Se il Regno Unito cerca l’Ue per una collaborazione sui vaccini anti-Covid

L'obiettivo è quello di trovare un'intesa prima dell'addio definitivo del prossimo anno. In questo modo la forza negoziale delle due parti sarebbe tale da avere qualche margine di vantaggio sugli Usa

Nonostante Brexit, i negoziati sfinenti e gli attriti tra Londra e Bruxelles, qualcosa si muove nelle segrete stanze delle cancellerie tra le due sponde della Manica. Prima che scatti la definitiva rottura tra le parti e la Gran Bretagna dica addio dal 2021 al mercato unico e al sistema regolatorio di approvazioni dei farmaci (infatti la Mhra nazionale ha già implementato il suo sistema in vista del prossimo gennaio), si sta cercando un accordo per l’acquisto dei vaccini anti-Covid.

Alla ricerca di un’intesa

Che ormai da soli non si vada lontano è chiaro a tutti, soprattutto dopo il blitz degli Usa che si sono comprati tutte le scorte di remdesivir fino a settembre. Per evitare di restare ulteriormente indietro, l’ipotesi di un’alleanza o, almeno, di un’intesa per avere maggiore forza contrattuale sulle dosi da vaccino da comprare, appare come la soluzione più logica. Dalla Commissione Ue fanno sapere che il dialogo sta proseguendo, ma che è ancora presto per definire i termini della cooperazione. Anche Ursula von der Leyen, presidente dell’esecutivo europeo, ha accennato che un numero significativo di leader internazionali è stato contattato per fare massa critica e collaborare per avere a disposizione un vaccino nel più breve tempo possibile. L’Ue intende spendere miliardi e se anche Londra dovesse unirsi, le possibilità di avere prima di altri una possibile cura aumenterebbero.

Isolare gli Usa?

La sensazione è che da qualche mese il processo di isolamento degli Stati Uniti si sia accelerato. Mentre i capi di Stato e di Governo di mezzo mondo dialogano tra loro per fare fronte comune, Washington predilige la linea solitaria. Il presidente Donald Trump vuole mostrare i muscoli e lo fa per due motivi. Un po’ per portare avanti l’idea di un’America nuovamente grande (parafrasando il suo motto elettorale nel 2016), un po’ per fare quadrato tra i suoi elettori in vista dell’appuntamento elettorale di novembre 2020. Dall’altra parte, inoltre, c’è la Cina che sta allungando i tentacoli per coprire i vuoti economici e diplomatici che gli Usa stanno lasciando sul terreno (Africa e Asia in primis, ma anche Centro America). In questo contesto, portare dalla propria parte la Gran Bretagna potrebbe essere una vittoria diplomatica molto importante per l’Ue. Gli States sono il primo partner bilaterale del Regno Unito e sullo scacchiere internazionale, un’intesa di questo tipo isolerebbe ancora di più gli Usa garantendo, forse, qualche margine di vantaggio all’Europa.