Una “libreria” di anticorpi contro Covid-19, parte il progetto finanziato da Regione Lombardia

A vincere il bando di 500 mila euro è stato il consorzio composto da Genomnia, Aoup e Scuola Normale di Pisa e Fondazione Ebri Rita Levi Montalcini. I quattro partner lavoreranno sul plasma proveniente da dieci malati Covid-19 che erano riusciti a produrre autonomamente le risposte immunitarie e a guarire

Si chiama Pan-Anticovid19 il progetto finanziato da Regione Lombardia con oltre 500 mila euro per la cura del coronavirus attraverso la costituzione di librerie di anticorpi in pazienti guariti dalla pandemia. A vincere il bando di gara è stato il nuovo Consorzio guidato da Genomnia, società del gruppo ab medica, insieme a Aoup di Pisa (Unità operativa di Virologia e Unità operativa di Malattie infettive), il Laboratorio di Biologia della Scuola Normale di Pisa e la Fondazione Ebri Rita Levi-Montalcini di Roma.

Pazienti guariti

I quattro partner stanno lavorando sul plasma proveniente da dieci malati Covid-19 che erano riusciti a produrre autonomamente le risposte immunitarie e a guarire. Partendo da questi campioni grazie alle tecnologie sviluppate da Antonino Cattaneo e collaboratori, nei laboratori Sns ed Ebri verranno costruite “librerie” di anticorpi IgA, IgM e IgG. “Il sangue di soggetti vaccinati o guariti dall’infezione è una delle migliori sorgenti di anticorpi neutralizzanti, ma soffre di gravi limitazioni come la quantità limitata, l’elevata variabilità, la non riproducibilità e il potenziale rischio infettivo del plasma del donatore” commenta Anna Moles, Direttore scientifico di Genomnia. “Con la tecnologia messa in campo dal Consorzio siamo in grado di immortalizzare e riprodurre gli anticorpi neutralizzanti contenuti nel siero dei pazienti convalescenti in maniera illimitata, creando librerie di anticorpi monoclonali, caratterizzandole attraverso tecnologie di sequenziamento Ngs, in modo da poter ottenere misure di qualità e fornire una profilazione immunitaria globale della risposta anticorpale dei pazienti”.

Le “librerie”

Le librerie possono fornire un numero praticamente illimitato di anticorpi utili a neutralizzare il virus attraverso una linea di ricerca con potenzialità sia terapeutiche sia di prevenzione di possibili infezioni nel personale sanitario più a stretto contatto con i malati. La strategia prevede la riproduzione in laboratorio degli anticorpi sviluppati da persone in via di guarigione, per poi somministrarli a soggetti malati o a rischio contagio. Un modo innovativo per sopperire alla limitata disponibilità di sieri, all’elevata variabilità interindividuale, alla non riproducibilità e al potenziale rischio derivante da contaminanti infettivi presenti nel plasma del donatore.

La strategia del consorzio

Rispetto alla possibile strategia alternativa, che prevederebbe l’isolamento di singoli anticorpi monoclonali individuali da singole cellule contro una specifica proteina virale, la proposta del Consorzio si baserebbe sulla fornitura da ciascuno dei pazienti donatori di una sorgente di anticorpi globale, riproducibile, rinnovabile e versatile da cui sviluppare anticorpi terapeutici e diagnostici contro un gran numero differente di proteine virali. I primi risultati saranno disponibili a ottobre 2020.