeneca per la sua ricerca bruciano eccome, perché da questa parte dell’oceano non è stato pensato un piano simile. D’altronde non sarebbe possibile in quanto non esiste un’ente simil-Barda qui in Europa. Presto, però, forse già nei prossimi giorni, la Commissione Ue potrebbe rendere noto un piano d’azione. Lo ha detto il Commissario alla salute e alla sicurezza alimentare Stella Kyriakides a seguito di un incontro avuto con i ministri della Salute dei Paesi membri.

Exit strategy

Kyriakides ha parlato di “exit strategy” per risolvere la crisi. E lavorare insieme, tutti e 27 uniti, potrebbe essere l’unica soluzione per poter garantire un vaccino una terapia a quasi 500 milioni di cittadini europei. L’Ue ha avviato una serie di tavoli con produttori e distributori di farmaci e anche con tutti gli attori politici che poi dovranno gestire possibili futuri accordi. L’idea è quella di fare accordi con i produttori dando agli Stati il diritto di acquistare un certo numero di dosi a un prezzo concordato. A finanziare il tutto sarà utilizzato l’Emergency support instrument.

Selezionare i partner

Sarà quindi lanciato un bando e quindi selezionate le compagnie che potranno supportare la produzione dei vaccini. Cosa non secondaria sarà anche mantenere un livello di distribuzione equo tra tutti i membri dell’Ue. Il mandato politico c’è e adesso bisognerà passare alla pratica e cercare coloro che potranno sostenere sforzi titanici da qui ai prossimi mesi. Ricordando le parole di Guido Rasi, attuale Direttore esecutivo Ema (con mandato in scadenza, tanto che il 25 giugno saranno previste nuove elezioni), le prime approvazioni in Europa dovrebbero arrivare entro i primi tre mesi del 2021. Sostanzialmente l’Ue avrà tra i sei e i nove mesi per mettere a punto le sue strategie.