I cinque maggiori accordi aziende-Stati per affrontare l’emergenza Covid

Sono state siglate più di 400 intese strategiche nella battaglia contro Sars-Cov-2 negli ultimi sei mesi. Se parliamo poi di finanziamenti alla ricerca domina il Barda americano per quantità di denaro investito

farmaci innovativi

Sulla bocca di tutti c’è ancora il retrogusto dell’accordo pubblico-privato di più di un miliardo di dollari tra il Barda statunitense e Astrazeneca. Da parte sua l’Ue ha firmato con Astrazeneca, ma non è stata resa nota la cifra messa sul tavolo, così come non si hanno ancora novità sulla negoziazione con Johnson&Johnson. Insomma gli Stati non si alleano solo tra di loro, ma scelgono sempre più interlocutori privati, soprattutto adesso che c’è bisogno di trovare una cura o un vaccino. A dominare la scena internazionale sono gli Usa che attraverso le sue molteplici agenzie e dipartimenti ha finanziato, a vario titolo, una serie di esperimenti e progetti di ricerca.

Gran numero di accordi

Come scrive Pharmashots, Chris Dokomajilar dell’agenzia di ricerca californiana DealForma, ha raccolto un po’ di dati e messo insieme le informazioni sugli accordi più importanti degli ultimi sei mesi (fino al 25 giugno 2020). In totale sono stati siglati 403 accordi di cui 107 tra aziende biofarmaceutiche, 88 tra società e governi, istituzioni e fondazioni, 61 tra aziende e università, 60 all’interno del mondo medtech e 33 tra enti universitari e accademici. Di seguito gli accordi più pesanti dal punto di vista della transazioni e finanziamenti al momento noti.

Astrazeneca-Barda: 1,2 miliardi

L’accordo del 21 maggio prevede un finanziamento di 1,2 miliardi di dollari per la ricerca di un vaccino. Nell’accordo rientrano anche lo Jenner Institute della Oxford University che lavora con l’Oxford vaccine group con l’importante contributo italiano della Irbm di Pomezia. Sono promesse circa 400 milioni di dosi di vaccino che potrebbero arrivare a un miliardo.

Johnson&Johnson-Barda: 1 miliardo

Al secondo posto, di poco, si inserisce l’accordo dell’11 febbraio tra J&J e Barda con in ballo un miliardo. Come per Astrazeneca, anche J&J si avvarrà del finanziamento per portare avanti, in partnership proprio col Barda, la sua ricerca di un vaccino i cui studi clinici dovrebbero iniziare a settembre 2020. Il lancio dovrebbe essere previsto per l’inizio del 2021. Non è escluso, comunque, che la cifra di partenza possa essere gonfiata con ulteriore liquidità se la situazione lo richiederà.

Phlow-Barda: 800 milioni

Un terzo accordo, siglato il 19 maggio, vede il Barda affiancare la società americana Phlow per la produzione di 1,6 milioni di dosi di cinque medicinali generici per prevenire Covid-19. Tra questi ci sono sedativi, antidolorifici e antibiotici. Phlow ha ricevuto, come afferma Pharmashots, 354 milioni subito, mentre altri 458 sono previsti in un secondo momento.

Emergent Biosolutions-Hhs: 680 milioni

Al quarto posto c’è sempre un accordo americano siglato il primo giugno, ma che stavolta vede insieme l’Hhs, ossia il Dipartimento di salute pubblica degli Usa (il Barda ne è un’agenzia affiliata con una sua indipendenza, anche finanziaria) e Emergent Biosolutions. I 680 milioni attengono anche in questo caso alla produzione di un vaccino. Del totale, 542 milioni sono stati pagati subito e altri 85 arriveranno in una seconda tranche.

Moderna-Barda: 480 milioni

Con 480 milioni di dollari c’è Moderna, l’azienda che tutti hanno imparato a conoscere quando ancora l’epidemia era ancora in Asia in quanto è stata una delle prime a mettersi all’opera alla scoperta di un vaccino. L’accordo con Barda del 16 aprile nella realtà dei fatti è un contributo che l’agenzia statale ha messo a disposizione della compagnia.