Medicina territoriale: sette punti per ripartire dopo l’emergenza

Un appello congiunto di Assogenerici, Cittadinzattiva, Fimmg e Simg per la riorganizzazione dei servizi, la continuità terapeutica e il trattamento delle cronicità

medicina territoriale

Medici di famiglia, industria dei generici e cittadini indicano la rotta per medicina territoriale post-Covid. A partire da riorganizzazione dei servizi, continuità terapeutica e trattamento delle cronicità. E lo fanno con un appello congiunto lanciato da Assogenerici, Cittadinanzattiva, Fimmg e Simg sul bisogno di un ritorno alla normalità dell’assistenza territoriale.

Sette punti per la medicina territoriale dopo Covid-19

L’appello è articolo in sette punti, definiti dalle quattro organizzazioni come “necessità ed evidenze per la ripartenza della medicina territoriale”. Eccoli:

  1. L’importanza della medicina generale. L’affanno del Servizio sanitario nazionale durante l’emergenza Covid-19 ha mostrato a tutti la necessità di investire maggiormente sul territorio, sulle cure primarie e soprattutto sulla medicina generale, affiancandole risorse umane e tecnologiche necessarie ad amplificare e sistematizzare la sua azione di prevenzione, iniziativa, assistenza alla cronicità, supporto alla non autosufficienza, alla terminalità e alle piccole acuzie, che si è rivelata preziosa durante la crisi pandemica.
  2. L’urgenza di ripartire dall’assistenza territoriale. Dopo due mesi di lockdown molti pazienti hanno iniziato ad accedere nuovamente agli studi dei Mmg, nonostante le regole restrittive per le visite non siano mutate e prevedano comunque un appuntamento ed una prima valutazione telefonica, tranne che per i casi gravi indifferibili. In vista della progressiva ripresa delle attività di assistenza – specie in relazione alla necessità di avvio anticipato delle procedure per la vaccinazione antinfluenzale estesa –è indispensabile mettere i MMG nelle condizioni ottimali per la ripresa delle normali attività di assistenza nel territorio. Per questa ragione è stato essenziale il ruolo dei protocolli diffusi dalle organizzazioni della medicina generale a supporto dei professionisti sanitari.
  3. Nuovi strumenti per la continuità assistenziale. Telemedicina e ricetta dematerializzata sono strumenti indispensabili per l’attività del Mmg: non servono a sostituire il consulto o la visita di persona bensì, ad esempio, a garantire al malato cronico la continuità assistenziale di cui ha bisogno. È indispensabile implementare la sanità territoriale migliorando l’utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici disponibili, anche per valorizzare la qualità del tempo dedicato al contatto diretto con il paziente.
  4. Investimenti e risorse. L’ultima legge di Bilancio ha stanziato 235 milioni di euro, per l’acquisto di strumenti di piccola diagnostica ad uso della medicina generale: fondi ripartiti ma ancora non utilizzati da parte delle Regioni. È necessario accelerare l’acquisizione da parte degli ambulatori dei Mmg di tutti quegli strumenti afferenti alla diagnostica di primo livello(ECG, ABPM, Holter, Ecografia generalista, Spirometria…) che saranno sempre più indispensabili per far fronte alla crescente domanda di salute, in particolare per la presa in carico del paziente cronico.
  5. Ampliamento dell’apparato farmaceutico dei medici di medicina generale. Permettere ai Mmg la prescrizione dei nuovi trattamenti per importanti patologie croniche, come la fibrillazione atriale e il diabete, è indispensabile per potenziare l’assistenza territoriale, consentendo al professionista liberamente scelto dal paziente di svolgere al meglio la propria attività assistenziale, diminuendo il carico di lavoro che oggi pesa impropriamente sulle strutture ospedaliere.
  6. Il ruolo dei farmaci generici e la nuova governance del farmaco. Lo strumentario farmaceutico a disposizione dei professionisti sanitari durante l’emergenza Covid è stato in gran parte costituito da farmaci fuori brevetto che hanno permesso di fronteggiare al meglio l’emergenza offrendo soluzioni tempestive anche laddove l’approvvigionamento è risultato più complesso. Per questa ragione serve un ripensamento profondo della dinamiche di governo dei farmaci a partire dalla riforma della governance. Questa deve ripartire al più presto dalla revisione dei tetti di spesa, delle forme di distribuzione di diverse categorie di farmaci fuori brevetto e dai meccanismi di prezzo e rimborso, puntando a riportare nell’armamentario del Mmg e nella rete territoriale delle farmacie tutti i prodotti che ne sono stati finora artificiosamente esclusi, garantendo il più ampio e facile accesso dei pazienti alle cure di cui necessitano.
  7. Formazione e informazione per la medicina generale. I protocolli organizzativi adottati dagli ambulatori dei Mmg per la ripresa post emergenza prevedranno anche regole adeguate per la ripresa delle attività di informazione scientifica sul farmaco, attività che dovrà essere adeguatamente valorizzata anche nell’ambito del percorso di aggiornamento continuo previsto per la professione medica.

