Oncologia, Aspen ridurrà il costo di sei farmaci distribuiti in Europa

Un'indagine dell'Antitrust europeo avviata nel 2017 ha svelato comportamenti scorretti da parte della società sudafricana che ha promesso quindi di tagliare i listini degli oncologici commercializzati nell'Unione. L'accusa era di abuso della posizione dominante sul mercato e di rincaro arbitrario

La casa farmaceutica Aspen siè impegnata ridurre in media del 73% il prezzo di sei farmaci commercializzati in Europa, utilizzati contro la leucemia e altri tumori del sangue. La decisione arriva nell’ambito di un’indagine antitrust avviata dalla Commissione europea il 15 maggio 2017.

La decisione

L’Esecutivo Ue ha invitato i vari stakeholder a inviare commenti entro due mesi sulla proposta dell’azienda sudafricana. Terminata la consultazione, la Commissione valuterà se gli impegni affrontino in modo sufficiente i problemi di concorrenza sollevati nel corso dell’indagine. In tal caso, la Commissione adotterà una decisione che rende gli impegni proposti da Aspen giuridicamente vincolanti. “Le aziende farmaceutiche trovano soluzioni innovative e vogliono essere remunerate per questo – ha detto Margrethe Vestager, vice presidente esecutivo della Commissione – tuttavia spesso usano la loro posizione dominante per incrementare il prezzo senza un reale motivo. In questo caso la Commissione ha lamentato la condotta di Aspen per aver abusato della propria condizione dominante sul mercato, cosa che va contro le leggi dell’Unione europea. Per questo motivo – continua Vestager – Aspen ha proposto di abbassare radicalmente il costo dei suoi sei farmaci”.

L’indagine dell’Antitrust

Il 15 maggio 2017 l’Antitrust europeo ha avviato un’indagine per vederci chiaro. Dopo aver acquistato i farmaci antitumorali da altre compagnie (tra cui melfalan, clorambucile e mercaptopurina) nel 2012 Aspen ha iniziato ad alzare i prezzi (anche oltre il 300%) in Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Regno Unito. La società di Durban aveva sempredichiarato che gli alti listini erano dati dall’innovatività dei prodotti, la quale tuttavia, secondo le autorità europee, non giustificava l’enorme quantità di denaro ricavata dalla vendita. Una nota sull’Italia. Il quadro generale dell’attività di Aspen comunque, come rivela un comunicato della Commissione Ue, non era applicabile al nostro Paese in quanto l’antitrust si era già espresso per una riduzione del prezzo nel 2016.

Infrazione del Tfue

Altro elemento che ha concorso a creare frizioni tra l’Ue e l’azienda è stato quello delle minacce di Aspen di ritirare dalle liste di rimborsabilità (quando non proprio dal mercato) i propri farmaci in opposizione alle richieste delle autorità regolatorie nazionali di calmierare i prezzi. Lo stallo che si era creato, però, è risultato controproducente alla società che imponendo in maniera unilaterale un prezzo eccessivamente alto si è ritrovata a dover infrangere l’articolo 102 del Trattato funzionamento dell’Unione europea (Tfeu) e l’articolo 54 del Patto dell’Area economica europea (Eea), che impediscono l’imposizione di un prezzo non equo ai clienti.

Le proposte dell’azienda

Per venire incontro alle richieste dell’Ue, Aspen propone tre iniziative. La prima, come detto, quella di abbassare i prezzi dei farmaci di oltre il 70%. La seconda di non alzare più i listini e mantenere il tetto fisso per i prossimi dieci anni e, infine, garantire la fornitura dei prodotti per i prossimi cinque (considerando però ulteriori cinque anni in cui l’azienda potrà lasciare la propria Aic ad altri soggetti).