Blockchain e innovazione digitale per aumentare la visibilità lungo la filiera healthcare

Il digitale gioca un ruolo fondamentale non solo per ottimizzare e snellire i processi interni alle singole organizzazioni, ma soprattutto per una gestione integrata e sincronizzata dei processi interaziendali. *IN COLLABORAZIONE CON CONSORZIO DAFNE

Blockchain e innovazione digitale

L’importanza della visibilità lungo la filiera distributiva – Supply Chain Visibility nella letteratura internazionale – è un elemento ormai assodato, su cui vi è una trasversale e unanime convergenza, almeno sulla carta: dagli esperti accademici ai manager d’impresa, passando per i consulenti e i fornitori di soluzioni. Sebbene l’accezione sia ovviamente mutata ed evoluta nel corso degli anni, il nodo cruciale – perché fosse possibile tradurla in concreto, calandola nei processi interaziendali dall’empireo un po’ ovattato della speculazione teorica è da sempre riconducibile alla presenza di un leader di filiera capace alternativamente di assicurarsi la fiducia di tutti gli attori coinvolti, oppure di imporre l’adozione di queste pratiche al resto della filiera in virtù del proprio, preponderante, peso commerciale.

Reagire al cambiamento

Oggi più che mai è vivida e diffusa la consapevolezza di come sia cruciale – per ogni singola organizzazione, ma ancor più per un ecosistema di filiera nel suo complesso – potersi mettere nelle condizioni di reagire prontamente a cambiamenti improvvisi e imprevedibili che impattano (o si generano in) uno o più nodi della filiera stessa. In questo scenario, il Digitale gioca un ruolo fondamentale: non solo per ottimizzare e snellire i processi interni alle singole organizzazioni, ma soprattutto per porre le basi per una gestione integrata e sincronizzata dei processi interaziendali, coinvolgendo tutti i principali partner di filiera.

La “lezione” di Covid-19

L’emergenza Covid-19 – che tutti auspichiamo di esserci lasciati alle spalle nella sua forma più tragica e acuta – non ha fatto altro che enfatizzare criticità già presenti in molti comparti e accelerare processi di mutazione quasi sempre già in corso. Non fa eccezione la filiera della Salute, nel suo complesso più di altre sotto i riflettori in questi mesi. In particolare, il tema delle carenze e indisponibilità di farmaci e dispositivi medici – o, più in generale, di prodotti healthcare – è tornato a occupare le prime pagine dei giornali.

Carenze e indisponibilità di farmaci

Il fenomeno “Carenze e indisponibilità” è un problema serio, che non nasce certo oggi a fronte dell’epidemia e che non riguarda solo l’Italia. Il tema è di estrema attualità, ma non per questo scevro dal rischio di fraintendimenti e incomprensioni, anche solo terminologiche. Riprendendo dal sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che proprio per fronteggiare questo fenomeno ha istituito task force ad hoc, si chiarisce che:

  • per “carente” si intende un medicinale non reperibile sull’intero territorio nazionale, in quanto è temporaneamente impossibile assicurarne una fornitura appropriata e continua;
  • per “indisponibile” si intende un medicinale momentaneamente non reperibile in una determinata area, tipicamente a causa di distorsioni delle dinamiche distributive.

Nuove soluzioni

Il Consorzio DAFNE sta mettendo a disposizione le proprie competenze nell’ideazione e progettazione di soluzioni inter-organizzative, di ecosistema, con l’obiettivo di ipotizzare una soluzione che, sfruttando le nuove tecnologie oggi disponibili, possano fornire un supporto concreto – tanto alle istituzioni quanto alle aziende della filiera – nella gestione di questa problematica, preservando l’opportuna riservatezza dei dati e redistribuendo in modo equo e opportuno costi e benefici.

L’obiettivo è permettere ad Aifa di disporre di uno strumento aggiuntivo nel presidio del fenomeno, che le consenta di poter accedere a una completa visibilità della disponibilità di farmaci sul territorio nazionale, rispettivamente in stock presso l’azienda farmaceutica e nella rete distributiva, per area geografica. Dati da incrociare, poi, con le prescrizioni/dispensazioni, in modo da avere un quadro il più ampio e completo possibile dell’effettivo stato della rete distributiva per singolo Aic (ossia, per singolo codice prodotto).

La distribuzione come “servizio pubblico”

Al contempo, grazie alla visibilità – opportunamente aggregata e “anonimizzata” – sulla situazione della rete, anche la filiera distributiva stessa potrà intraprendere azioni di adeguamento mirate e circostanziate, potendo contare su una base informativa oggettiva, robusta e periodicamente aggiornata. Non va dimenticato, infatti, che il settore healthcare è mosso da principi fondamentali peculiari: la distribuzione – tanto all’ingrosso quanto al dettaglio – è da considerarsi “servizio pubblico”, che ha come fine ultimo la tutela della salute pubblica e del singolo cittadino, garantendo disponibilità e accessibilità dei prodotti healthcare sul territorio nazionale in accordo con l’approccio universalistico del nostro Ssn.

Blockchain e innovazione digitale

Le più recenti tecnologie hanno aperto numerose possibilità che, sapientemente combinate con strumenti e infrastrutture di collaudata affidabilità e sicurezza, permettono di prescindere da attori che debbano fare da garanti – nell’identificazione dei quali spesso ci si incarta – consentendo di poter realizzare iniziative di portata sistemica anche realmente “disruptive”. Basti pensare alle logiche Blockchain & Distributed Ledger, eventualmente corredate da sistemi di crittografia a chiavi asimmetriche, che assicurano ontologicamente la garanzia di anonimato e di sicurezza senza la necessità di individuare una “terza parte fidata” che detiene le informazioni e ne garantisce l’accessibilità ai singoli attori secondo gli accordi definiti.

“Promuovere l’innovazione digitale e la collaborazione di filiera come strumenti per migliorare efficacia ed efficienza dell’ecosistema healthcare nel suo complesso – e delle sue dinamiche distributive, in particolare – da sempre rappresenta la ragion d’essere del Consorzio DAFNE”, sottolinea Daniele Marazzi, consigliere delegato del Consorzio DAFNE.

A cura di Consorzio Dafne

 

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