Strategia Ema 2025, la Farmindustria europea plaude al piano quinquennale

Agli imprenditori farmaceutici europei piace la visione dell'Agenzia europea dei medicinali 2025. Real world data, digitalizzazione e maggiore integrazione tra scienza e tecnologia i temi su cui puntare nell'immediato futuro

trial clinici covid-19

La Farmindustria europea apprezza la strategia Ema 2025 sulla farmaceutica e la visione che l’Agenzia europea dei medicinali ha da qui a cinque anni. “Supportiamo in pieno il piano strategico che è essenziale per una nuova ondata di innovazione per i pazienti che soffrono di patologie che richiedono una grande attenzione medica”, è scritto in una nota.

Ciò su cui puntare

Partendo da ciò, Efpia propone una propria road map da realizzare in sinergia con quella già messa in campo dall’Ema. Innanzi tutto bisogna migliorare ancora di più i clinical trial su farmaci innovativi e ridisegnare un meccanismo di produzione, distribuzione e ricerca maggiormente integrato e flessibile. Non si può prescindere, sottolinea Efpia, anche da un utilizzo più consapevole della Real world evidence e delle varie soluzioni digitali. Una curiosità: a giugno 2020 l’ente regolatorio aveva aperto una consultazione pubblica sulla strategia 2025, la seconda dopo quella del 2019. Tra i temi su cui sono stati coinvolti i vari portatori di interesse uno riguarda l’antibiotico-resistenza sul quale Ema ha chiesto un parere attraverso una serie di domande. Su questo punto Efpia ha espresso parere positivo (nella scala da “molto importante” a “non importante”) sulla necessità di migliorare alcuni aspetti regolatori sull’assunzione e utilizzo di agenti antimicrobici e sugli incentivi per sviluppare nuove soluzioni in questo senso. Poco importante, o comunque non una priorità rispetto agli altri punti, invece, la voce “fornire un’alta qualità delle informazioni sul consumo di antimicrobici e dei dati sulla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza in animali e umani nel supportare politiche di sviluppo”.