L’Italia approva la Direttiva Euratom sulle radiazioni ionizzanti

Tra le novità, si prevede che il responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l’esposizione, e, inoltre, che informi il lavoratore stesso riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa

Il Consiglio dei ministri del 29 luglio, su proposta del ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola, del ministro della salute Roberto Speranza, del ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, del ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo e del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato il decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom. Rispetto al testo approvato in via preliminare il 26 gennaio 2020, sono state diverse le modifiche apportate a causa degli interventi della Conferenza Stato Regioni e delle Commissioni Parlamentari.

Il decreto di recepimento

Il decreto, oltre a recepire nel nostro ordinamento la direttiva, provvede a riordinare e armonizzare la normativa di settore, assicurando il mantenimento delle misure di protezione dei lavoratori e della popolazione più rigorose rispetto alle norme minime stabilite dalla medesima direttiva. Tra le novità la direttiva prevede tra l’altro che il responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore e, inoltre, che informi il lavoratore stesso riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa come avviene già oggi per l’esposizione all’amianto. La sorveglianza sanitaria in corso del rapporto di lavoro resta a carico del datore di lavoro, mentre gli accertamenti sanitari riferiti ad un momento successivo alla cessazione del rapporto di lavoro resteranno a carico del servizio sanitario nazionale.

Il commento di Aifm

Termina così il lungo e faticoso cammino, iniziato a gennaio 2014, verso il recepimento della Direttiva 2013/59/Euratom. Il Dott. Michele Stasi, Presidente Aifm (Associazione italiana di fisica medica), commenta il raggiungimento di questo primo traguardo: “Finalmente viene approvata la legge di recepimento della direttiva che dà una risposta più adeguata ai pazienti, ai lavoratori e alla popolazione, in termini di sicurezza e protezione contro le radiazioni ionizzanti. Terminato questo percorso, siamo ora pronti a intraprendere un nuovo cammino, davvero molto importante, verso una corretta applicazione della norma, che sappiamo essere molto complessa e articolata”. Aifm, è pronta a fare la propria parte a supporto delle aziende sanitarie pubbliche e private e delle istituzioni, per garantire una radioprotezione in ambito sanitario efficace, efficiente e ottimizzata, e presenterà a settembre il nuovo disposto normativo attraverso un webinar che coinvolgerà anche i principali estensori istituzionali della norma e quanti hanno rappresentato le istituzioni per i pareri richiesti alla Conferenza Stato Regioni.