Ricerca medica su Covid, l’Italia è nella top ten

Basandosi sul database di ClinicalTrial.gov il sito finanziario Finbold mette insieme il numero dei clinical trial nei vari Paesi del mondo. L'Italia si posiziona quinta, ma quasi la metà della ricerca internazionale è in mano a Usa, Francia e Uk

prevenzione del tumore del colon-retto

Per numero di progetti di ricerca che a vario titolo i centri di ricerca nostrani stanno portando avanti, l’Italia si posiziona nella top ten a livello internazionale e più precisamente al quinto posto. A fare una classifica sulla base dei dati dei centri di sperimentazione è Finbold, sito di informazione finanziaria ed economica che ha aperto una sezione apposita sull’impatto economico dell’infezione di Sars-Cov2.

La classifica

La ricerca pubblicata sul sito di settore mette insieme la quantità di clinical trial (grandi e piccoli) attualmente attivi (e che non riguardano per forza un vaccino) e che sono stati segnalati al più grande database al mondo di questo tipo ClinicalTrials.gov. Ad agosto, periodo in cui si è conclusa la ricerca (quindi passibile di ulteriori aumenti nel numero degli studi) L’Italia è quinta con all’attivo 120 studi. Prima di noi ci sono gli Stati Uniti con 620, Francia con 386, Regno Unito con 144 e Spagna con 132. Dal sesto al decimo posto troviamo il Canada con 99 progetti, la Cina con 96, l’Egitto con 91, la Germania con 77 e il Brasile con 76. Nei 45 Stati rappresentati nella graduatoria compaiono anche Messico, Romania, Malesia, Taiwan, Iran, Pakistan.

Tutto in mano a tre Stati

Mettendo insieme i pezzi ci si rende conto che quasi la metà della ricerca Covid nel mondo è portata avanti dalle prime tre nazioni. Al 30 agosto 2020, il 46,93% dei 2450 studi attivi è appannaggio di Usa (25%), Francia (15%) e Regno Unito (5%). Alla fine di maggio scorso le sperimentazioni erano 1141, ad agosto sono aumentate del 114,7%.