Csl Behring acquisisce i diritti della terapia genica per l’emofilia B di uniQure

Il programma AMT-061 (etranacogene dezaparvovec), attualmente in fase III di sperimentazione clinica, potrebbe essere una delle prime terapie geniche a fornire benefici potenzialmente a lungo termine ai pazienti con emofilia B

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Csl Behring si inserisce nella corsa allo sviluppo di una terapia genica per l’emofilia B, con l’acquisizione dei diritti di licenza globali esclusivi per commercializzare un programma (AMT-061) sviluppato da uniQure, azienda leader in terapie geniche. Il programma AMT-061 (etranacogene dezaparvovec), attualmente in fase III di sperimentazione clinica, potrebbe essere una delle prime terapie geniche a fornire benefici potenzialmente a lungo termine ai pazienti con emofilia B.

Cosa prevede l’accordo

In base all’accordo, alla chiusura della transazione Csl Behring avrà il diritto globale esclusivo di commercializzare AMT-061. uniQure invece riceverà un pagamento in contanti anticipato di 450 milioni di dollari statunitensi, seguito da pagamenti e royalties al raggiungimento di pietre miliari regolatorie e commerciali. Secondo i termini dell’accordo, uniQure completerà il trial di Fase III e aumenterà la produzione per la fornitura commerciale anticipata, secondo un piano concordato con CSL Behring. La transazione è soggetta alle consuete autorizzazioni regolatorie prima di considerarsi chiusa.

La terapia genica per l’emofilia B

Etranacogene dezaparvovec o AMT-061, è costituito da un vettore virale adeno-associato 5 (Aav5),  che trasporta un filamento genico della variante di Padova (protetta da brevetto) del Fattore IX (FIX-Padua). È stato dimostrato che le terapie geniche basate su Aav5 sono sicure e ben tollerate in molti studi clinici, tra cui quattro studi uniQure condotti su 25 pazienti con Emofilia B e altre indicazioni. Nessun paziente trattato in studi clinici con le terapie geniche basate su Aav5 di uniQure ha sviluppato una risposta immunitaria citotossica al capside mediata da cellule T. Inoltre, i dati preclinici e clinici mostrano che le terapie geniche basate su Aav5 possono essere clinicamente efficaci anche nei pazienti con preesistenti anticorpi contro Aav5, aumentando così potenzialmente l’eleggibilità del paziente al trattamento rispetto ad altri prodotti candidati per la terapia genica.

Un trattamento una tantum

Le persone affette da emofilia B sono carenti di una proteina della coagulazione del sangue chiamata fattore IX (FIX). Una dose di AMT-061 ha dimostrato di aumentarne i livelli plasmatici a un livello che riduce o elimina il rischio di eventi emorragici per molti anni. Se AMT-061 dovesse avere successo, i pazienti affetti da emofilia B – che possiedono idonei requisiti – sarebbero in grado di sottoporsi a un trattamento una tantum. Per ripristinare l’attività del FIX a livelli funzionali tali da eliminare la necessità di frequenti e continue terapie sostitutive.

I risultati della terapia genica per l’emofilia B

Nel dicembre 2019, uniQure ha annunciato che i dati emersi dal suo studio di Fase IIb di conferma della dose di AMT-061 hanno mostrato che tutti i pazienti hanno stabilizzato e aumentato l’attività del FIX a livelli funzionalmente elevati un anno dopo una singola dose. Con aumenti dell’attività del FIX fino al 50% del normale ed una media del 41%. Questi livelli superano quelli normalmente considerati sufficienti ad eliminare o ridurre significativamente il rischio di eventi emorragici.

Dati incoraggianti

Secondo l’Executive Vice President di Csl Behring, capo della ricerca e sviluppo e Chief Medical Officer Bill Mezzanotte, “i dati che abbiamo visto su AMT-061 sono estremamente incoraggianti. Questa opzione terapeutica non solo ha dimostrato una risposta clinicamente significativa nell’attività del FIX, ma ha anche mostrato un’eccellente sicurezza anche dopo vari anni di osservazione”.

Risorse da reinvestire

“Riteniamo che, grazie a questo accordo, siamo nella posizione ideale per offrire la nostra terapia genica innovativa al maggior numero di pazienti con emofilia B il più rapidamente possibile” ha affermato Matt Kapusta, Amministratore Delegato di uniQure. “La transazione rappresenta un’importante pietra miliare nello sviluppo dell’etranacogene dezaparvovec. Una volta chiusa, prevediamo che fornirà a uniQure risorse finanziarie significative per far avanzare ed espandere la nostra pipeline di nuovi potenziali prodotti per la terapia genica, primo fra tutti AMT-130 per la cura della malattia di Huntington, oltre a consentirci di investire ulteriormente nella nostra eccezionale piattaforma produttiva e tecnologica”.

Portafoglio di terapia genica in crescita

Questa acquisizione migliorerà anche le capacità di Csl Behring nel far crescere il proprio portafoglio di terapia genica. La società sta attualmente sviluppando una terapia genica con cellule staminali (CSL200) per il trattamento dell’anemia falciforme e ha recentemente stabilito un’alleanza con il Seattle Children’s Research Institute per sviluppare una terapia genica con cellule staminali per le immunodeficienze primitive, un’altra area di malattie rare in cui CSL Behring ha grandi competenze.

“Dopo l’approvazione, questa terapia di nuova generazione sarà complementare al nostro attuale portafoglio di prodotti ‘best-in-class’ per l’emofilia B con un’opzione di trattamento alternativa a sua volta ‘best-in-class” ha affermato Paul Perreault, Ceo e Amministratore Delegato di Csl. “Con la licenza di AMT-061, stiamo ampliando la nostra offerta di terapie volte ad offrire innovazioni salvavita nell’ematologia dove, oggi, offriamo già un prodotto leader di mercato per l’emofilia B”