Iva su prestazioni, farmaci e alimenti: fronte comune di veterinari e aziende

In una lettera aperta a Governo e Parlamento, Anmvi, Fnovi, Simevep, Enpav, Assalco, Aisa, Ascofarve e Assalzoo chiedono un’aliquota unica al 10% per cure, medicinali e alimenti per gli animali da compagnia

iva su prestazioni

Un’aliquota unica, al 10%, per cure veterinarie, medicinali e alimenti per gli animali da compagnia. È la richiesta di veterinari e imprese del settore, riportata in una lettera aperta inviata al Governo e al Parlamento. L’appello è stato sottoscritto da Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), Fnovi (Federazione ordini veterinari), Simevep (Società italiana medicina veterinaria preventiva), Enpav (Ente nazionale previdenza veterinaria), Assalco (imprese alimentazione e cura animali da compagnia), Aisa-Federchimica (industrie salute animale), Ascofarve (distributori medicinali veterinari) e Assalzoo (produttori zootecnici).

La richiesta al Governo e Parlamento

Oggi l’Iva sui medicinali veterinari è già al 10%, mentre sia per le prestazioni veterinari che per gli alimenti destinati agli animali da compagnia è fissata al 22%.

“L’Iva – si legge nella lettera – rappresenta il principale ostacolo economico-fiscale e il più rilevante dissuasore sociale al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici – nazionali, europei e globali – per la sanità animale e la sanità pubblica. Nel nostro Paese, la persistente disomogeneità di trattamento impositivo (aliquote Iva differenziate ed eccessivamente elevate) renderà inefficaci le sinergie del comparto per conseguire obiettivi dai quali dipenderanno anche le risorse finanziarie del Recovery Plan”.

Dunque la richiesta di “individuare il primo provvedimento normativo utile ad un allineamento definitivo delle aliquote I’Iva applicate al settore della salute e del benessere animale, attraverso la ricollocazione delle prestazioni veterinarie e degli alimenti per animali da compagnia condizionati per la vendita al minuto nel medesimo scaglione d’Imposta agevolata (10%) al pari dei medicinali veterinari”. Un intervento che, secondo veterinari e imprese, dovrebbe essere “strutturale e non temporaneo”.

La salute animale non è un lusso

Le sigle firmatarie della lettera ricordano che “il settore della salute e del benessere animale è considerato funzionale ad assicurare la continuità della filiera, servizi di pubblica utilità ed essenziali” e per questa ragione, le attività di questo settore non sono state sospese durante il lockdown”. Tuttavia, nonostante il loro carattere di essenzialità, “le prestazioni veterinarie e i prodotti alimentari per animali da compagnia continuano ad essere collocati nello scaglione Iva più elevato, al pari di beni e servizi di lusso e/o non essenziali”.

LA LETTERA