L’allarme dei veterinari: “La vendita illegale online di farmaci è in aumento”

Il presidente dell’Anmvi, Marco Melosi, chiede l’intervento del ministero della Salute: “Il lockdown ha amplificato il problema e siti oscurati sono tornati attivi”. Allerta anche su compravendite che eludono l’obbligo della ricetta elettronica

allarme dei veterinari

Il lockdown ha rilanciato il commercio illegale di farmaci per gli animali. È l’allarme dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) che, tramite il suo presidente Marco Melosi, chiede l’intervento del ministero della Salute. L’allerta riguarderebbe anche casi di elusione dell’obbligo di ricetta elettronica e di “compravendite anteposte alla prescrizione”. A darne notizia è un comunicato stampa dell’Anmvi.

L’allarme dei veterinari

“Riteniamo urgente un intervento del ministero della Salute, accelerando quelle misure che sono già allo studio del ministero  e adottando ogni altra iniziativa ritenuta opportuna ed efficace”, afferma Melosi in una lettera inviata alla Direzione generale della Sanità animale e Farmaci veterinari (Dgsaf) del dicastero di Lungotevere Ripa.

“L’emergenza Covid-19, con il ricorso generalizzato all’e-commerce dettato dalle restrizioni della mobilità, ha amplificato il problema –  spiega il presidente Anmvi –  rivitalizzando comportamenti illeciti tutt’ora in atto”. Durante il lockdown, “sono tornati attivi sul web siti commerciali, già oscurati dopo segnalazione alla Dgsaf per vendite illegali di farmaci veterinari. Si tratta – sottolinea Melosi – di prodotti regolarmente dotati di Aic, ma acquistabili solo su prescrizione veterinaria e/o attraverso distributori autorizzati fra i quali non possono certamente rientrare siti web abusivi”.

Comportamenti scorretti

In questi mesi, secondo Anmvi, si sarebbero anche verificate anomale modalità di acquisto “a distanza”, elusive la Rev (Ricetta elettronica veterinaria) o comunque idonee ad alterare la corretta sequenzialità della tracciabilità che subordina l’atto di vendita all’utente finale all’avvenuta emissione di Rev nel preposto sistema informativo. “Vanno ricondotti a questa casistica – afferma Melosi- anche i comportamenti di cittadini e farmacisti che pospongano all’atto di compravendita di un dato farmaco veterinario la richiesta della Rev al medico veterinario”.

Melosi suggerisce l’adozione “immediata” di iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini, “dovendo constatare che, alla base di numerosi illeciti, persistono disinformazione e inconsapevolezza rispetto al valore sanitario della prescrizione veterinaria, spesso derubricata ad inghippo burocratico alla compravendita e non intesa come atto medico veterinario con valore decisionale nella scelta terapeutica”.

Rischi per la salute

Per il presidente dell’Anmvi a compravendita illegale di medicinali veterinari via web e a distanza “continua a rappresentare una delle più gravi minacce alla salute animale, all’antibiotico-resistenza, alla tracciabilità dei medicinali veterinari e alle prerogative professionali del medico veterinario”.

Gli sforzi dei veterinari

L’emergenza (e il distanziamento sociale) hanno dimostrato il valore aggiunto delle prescrizioni dematerializzate. Tuttavia, conclude Melosi, “la persistenza di comportamenti elusivi o illeciti, non ripaga gli sforzi organizzativi compiuti dai medici veterinari per aderire al sistema della tracciabilità informatica, con la legittima aspettativa di trarne un rafforzamento del proprio ruolo professionale”.