Il mercato delle Big del pharma aumenta di valore, più 50 miliardi nel primo semestre 2020

Nonostante ancora non ci siano risultati tangibili, le ricerche su vaccini e terapie contro Covid-19 hanno fatto aumentare il valore di alcune società. Gilead, Astrazeneca e Moderna su tutte.

Alnylam in borsa

Il mercato delle Big del pharma aumenta e non di poco. Secondo i dati dell’agenzia di analisi finanziaria norvegese AksjeBloggen e ripresa da Business Insider Usa, nei primi sei mesi dell’anno le grandi multinazionali del farmaco hanno aumentato il proprio valore di mercato di oltre 50 miliardi di dollari. A influire è stata soprattutto la corsa a un vaccino o terapia contro l’infezione da Sars-Cov-2.

Segno più per Gilead

Secondo i dati, tra le aziende che hanno lasciato il segno sui mercati azionari e non solo c’è Gilead. Il valore di mercato è salito di 15,7 miliardi di dollari e infatti, come ha scritto sul numero 177 del magazine, l’azienda californiana nei primi tre mesi aveva retto meglio di altre società in Borsa (insieme a Diasorin). A gennaio 2020, da sola, Gilead valeva 79 miliardi, due mesi dopo era arrivata a 101 miliardi (+30%). A pesare sono stati gli studi sulle formulazioni anti Covid-19 di remdesivir.

La sfida di Moderna e Astrazeneca

Una delle prime a mettersi all’opera per trovare un vaccino è stata Moderna. Dopo Gilead è l’azienda che ha subito il maggior impatto positivo dalla pandemia arrivando a un valore di 22,2 miliardi. A gennaio era a “soli” 6,7 miliardi e a fine giugno è salito di oltre 15 miliardi (15,5). Un salto addirittura superiore a un altro gigante del farmaceutico mondiale, Astrazeneca. Il gruppo anglo-svedese ha segnato +12,2 miliardi passando da 130 miliardi a 140 in termini di valore assoluto. Il 13 maggio, però, erano stati toccati ai 145 miliardi non appena dato l’annuncio dell’accordo con l’università di Oxford per lo sviluppo di un vaccino.

Roche, Sanofi, Novavax e altri

Più limitati, invece, gli aumenti di Roche, Sanofi e BioNTech. Quasi quattro miliardi per l’azienda di Basilea, 2,2 per la francese Sanofi e 1,8 per la terza. Si vuole però ricordare anche Novavax. A tal proposito, come ha scritto sempre Belletti, nonostante la startup americana non avesse fino ad aprile prodotti sul mercato, dopo l’annuncio di uno studio su un vaccino contro il coronavirus, ha più che triplicato la propria capitalizzazione di borsa (con il prezzo di una singola azione passato dai 4,5 dollari di inizio anno ai 16 dollari di ne febbraio), assestandosi su un valore superiore ai 10 dollari.