Regioni in Piano di rientro: per i farmaci si spende di più

L’agenzia presenta un report che valuta le azioni messe in campo da Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia. Focus su differenze di spesa con le Regioni “virtuose” e disomogeneità degli interventi attuati

regioni in piano di rientro

Le Regioni in Piano di rientro spendono di più per i farmaci. È il dato che emerge del “Rapporto sulle politiche di assistenza farmaceutica attuato dalle Regioni in Piano di rientro” presentato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Una fotografia che valuta, sotto diversi profili, la politica farmaceutica di Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia.

Acquisti diretti

Una capitolo del report è dedicato al confronto tra Regioni in Piano di rientro (Pdr) e le altre, relativamente alla spesa pro capite sia per i medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie che per quelli usati sul territorio tramite la farmaceutica convenzionata.

Per quanto riguarda gli acquisti diretti, i dati mostrano, per le Regioni in Pdr, una spesa pro capite maggiore, un consumo più basso e un prezzo medio superiore rispetto a quelli riportati dalle Regioni più “virtuose”.

La spesa media pro capite per il2016 dei medicinali acquistati direttamente dalle strutture pubbliche ammonta a 14,99 euro per le Regioni non in PdR e a 16,33 euro per le altre, evidenziando una differenza di 1,64 euro tra le categorie regionali. Nel 2018, invece, si sono registrati rispettivamente valori di 14,86 e di 16,82 euro, che mostrano un lieve incremento dello scarto per il periodo considerato.

La differenza registrata nel confronto tra i prezzi medi è più marcata: nel 2018 una confezione di medicinali del Pht costa in media 48,18  euro nelle Regioni in Pdr e e 34,98 nelle altre.  Il consumo medio delle Regioni in Pdr è invece inferiore: 3,63 dosi giornaliere contro le 4,22 delle Regioni virtuose nel 2016 (e lo scarto aumenta di 0,7 dosi nel 2018).

Tuttavia, sottolinea il report, “il trend delle curve della spesa e dei consumi, per le due categorie regionali, sembrerebbe indicare una sostanziale sovrapponibilità, evidenziando un’omogeneità territoriale del fabbisogno farmaceutico, che rende inevitabile l’effettivo acquisto dei prodotti”. Dunque gli andamenti diversi dei due gruppi di Regioni sarebbero attribuibili “all’effettivo espletamento delle gare di acquisto e all’utilizzo del canale distributivo più vantaggioso”.

Spesa convenzionata

Anche sul fronte dell’assistenza convenzionata, la spesa pro capite dei medicinali erogati è maggiore nelle Regioni in Pdr. Nel 2016 la spesa pro capite per questi medicinali è pari a 13,21 euro per le Regioni non in PdR e di 16,86 euro per le altre, con una differenza pari a 3,64 euro. Nel 2018, invece, vengono rispettivamente registrati valori di 12,71 e di 15,88 euro.

“In questo caso  – sottolinea il report – si registrano spesa, consumi e prezzo superiori per le Regioni in Pdr, presumibilmente riconducibili a un diverso atteggiamento dei medici prescrittori e a una maggiore necessità sanitaria”.

Nell’ambito della convenziata, le Regioni non in Pdr consumano in media 28,23 dosi giornaliere contro le 32,21 dosi delle altre Regioni. Il prezzo medio è più basso nelle Regioni virtuose: 9,10 contro 9,33 euro (dati 2018).

Le priorità

Il rapporto Aifa passa in rassegna i “Programmi operativi” attuati dalle Regioni in Piano di rientro nel periodo 2016-2018. Nel complesso, le Regioni si sono “maggiormente concentrate sul tema della razionalizzazione della spesa e in modo particolare sul potenziamento del monitoraggio prescrittivo e sulla promozione delle procedure di acquisti centralizzati attraverso la definizione di fabbisogni regionali. Altrettanto importante – spiega Aifa – è stata considerata la gestione del canale distributivo da utilizzare per garantire l’accesso al farmaco, nell’ottica della continuità ospedale‐territorio”.

Magrini: “Aifa vuole supportare sempre più le Regioni”

“Sono orgoglioso di poter presentare questo rapporto – commenta il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini – che si inserisce tra le attività dell’Aifa a supporto delle Regioni nell’ambito della governance della spesa e dell’assistenza farmaceutica e che anticipa il consueto rapporto annuale OsMed sull’impiego dei medicinali in Italia”. Fondamentale per dg il dialogo con le Regioni: “L’Agenzia – assicura Magrini – intende sempre più agevolare lo scambio di informazioni con e tra le Regioni e supportarle con un feedback continuo sui loro andamenti di spesa e consumi farmaceutici, così che possano meglio tarare le scelte previsionali e manageriali, nel rispetto della sostenibilità del nostro Ssn”. Un Servizio sanitario che, conclude Magrini,  “mai come in questa emergenza pandemica si è dimostrato prezioso nella sua componente universalistica, unitaria e soprattutto centralizzata”.