Covid, l’Ue stanzia 4 milioni per la ricerca sul plasma (c’è anche l’Italia)

Parte il progetto “Support-E”, che mira a raccogliere evidenze sul plasma da convalescente. Nel nostro Paese partecipano il Policlinico San Matteo di Pavia, l’Asst di Mantova e - per la comunicazione – il Centro nazionale sangue

plasma contro covid

Si mette in moto, con un’iniezione da quattro milioni di euro, un progetto europeo per studiare le terapie a base di plasma contro Covid. La Commissione Ue ha stanziato formalmente le risorse per l’iniziativa Support-E (Supporting high-quality evaluation of Covid-19 convalescent plasma throughout Europe). Per l’Italia partecipano la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e l’Azienda socio-sanitaria territoriale (Asst) di Mantova, mentre al Centro nazionale sangue è affidata la comunicazione.

I via libera Ue

Ed è proprio una nota del Cns a fornire gli ultimi aggiornamenti: nei giorni scorsi la Direzione generale Research and Innovation della Commissione Ue e i coordinatori dell’Eba (European blood alliance), l’associazione che riunisce i centri sangue dei Paesi dell’Ue e dell’Associazione europea per il libero scambio, hanno firmato il “grant agreement” che finanzia il progetto per quattro milioni di euro.

“Sul plasma iperimmune abbiamo già tante idee, speranze e impressioni ma non abbiamo ancora certezze scientifiche. Il progetto Support-E, che è ufficialmente partito, rappresenta uno sforzo importante e necessario, sia per l’Europa che per l’Italia, teso alla valutazione del vero potenziale di questo tipo di terapia”, commenta Vincenzo De Angelis, direttore del Centro nazionale sangue.

Gli obiettivi

Support-E ha due obiettivi principali: da un lato, una valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da convalescente Covid-19 (Ccp) e, dall’altro, un’armonizzazione fra tutti gli Stati membri sull’utilizzo clinico più appropriato, anche attraverso l’uso del database europeo sul Ccp di recente costruzione.

La sfida del plasma contro Covid

“È essenziale per i pazienti, per i professionisti del settore salute e per i donatori di sangue ed emocomponenti (compreso il plasma) che il potenziale terapeutico del Ccp venga studiato e analizzato a livello europeo e con il sostegno della Commissione, in modo da unire risorse e competenze e assicurare così la sicurezza e la qualità del prodotto sangue”, commenta Pierre Tiberghien, presidente dell’Eba e leader di Support-E.

Il finanziamento rientra nell’ambito del programma di ricerca europeo Horizon 2020 e il progetto durerà 24 mesi. Il team di Support-E ha già realizzato un rapporto aggiornato su tutti i trial clinici in corso o che inizieranno prossimamente nell’Unione europea e in tutto il mondo, e delle linee guida preliminari sui criteri di valutazione per i trial clinici. Al termine del progetto, il consorzio europeo produrrà delle raccomandazioni che saranno applicabili in tutta Europa.