Idrossiclorochina sì, idrossiclorochina no. La Fda decide di ritirare l’autorizzazione all’uso di emergenza

Secondo l'ente regolatorio americano non ci sarebbero significativi effetti antivirali contro Covid-19

Bronchiolite obliterante

Idrossiclorochina sì, idrossiclorochina no. Un dubbio che ha attanagliato la comunità scientifica per settimane tra abolizioni e riabilitazioni dei test. Dagli Usa arriva la notizia, intanto, che la Food and drug administration ha revocato l’autorizzazione all’uso d’emergenza dell’idrossiclorochina e della clorochina, farmaci antimalarici sperimentati per trattare l’infezione da Sars-Cov-2. E pensare che il presidente Usa Donald Trump aveva dichiarato di farne uso continuativo per prevenire Covid-19.

I nuovi dati

Gary Disbrow, direttore dell’agenzia biomedicale Barda aveva scritto alla Fda per avere chiarimenti in merito all’uso dei due medicinali. Il 15 giugno risponde Denise M. Hinton, capo del dipartimento scientifico dell’ente regolatorio: “La Food and drug administration revoca l’autorizzazione per l’uso d’emergenza della clorochina fosfato e idrossiclorochina solfato distribuite attraverso le riserve nazionali strategiche dal 28 marzo 2020. Lasciamo quindi concludere al Barda che questi medicinali non sono efficaci per trattare Covid-19 e i potenziali benefici non convincono rispetto ai rischi potenziali”. A quanto sembra, però, i medici potranno ricorrere comunque all’uso off-label e continuare a sperimentare i medicinali contro Covid-19. Infine, sempre la Fda, fa sapere che l’uso della clorochina per Covid-19 era stato approvato solo per le emergenze e quindi la fornitura donata da Bayer cesserà.

Il caso The Lancet

A scatenare una vera e propria tempesta nel mondo accademico e scientifico era stato un articolo di The Lancet secondo cui l’utilizzo di questi medicinali avrebbe potuto causare problemi cardiovascolari nei pazienti Covid. Nel giro di pochi giorni l’Organizzazione mondiale della sanità e le agenzie regolatorie nazionali (tra cui l’Aifa in Italia), avevano deciso di interrompere gli studi clinici per capirci di più. Risultato? L’articolo pubblicato si è rivelato inesatto, tanto che l’Oms a inizio giugno ha ripreso la sperimentazione all’interno del suo progetto Solidarity. “Come sappiamo il gruppo che segue lo studio Solidarity aveva deciso di fermare lo studio sull’idrossiclorochina a causa di alcune perplessità sulla sicurezza del medicinale. Una decisione presa in via precauzionale fino a nuova revisione dei dati. Ora – aveva spiegato il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – sulla base dei dati relativi al tasso di mortalità il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati del trial Solidarity ha affermato che non c’è motivo di modificare il protocollo”.