Health technology assessment: la Sihta propone un’agenzia nazionale

L'appello della società scientifica in un position paper: "L’attuale architettura del sistema che dovrebbe occuparsi di Hta non è stata in grado di rendere disponibile questo importante strumento al decisore politico-istituzionale e manageriale”

health technology assessment

Serve un’agenzia nazionale di Health technology assessment (Hta). Per valutare l’impatto delle nuove tecnologie. Per innovare senza minare la sostenibilità. Per rendere il Servizio sanitario nazionale (Ssn) più efficiente e “accessibile” ovunque. A lanciare l’idea è la Società italiana di Hta (Sihta), attraverso un suo position paper che anticipa alcuni temi del XIII congresso nazionale in programma a ottobre.

Sistema da rivedere

“Anche dall’Oms l’Hta è ritenuto tra gli strumenti fondamentali per garantire sostenibilità, qualità e accessibilità dei servizi sanitari universalistici come ancora oggi dobbiamo essere grati di avere in Italia. Va detto però che l’attuale architettura del sistema che dovrebbe occuparsi di Hta non è stata in grado di rendere disponibile tale importante strumento al decisore politico-istituzionale e manageriale”, piega Pietro Derrico, presidente della Sihta  e responsabile della Funzione tecnologie ed Unità di Ricerca Hta and Safety dell’Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Un’agenzia per l’health technology assessment

Un’agenzia nazionale ad hoc dovrebbe coinvolgere i diversi attori del sistema, spiega la Sihta in una nota: “Dagli ospedali, la cui esclusione dai processi di Hta abbiamo da sempre ritenuto essere un errore, alle società scientifico-professionali, fino ai produttori di ‘tecnologie’, superando un certo ostracismo nei confronti di questi ultimi che al contrario, devono diventare attori coinvolti, impegnati, leali e proattivi di questo sistema, con l’obiettivo di rendere sempre più sostenibile per il Ssn l’innovazione tecnologica realmente efficace”.

Disarmati di fronte a Covid-19

Un’Hta più efficiente sarebbe stata un alleato prezioso dei sistemi sanitari colpiti dalla pandemia. “La multidisciplinarità e la multiprofessionalità che stanno alla base del metodo Hta – commenta Derrico – avrebbero potuto dare un contributo notevole alla gestione dell’emergenza. Tuttavia, l’attuale sistema di Hta ha dimostrato, attraverso un silenzio assordante, di essere completamente disarmato di fronte a questa crisi”. Soprattutto perché un vero e proprio ecosistema di Hta permetterebbe, secondo gli esperti, di utilizzare criteri robusti e trasparenti per l’allocazione delle risorse e l’ottimizzazione degli investimenti. Sfida cruciale in vista dell’arrivo di nuovi fondi per la sanità.

IL DOCUMENTO