Nasce il Salento biomedical district

A mettere la firma sono stati l'Università del Salento, il Center for Biomolecular nanotechnologies dell'Istituto italiano di tecnologia e l'Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). In autunno previsto un hackathon

Medtronic, l’Università del Salento, il Center for Biomolecular nanotechnologies dell’Istituto italiano di tecnologia e l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) si sono messi insieme per fondare un nuovo polo per la ricerca biomedicale italiana. Non al nord, non al centro, ma al sud d’Italia (su cui AboutPharma ha fatto un approfondimento da poco pubblicato sul numero 180 della rivista). Nello specifico nel Salento.

Incrocio di risorse e competenze

Il rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, parla di incrocio di risorse e competenze messo in pratica dalle firme che queste realtà hanno voluto apporre in calce a questo accordo. Il rettore, seppur indirettamente, sfida il polo biomedicale di Mirandola, in provinca di Modena, da sempre riconosciuto come centro di eccellenza italiano ed europeo. Proprio lì Medtronic ha investito pesantemente, ma adesso l’azienda vuole puntare anche al territorio salentino e dare una spinta ulteriore alla ricerca made in sud.

Autunno caldo

Per far partire le attività di ricerca, in autunno è previsto quindi un hackathon tour con la partecipazione di imprenditori e ricercatori per favorire la convergenza tra medicina e nuove tecnologie. “Qui c’è una grandissima concentrazione di imprese ad alto contenuto innovativo. Sarà un incubatore che ci consentirà di creare nuova impresa, di essere un motore di sviluppo non soltanto per questa regione, ma per l’intero Paese”, ha continuato Pollice.