Carenze vaccini antinfluenzali in farmacia: dal ministero una proposta alle Regioni

Sul tavolo della Conferenza dei governatori del 10 settembre una rimodulazione delle quote acquistate a livello locale per poter soddisfare, tramite le farmacie, le richieste dei cittadini che vorranno vaccinarsi pur non rientrando nelle categorie più a rischio coperte dal Ssn

carenze vaccini antinfluenzali

Dopo l’allarme per la carenza di vaccini antinfluenzali in farmacia, il ministero della Salute proporrà alla Conferenza delle Regioni, prevista il 10 settembre, una soluzione. Lo annunciano in una nota congiunta Federfarma, Fofi (Federazione ordini farmacisti) e Assofarm (farmacie comunali), dopo un incontro (l’8 settembre scorso) del tavolo ad hoc convocato a Lungotevere Ripa.

La proposta per fronteggiare la carenza di vaccini antinfluenzali in farmacia

“Il ministero della Salute – spiegano Federfarma, Fofi e Assofarm –  proporrà alla Conferenza Stato-Regioni del 10 settembre prossimo una rimodulazione delle quote dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni, in modo da soddisfare tramite le farmacie anche la richiesta dei cittadini che, pur non rientrando tra i soggetti aventi diritto alla vaccinazione a carico del Ssn, vorranno comunque vaccinarsi. Tale soluzione – prosegue la nota – consentirà a cittadini che appartengono alla fascia attiva della popolazione di proteggersi dall’influenza stagionale e di evitarne il propagarsi nei luoghi di lavoro e di incontro, riducendo anche il rischio di una sovrapposizione dei sintomi influenzali con quelli del Covid-19, come richiesto universalmente dalla comunità medico-scientifica. In questo modo si ridurrà anche la pressione sulle strutture sanitarie pubbliche”.

La questione test sierologici

Il dialogo farmacisti-ministero ha riguardato anche la possibilità di rendere disponibili in farmacia i test sierologici per Covid validati dall’Istituto superiore di sanità e dal Comitato tecnico-scientifico. “Il ministero della salute si è impegnato a predisporre un elenco dei test che potranno essere effettuati nelle farmacie, secondo modalità di svolgimento e di trasmissione dei dati da concordare con le autorità sanitarie”, conclude la nota delle tre organizzazioni.