Il punto di vista dei cittadini

“Sappiamo tutti che in questi anni il Ssn – commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – è stato colpito da tagli, disinvestimenti, mancanza di programmazione: sono stati chiusi ospedali e tagliati posti letto ma ci si è dimenticati di dotare il territorio degli strumenti che gli erano stati promessi. Per questo è indispensabile ripartire da queste carenze, ormai cronicizzate, puntando a potenziare e qualificare la medicina di territorio e le prestazioni della medicina generale. Il medico di famiglia è un presidio fondamentale del Ssn, e il suo ruolo  – conclude Gaudioso – va ripensato rendendo davvero centrale il rapporto privilegiato che ha con i cittadini, favorendo una sanità davvero di prossimità e territoriale”.

Focus sui farmaci

Per quanto riguarda i farmaci, Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, ritiene una priorità mettere a disposizione dei medici di famiglia “tutti i farmaci necessari a far fronte alla crescente domanda di salute, in particolare per la presa in carico del paziente cronico”, e considera urgente anche “accelerare l’acquisizione da parte dei Mmg degli strumenti per la diagnostica di primo livello”.

Secondo Claudio Cricelli, presidente della Simg, merita attenzione anche il tema dell’informazione scientifica: “Va data qualità al tempo dedicato all’informazione scientifica sul farmaco che dovrà contare su regole adeguate per la ripresa e dovrà soprattutto essere valorizzata anche nell’ambito del percorso di aggiornamento continuo previsto per la professione medica”.

Il ruolo degli equivalenti

Enrique Häusermann, presidente Assogenerici, ricorda il ruolo che i farmaci equivalenti hanno giocato durante l’emergenza: “I farmaci fuori brevetto offrono una concreta risposta terapeutica alle patologie croniche più diffuse nella popolazione. Ma i farmaci fuori brevetto sono stati lo strumento indispensabile per la gestione dei pazienti durante i mesi più bui dell’emergenza Covid-19, sia all’interno degli ospedali che nel territorio”.

Governance del farmaco

Secondo Häusermann l’esperienza Covid può servire da lezione: “Ha dimostrato ancora una volta che è necessario un ripensamento profondo della dinamiche di governo dei farmaci a partire dalla riforma della governance che deve prevedere al più presto la revisione dei tetti di spesa, dei meccanismi di prezzo e rimborso e soprattutto delle forme di distribuzione di diverse categorie di farmaci fuori brevetto, puntando a riportare nell’armamentario del Mmg e nella rete territoriale delle farmacie tutti i prodotti che ne sono stati finora artificiosamente esclusi È stato fatto – ricorda il presidente di Assogenerici – un importante passo avanti pochi giorni, fa estendendo ai Mmg la possibilità di prescrivere i nuovi anticoagulanti orali per la fibrillazione atriale non valvolare. Ora – conclude Häusermann – bisogna andare avanti sugli anti-diabetici e i prodotti per la Bpco, garantendo il più ampio e facile accesso alle cure per tanti malati”.