La Fao lancia una call for interest per lo studio di coronavirus zoonotici

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura propone entro il 15 ottobre una candidatura a tutti quei centri che vogliono collaborare nella ricerca di nuovi virus emergenti di origine animale

Una call for interest internazionale per lo studio di coronavirus zoonotici, questa è l’idea della Fao (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) che si rivolge a tutti i centri di ricerca e istituzioni per diventare “Fao reference centre for zoonotic coronaviruses”. Le candidature sono aperte fino al 15 ottobre 2020.

La designazione

Come scrive AnmviOggi, il quotidiano online dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, la designazione sarà a cura del Direttore generale dell’organismo Onu, QU Dongyu. Possono partecipare gli enti che hanno già collaborato con la Fao in passato e che possono vantare servizi di diagnosi, laboratori e capacità di formazione sul campo.

Prevenzione e controllo

La scienza medica veterinaria non sta a guardare e durante l’emergenza da coronavirus si è attivata in più di un’occasione per spiegare quanto le zoonosi possano diventare pericolose per l’uomo se non vengono tenute in considerazione le basi per la prevenzione e il controllo. Il salto di specie, come si è visto, può avvenire in qualsiasi momento ed è per questo che anche la Fao si è mossa per dare supporto scientifico ai Paesi a lei aderenti (194 tra cui l’Italia la cui sede è a Roma) in tema di virus emergenti.

Come partecipare

Lo status di centro di referenza per la Fao dura quattro anni. Ogni anno l’istituto designato dovrà garantire un report sulle attività svolte e il rinnovo dello status dipenderà proprio dal valore della collaborazione messa in atto. Per presentare la candidatura, i soggetti interessati dovranno seguire le indicazioni contenute nel documento pubblicato dalla Fao (cliccare qui).

 

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